sabato 12 aprile 2014

Detrazioni familiari e jobs act: riflessioni e considerazioni.

Carla Ruocco, deputata grillina ,sostiene, dalle pagine del blog di Grillo, che il jobs act, con una mano, toglierebbe alle mogli a carico 65 degli 80 euro in più al mese che il governo intenderebbe dare con l’altra mano. Sotto accusa è la lettera c  dell’art. 5, che recita: “ introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico”. In questo testo la deputata sostiene di leggervi una cancellazione della detrazione a favore del coniuge a carico.A questo punto e letto quanto sopra una considerazione si impone : o si è in malafade o non si sa di cosa si parla. Per leggere “armonizzazione” come se fosse “abolizione” ci vuole una fervida fantasia, se non una vera e propria malafede. 
Ma cos'è , quando interviene e chi riguarda il tax credit, almeno sulla falsariga di quanto avviene negli Stati Uniti? E' semplicemente  un credito d’imposta cioè in una somma che viene corrisposta alla donna che decide o, meglio, può diventare lavoratrice ; attualmente la casalinga che si mette a lavorare perde il diritto alla detrazione che, nel caso della tax credit, continuerebbe a percepire.Ciò dovrebbe, a parere del legislatore, incentivare il lavoro femminile, frenato, beninteso quando si parla di redditi molto bassi, dalla prospettiva di perdere la detrazione. Questo è o, almeno si spera, dovrebbe essere, almeno stando a quello che si legge nel job act. Ovviamente, anche le donne che decidano o siano costrette   a continuare a non lavorare percepirebbero le detrazioni: sostenere il contrario è, allo stato dell'arte, dichiarare il FALSO.
Va da sè che nel deprecabile caso la deputata avesse ragione, il governo avrebbe commesso più che un'asineria una vera e propria PORCHERIA ai danni del ceto più debole : sarebbe come voler sostenere che per aiutare i miopi a veder meglio aumentassimo il prezzo degli occhiali!! 
Tornando a noi,  il tax credit non intende cancellare la detrazione, ma completarla, evitando alle donne sposate la beffa di perdere quei 65 euro al mese solo perché hanno deciso di lavorare e di guadagnarsi un proprio reddito. Pertanto, il tax credit, lungi dall’eliminare la detrazione, la vuole, al contrario, confermare; ed è per questo che si deve “armonizzare” con essa.
Come andrà a finire? Vedremo. Io sono pronto ad ammettere di essermi sbagliato e, conseguentemente, ripudiare chi abbia l'ardire di colpire i soggetti più deboli ed indifesi se l'on. Ruocco avesse ragione, Lei ed i grillini sono disposti ad ammettere di aver abbaiato alla luna? 

martedì 9 luglio 2013

Libero, Belpietro e il finanziamento pubblico.

Chissà cosa si inventerà adesso quella gran ceffo di sterco di belpietro!
Continuerà comunque a spalare merda sugli altri? Anche sulle persone certamente assai più oneste di lui e del suo titolare “angelucci”, cioè il prestanome che ruba i nostri soldi per conto del vero padrone berlusconi?
Come mai questa notizia non ha avuto il risalto che merita?
Allora, belpietro! A te, dieci domande, non vale la pena di porle; sei troppo scemo per comprenderle! Ne basta una sola: adesso cosa cazzo hai da dire sul fatto che i tuoi stipendi sono sempre stati pagati con soldi rubati agli italiani? Avrai ancora la faccia tosta di andare in televisione?
L’editore nonchè deputato del Pdl Antonio Angelucci e’ indagato nell’ambito di un’indagine della procura di Roma sui contributi pubblici percepiti da ‘Editoriale Libero’ e ‘Edizioni Riformiste’, le societa’ che pubblicano ‘Libero’ e (fino al marzo del 2012, quando è stato chiuso) ‘il Riformista’, negli anni 2006 e 2007. I reati ipotizzati nei suoi confronti sono falso e truffa aggravata. La Gdf sta eseguendo un sequestro preventivo di 20 milioni nei confronti delle due societa’. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, le due societa’ hanno dichiarato di appartenere ad editori diversi per aggirare il divieto di richiedere contributi pubblici per piu’ di una testata da parte dello stesso editore. Al centro di questa operazione, secondo gli inquirenti e investigatori, c’e’ il deputato del Pdl Antonio Angelucci che, attraverso persone fisiche e societa’ residenti all’estero, ha nascosto il controllo reale delle aziende editoriali. I contributi pubblici sarebbero stati percepiti indebitamente nel 2006 e nel 2007, mentre dal 2008 al 2011 sono stati bloccati in seguito all’indagine. Assieme ad Angelucci, sono indagati per falso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, i rappresentanti legali delle sue societa’, Arnaldo Rossi e Roberto Crespi.
P.S. Nella foto l'articolo di Belpietro che, da direttore di Panorama , accusava Libero di aver intascato oltre 8 milioni di euro di finanziamenti pubblici nel 2008, mentre adesso sostiene che Libero non ha mai avuto 1 euro di soldi  pubblici!!!

giovedì 13 giugno 2013

Santa Maria Capua Vetere: record mondiale nella celerità dei pagamenti!!


Di questi tempi, nei quali il governo è dovuto intervenire per sbloccare i pagamenti dei debiti contratti dalle PP. AA.,è oltremodo piacevole e sorprendente al tempo stesso constatare che, almeno in questo, il nostro Comune può ben dare dei punti alle altre pubbliche Amministrazioni e costituire punto di riferimento  per il buon governo della cosa pubblica.
Non solo, infatti, il Comune di S. Maria C. V. non accumula ritardi nei pagamenti, ma, udite udite, paga anche in anticipo: cosa più unica che rara!
Con Determinazione n° 1908 R.G. penultimo documento è stata disposta la liquidazione delle indennità di funzione di 2 nuovi assessori dal 30 Maggio al 30 Giugno p. v. . Pagamento anticipato quindi? Parrebbe proprio si!
Ma queste indennità tengono conto delle riduzioni del 10% sulle indennità di funzione operate dalla finanziaria 2006 tutt'ora vigente ? Parrebbe proprio di no a guardare le cifre!  
Ma, a parte questo, cosa ne pensano di questo record i dipendenti comunali che vantano crediti da prestazioni lavorative effettuate da più di un anno?
Abbiamo provato ad intervistarli, ma non possiamo riportare le risposte per amore della decenza!!

giovedì 7 marzo 2013

Bernini ed il M5S: ecco perchè Grillo vuole che non parlino!

 Il neo-deputato Paolo Bernini del Movimento 5 Stelle, in una intervista alla trasmissione televisiva Ballarò afferma che negli Stati Uniti “hanno già iniziato a mettere i microchip all'interno del corpo umano per registrare, per mettere i soldi, quindi è un controllo di tutta la popolazione”.
Se sto scherzando? Assolutamente no: lo ha detto veramente!
La storiella dei microchip sottopelle usato non come sistema di riconoscimento (come i microchip per gli animali domestici) ma specificamente per il controllo (mentale o sociale) della popolazione è un classico del cospirazionismo di stampo religioso che gira da almeno un decennio.
Di prove, ovviamente, neanche l'ombra!
Ma probabilmente Paolo Bernini sa delle cose che a noi sfuggono perché evidentemente abbiamo  la mente ottusa,come ama ripetere il suo mentore. Non può aver fatto queste affermazioni sulla sola scorta della visione di un video trovato su Youtube: dopo tutto , Bernini è un deputato della Repubblica Italiana e gli elettori non possono essere così rincitrulliti ( o si?) da votare per uno che crede nei complotti a base di microchip per il controllo della popolazione o per movimenti che candidano persone che hanno queste credenze. Questi non possono essere i risultati del bombardamento di stronzate in libertà fatto per anni da trasmissioni come Voyager e Mistero.
Soltanto un imbecille lancerebbe questi allarmi senza poter portare prove schiaccianti: documenti, referti medici, dati statistici sul numero di chip impiantati, magari qualche americano chippato da radiografare in diretta a Ballarò per vedere il nanocircuito sottocutaneo in azione. E se il suo Movimento non prende le distanze da queste accuse, se non liquida le asserzioni di Bernini come un momento di psichedelia da stress elettorale, vuol dire che le condivide e le appoggia.
 Sono quindi certo che a breve Paolo Bernini ci presenterà le prove definitive di quello che dice. Magari insieme alle dimostrazioni d'efficacia della Biowashball e dei cellulari cuociuova tanto care a Beppe Grillo, anima del Movimento 5 Stelle.
Altrimenti dovremmo concludere che quel bitorzolo che alcuni elettori sentono sottopelle non è un microchip a stelle e strisce, ma è l'ultimo neurone rimasto che sta cercando una via di fuga per non morire di solitudine.


mercoledì 13 febbraio 2013

Fitto condannato a 4 anni per corruzione ed altro.

Ma non s'era detto che i corrotti dovessero restare fuori dalla politica? L'ex governatore pugliese Raffaele Fitto ed attuale capolista in Puglia alla Camera per il Pdl ( sarà Partito Dei Ladri?) è colpevole dei reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d'ufficio: lo ha deciso la seconda sezione penale del tribunale che ha condannato l'ex ministro a quattro anni. Secondo i giudici, quindi, Fitto nella campagna elettorale del 2005 ricevette una tangente da 500mila euro da Angelucci in cambio fece assegnare alla Tosinvest l'appalto da 198 milioni di euro per la gestione delle residenze sanitarie assistite.
Avranno, ora, il coraggio di dirgli di fare un passo indietro? Diversamente vorrà dire che al primo posto nella lista avranno messo il loro campione dei ladri!
La notizia è passata completamente sotto silenzio. Bravi! Questa è l'informazione che vogliono?

Lo spread? Non ce ne può importare di meno!

Chi l'ha detto? Ma il nostro caro Berlusconi! Tanto lui non ha mutui da pagare.
Ma cos'è questo benedetto/maledetto spread? È la differenza fra l’interesse sul titolo di Stato italiano a dieci anni (BTP) e lo stesso titolo tedesco (Bund). Se il primo ha un interesse di 4,5% e il secondo di 1,5%, lo spread  sarà 300 punti. Se l’interesse del BTP sale e/o quello del Bund scende, lo spread  aumenta, e viceversa.
Se sale l’interesse del BTP rispetto al Bund tedesco vuol dire che gli investitori percepiscono un rischio maggiore sull’Italia rispetto alla Germania. Questo significa che essi vendono titoli di Stato italiani, facendone cadere il prezzo. Per esempio un BTP che prima valeva 98 adesso vale, per esempio, 95. In particolare a vendere sono stati gli investitori non domestici, la cui quota è passata nel giro di un anno e qualche mese dal 50% al 36% (se escludiamo la BCE). Badate bene: non è una questione di speculazione cattiva. È pura e semplice paura di perdere soldi.
I soggetti che più hanno comprato titoli di Stato italiani sono state invece le banche italiane. Che succede a queste ultime se il valore dei BTP cala? Succede che i bilanci delle banche italiane (ma non solo) si deteriorano ed esse diventano meno capaci di rimborsare i propri debiti. Un esempio di debito per le banche sono i conti correnti, i soldi che la gente deposita in banca. Se la banca di Paperopoli è sull’orlo del fallimento perché ha investito male in BTP e lo spread  è salito, voi depositereste i soldi in quella banca, col rischio di vederveli congelati ?
Se meno persone e banche vogliono prestare soldi alla banca, per quest’ultima aumenteranno i costi di raccolta, ovvero diventa più costoso prendere denaro in prestito. Di conseguenza, per scongiurare guai peggiori, la banca comincia a tenersi stretti i propri forzieri. Una banca, infatti, per legge e per buonsenso, deve tenere in “cassa” una certa somma per far fronte a eventuali problemi, ordinari e straordinari. 
Una delle mosse che la banca mette in atto è quindi quella di far uscire meno soldi, ad esempio in mutui e prestiti, poiché la congiuntura economica è pessima e chi contrae tale mutuo/prestito avrà probabilmente più difficoltà a pagarlo. Se l’offerta diminuisce, inevitabilmente cresce il prezzo del mutuo, ovvero il tasso di interesse che è pari, per il tasso variabile, all’Euribor più una certa percentuale, o, per il fisso, all’EurIRS più una certa percentuale. Questa percentuale, ovvero la differenza fra il tasso del mutuo e l’Euribor o l’EurIRS si chiama anch’esso spread. Questo significa che se il tasso di interesse sale vuol dire che o è aumentato l’Euribor (o l’EurIRS ) o è aumentato lo  spread  applicato dalla banca. Se consideriamo che l’Euribor è deciso dal mercato, e quindi non è manipolabile , la nostra banca di Paperopoli che vuole ridurre le uscite dai suoi forzieri aumenterà lo spread  sui mutui.
Ma tanto al ricchissimo Berlusconi interessano questi discorsi? Non gliene può importare di meno!

martedì 12 febbraio 2013

Incentivi ad assumere : il grande imbroglio.

Ritorno sull'argomento di cui in oggetto per cercare di spiegare la grande mistificazione che si tenta di fare ai danni degli Italiani.
Il Cavaliere "ipotizzava" che un gran numero di imprese, 4 milioni appunto, potesse essere indotta, dai previsti sgravi fiscali, ad assumere almeno 1 unità lavorativa ciascuna, favorendo così l'occupazione e stimolando la crescita dei consumi e quella conseguente dell'economia; io non la vedo esattamente così,anzi!
In Italia si stima nel 35% almeno la forza lavoro nel sommerso con punte che superano il 50% nel meridione: si tratta in effetti di lavoratori ( non disoccupati quindi) sottopagati e con pochissimi diritti sui quali lucrano gli imprenditori amici di Berlusconi ai quali tanto tiene.
Ora, ipotizzando l'introduzione della riduzione a zero, per almeno tre anni, dei contributi a carico dei datori di lavoro per neo-assunzioni cosa avverrà in concreto nella stragrande maggioranza dei casi?
Che il datore di lavoro " fingerà" l'assunzione di lavoratori già alle sue dipendenze, alle stesse condizioni di quando li teneva al nero. Quale migliore occasione per l'imprenditore di mettere a tacere coscienza e fisco, legalizzando le sue irregolarità?
Quali le conseguenze, in concreto, per il paese?
Vediamole in dettaglio:
Aumento delle entrate dello Stato: ZERO ( i contributi sono a carico dello Stato)
Aumento dell'occupazione          : ZERO ( i lavoratori " neo-assunti" in realtà già lavoravano)
Crescita dei consumi                  : ZERO ( vedi sopra)
Vantaggi per il datore di lavoro: legalizzazione del lavoro nero, possibilità di prorogare i vantaggi fiscali, essere considerati, se non salvatori della patria, cittadini modello.
Cosa accadrà, poi, quando queste misure cesseranno? I neo assunti saranno licenziati "ufficialmente" e torneranno ad assumere lo status di lavoratori in nero, la disoccupazione aumenterà  ufficialmente ed il solito Berlusconi di turno ( tanto è una razza che non si estinguerà mai) dirà che la colpa è della Merkel, dell'UE,della sinistra, dei sindacati, dei comunisti, dei magistrati, ecc.

domenica 10 febbraio 2013

Beppe Grillo La Qualunque- Perchè non votarlo.

Vi ricordate quel capolavoro del cinema che è il film " Qualunquemente" di e con Antonio Albanese?
Ecco,  mi sembra che il programma politico di Cetto La Qualunque, protagonista del film, assomigli, nella forma ed anche un po’ nella sostanza, a quello presentato da Grillo. Potremo chiamarlo Beppe Il Qualunque!!! “Non ci saranno più bollette del gas ed aboliremo anche quelle della luce … aboliremo l’ICI … aboliremo anche la tassa sulla spazzatura, il bollo dell’auto e l’assicurazione … daremo 1000 euro a persona, anzi 2000, e imbianchiamo le case di tutti … GRATIS!!!” .
Arthur Bloch diceva che "la maniera migliore per aver successo in politica è trovare una folla che sta andando da qualche parte e mettercisi davanti.” 
Dovendo scegliere degli aggettivi per descrivere la mia opinione sul programma del M5S, opterei per  questi: demagogico/populista, ingannevole, superficiale, utopico/surrealista. 
Hanno scritto e proposto esattamente tutto quello che avremmo voluto sentirci dire, sull’onda del comune sentimento anti-politico che si sta diffondendo negli italiani. Sono tutte argomentazioni che rispondono ad una certa logica di buon senso (come ad esempio l’eliminazione dei privilegi per i parlamentari, la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati ed il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari), ma che sembrano addirittura sfociare in un eccesso di utopia e surrealismo (come nel caso dei referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum, dell’abolizione di tutte le Authority, dell’accesso alla rete gratuito per i cittadini italiani). Molte cose sono facili da dirsi a parole, ma nè Grillo nè i suoi collaboratori hanno mai sentito il dovere di spiegarci anche in quale modo pensano di attuare concretamente tutte queste belle cose: allineamento delle tariffe di energia, connettività (ma non avevan detto che l’accesso alla rete era gratuito?), telefonia, elettricità, trasporti agli altri paesi europei; riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi; garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito; eliminazione degli inceneritori; riduzione di almeno il 10% in 5 anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempimenti, e si potrebbe continuare.... Tutto ciò (ad eccezione dei tagli che non sono così semplici e banali da fare) implica degli investimenti e necessitano di risorse economiche a disposizione. Avendo tanti bei soldini in cassa a propria disposizione, chiunque sarebbe in grado di far fronte alle spese necessarie per mettere in pratica tutte queste meravigliose proposte. Forse il caro Grillo, anziché improvvisarsi politico ed illudere tante persone, dovrebbe farsi un esame di coscienza e limitarsi a fare il suo mestiere di comico. Il programma del M5S ?  Tante belle frasi messe ben in fila, che si vendono molto bene e che sembrano scritte apposta per estorcere il voto. Ma, considerata la superficialità con cui tali proposte vengono dichiarate, sono davvero molto dubbioso sul fatto che questi “predicatori” del M5S le sappiano poi mettere davvero in pratica. Assomigliano notevolmente a quelli della Lega Nord: sempre stati bravi a predicare e ad appassionare le folle, ma, una volta andati in parlamento e al governo, non hanno fatto assolutamente nulla di quanto avevano sempre predicato ed abbiano anzi generato più danni che migliorie per questo paese. Si sono dimostrati dei veri pirati, che una volta abbordata la nave sotto ingannevoli spoglie, hanno approfittato egregiamente della situazione per farsi i propri interessi, mimetizzandosi alla perfezione con gli altri saccheggiatori che già si trovavano a bordo della nave. Quello che serve in Italia sono delle strategie economiche di medio-lungo periodo, non un’ammucchiata di proposte a breve termine che allo stesso tempo dicono tanto e non dicono niente, che servono solo a confondere le idee ed attirare consensi. Una cosa molto grave, citata nel loro programma e che rischia di passare pericolosamente inosservata, riguarda la voce della “eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche”. Credo che sia necessario  garantire la libertà  e soprattutto la diversità di parola. Se le testate giornalistiche di nicchia dovessero chiudere, sarebbe un disastro: l’omologazione del pensiero e delle idee è un grave pericolo, se scompare il pluralismo dell’informazione e si appiattisce la diversità culturale, la nostra democrazia rischia la sopravvivenza, considerando che già ora non siamo per niente messi bene .L’attuale Beppe potrebbe trasformarsi in una sorta di Benito…Come spiegare altrimenti il rifiuto di partecipare a dibattiti pubblici, impossibilità quindi di interlocuzione e di fare confronti faccia a faccia ( Berlusconi docet: l'avete mai visto in tv ad un dibattito con altri politici?). Grillo lancia il verbo dall’alto, spesso sottoforma di anatema o di insulto, senza nessuna disponibilità a dialogare e nessuna intenzione di fare dialettica. Si tratta perciò di un modello assolutamente sbagliato, che rasenta appunto il modello fascista. Infine, pensateci su un attimo, ma che figuraccia mondiale faremmo se tale Beppe Grillo, comico di professione, vincesse le elezioni politiche? Dopo aver concesso il ruolo di protagonista, sul palcoscenico della politica, allo showman Berlusconi (che ha fatto ridere il mondo di noi), chissà come parleranno bene all’estero degli italiani, se sul palcoscenico dovesse salire un comico vero! Con tutto il rispetto per il Sig. Grillo, ma ognuno dovrebbe attenersi a fare il suo mestiere: un conto è esser bravi a mettere in piazza dei problemi (Grillo ha di certo dimostrato di saperlo fare bene), ma ben altro conto è saper risolvere questi problemi…

giovedì 13 dicembre 2012

Grillo e la democrazia : il ducetto del web

Strano concetto di democrazia quello sbandierato, anzi urlato senza interlocutori, da Beppe Grillo dominus incontrastato del M5S.  Mentre in un qualunque altro partito o formazione politica, ognuno può farsi benvolere da più o meno persone che più o meno possono contare nell'adottare le decisioni che contano , nel Movimento 5 Stelle l'unico che conta è Beppe Grillo. A dispetto del cosiddetto "non statuto", dove c'è scritto che "uno vale uno", si è visto chiaramente che gli attivisti sono tutti uguali, ma ce n'è uno che è più uguale degli altri. Si chiama Beppe Grillo ed è il proprietario del marchio. Che quindi può cacciare chi vuole. Perchè in questo movimento così "democratico", si usa un linguaggio commerciale: il marchio è mio e quindi tu lo puoi usare in franchising, finchè io non decido di togliertelo. Il tutto ovviamente senza preavviso nè altro. 
E' un potere monocratico ed assoluto, oltre che discrezionale... insomma, un potere tirannico. Grillo autentico campione di esempio antitetico alla democrazia.
Basta osservare anche soltanto i commenti sul blog di Grillo:  c'è maggiore rilevanza per i commenti di sostegno su quelli, pur numerosi, di critica e condanna. Ciò fa capire come anche il web ( oltre alla Tv ed ai giornali) sia manipolabile, volendo. Un grillino, sul blog,  ha avuto l'ardire di chiedere:  "Come si fa ad espellere Grillo?".La risposta sarebbe ( perchè non è arrivata) : non si può! Se tutti i grillini fossero contro Grillo e ne volessero l'espulsione, non potrebbero comunque cacciarlo. E' questa la differenza tra democrazia e dittatura: in democrazia non esiste l'intoccabile, colui che è "legibus solutus" (sciolto, libero dalle leggi, in latino). Chiunque assume una carica, può esserne sbalzato via, a certe condizioni. Anche all'interno degli stessi partiti,con l'eccezione del Pdl e della defunta Forza Italia oltre che dei partiti personali, il segretario può essere sostituito;ma non all'interno del Movimento 5 Stelle.
 Ciò è abbastanza grave per un movimento cha fa della democrazia diretta la sua bandiera. Ma c'è di più e peggio: il populismo ed il " pecoronismo"  ( passatemi il termine) che pervadono e condizionano  gli attivisti 5 Stelle che appoggiano incondizionatamente le decisioni del loro leader mi fanno seriamente paura e mi preoccupano non poco. Insomma, come il fascismo aveva i suoi fascisti, come il berlusconismo ha avuto i suoi berluscones, Grillo ha i suoi grillini. Tutti caratterizzati dallo stesso comportamento: una difesa a spada tratta delle parole del loro capo, indipendentemente da quanto siano aderenti alla realtà; una approvazione incondizionata a qualsiasi scelta arrivi... insomma, un comportamento da servi senza catene: Il capo è il capo ed ha sempre ragione" ( Il Berlusconi di questi giorni docet). Ed allora, viene da chiedersi come ed in che modo potranno differenziarsi da coloro i quali si sono distinti per aver rovinato questo paese? Basta proclamarsi rottamatore per essere considerato migliore di quello che si vuole rottamare, specie se quel che si fa è anche peggio?
Il dna democratico di una qualsiasi formazione politica ne qualifica l’origine e ne determina, nel bene o nel male, l’avvenire.Proprio coloro che vorrebbero una classe dirigente meno corrotta dovrebbero, a maggiore ragione, porsi da subito regole certe di un funzionamento trasparente e democratico. 
A maggiore ragione quando un movimento, come quello di Grillo, raccoglie pulsioni, idee, emozioni e riflessioni politiche disomogenee proprio perché provenienti da esperienze e esistenze profondamente diverse, unite, per il momento, dal solo e comprensibile sentimento di fare pulizia di tutto.

domenica 16 settembre 2012

Berlusconi in crociera con i lettori de " Il giornale".


Chi mai poteva pensare di andarsene in giro a far crociere quando la maggior parte degli Italiani non è andata affatto in vacanza ed anzi ha problemi ad arrivare alla fine del mese? Lui, l'ineffabile Silvio B. che, dopo oltre un mese passato in sardegna nella villa mega-faraonica ed abusiva, ha deciso di andarsene in crociera invitato dal lecchino direttore del Giornale, tal Sallusti che,magnanimamente, ha messo a disposizione la sua famosa lingua srotolabile, in guisa da poterla utilizzare come scaletta ( e scivolo) per i passeggeri. Ai giornalisti ed ai politici che parteciperanno  è stato consigliato di non portare mogli o compagne, poiché alle escort ( anche minorenni dato che Mora è uscito da galera) ci pensa Silvio in persona .
"Silvio Berlusconi verrà apposta per stare con i lettori de il Giornale ( gradita lingua umida), è bello che dedichi del tempo anche ai meno fortunati" è scritto su fogli di carta, inutilizzabili per la pulizia del corpo, che pomposamente chiamano " giornale". 
Ma chi sarebbero i "meno fortunati" ? Gente che ha pagato quasi 1.500 Euro per una cabina per una crociera di 1 settimana? Qualcuno ha avuto il addirittura il coraggio di dire che Silvio B. così dimostra di non temere il confronto!! Ora io vorrei chiedervi: secondo voi, quanti oppositori di Silvio B. saranno presenti sulla nave? Non rispondetemi: io e voi conosciamo bene la risposta!
Si candiderà, non si candiderà? Aspetta la risposta dai sondaggi dopo l'approvazione della legge elettorale: già, perché Silvio B. è uno che ama vincere facile, altrimenti non partecipa.





martedì 28 agosto 2012

Pdl : no al ddl anticorruzione.

Il Pdl per bocca dell'on. Gasparri è venuto allo scoperto ed ha detto  sempre e sfacciatamente no al decreto anti-corruzione di cui si parla da anni e che non giunge mai in porto per la vergognosa ostilità al provvedimento da parte del partito di Berlusconi! C'è da meravigliarsi? Ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da un partito il cui acronimo PDL significa Partito Dei Ladri e che è retto in maniera assolutamente dittatoriale dalla corruzione fatta persona ( Berlusconi)? La classe politica italiana, anche a sinistra per carità, è tra le più corrotte del mondo  e questa è una delle ragioni per le quali viviamo una tragica crisi sociale, economico-finanziaria e politico-istituzionale. Oggi l’On. Gasparri ha tuonato contro l’ipotesi di porre la fiducia sul provvedimento che, alla vigilia delle elezioni, servirebbe a scongiurare “qualche sgradevole ricandidatura” di personaggi in odor di camorre varie. Immediato è venuto l’alt di Gasparri e del PdL ( non tutto, spero e credo) che di anti-corruzione non ne vogliono proprio sentir proprio parlare, preparandosi invece a infarcire le liste a elezione garantita con personaggi che hanno un bisogno assoluto di immunità parlamentare. Posizioni  come queste servono solo a rafforzare personaggi populisti e demagogici come l'altro comico Grillo che rappresentano il segnale certo ed inequivocabile del baratro nel quale stiamo precipitando e dal quale riusciremo a trarci in salvo fra qualche generazione. Persone come Gasparri e Cicchitto tengono in ostaggio il Paese intero, pretendendo di costruirsi Parlamento e leggi a proprio uso e consumo!

sabato 25 agosto 2012

12.000 posti di insegnanti nelle scuole pubbliche. Gelmini: è merito del precedente governo Berlusconi.

E' prevista per il 24 settembre la pubblicazione di un bando di concorso, per titoli ed esami, su base regionale, finalizzato alla copertura di 11.892 cattedre nelle scuole statali di ogni ordine e grado, risultanti vacanti e disponibili; altrettanti posti saranno messi a disposizione dal Miur attingendo dalle attuali graduatorie. La procedura concorsuale avverrà secondo modalità innovative per favorire l'ingresso nella scuola di insegnanti giovani, capaci e meritevoli. Visto l'elevato numero di potenziali candidati, vi sarà una prova selettiva da svolgersi alla fine di ottobre, su una batteria di test uguale per tutte le classi di concorso. A gennaio sarà svolta la prova scritta (consistente anche in una prova strutturata di verifica delle competenze disciplinari), in modo da avere i tempi per svolgere la prova orale (con l'inserimento di una simulazione di una lezione per verificare l'abilità didattica) e pubblicare le graduatorie in tempo utile per l'immissione in ruolo per l'a.s. 2013/2014. A questo primo bando seguirà un secondo entro maggio 2013, disciplinato dalle nuove regole di reclutamento, attualmente in fase di preparazione.
E la Gelmini, ex Ministro dell'Università e della ricerca, come commenta? "Questo concorso opera nel solco della direzione scavata e preparata dal precedente governo!!"
Ma come, dopo aver tagliato 20.000 posti del personale docente e 15.000 posti del personale ATA per un totale di 35.000 posti per il  solo anno scolastico 2011/12 ha anche la faccia tosta di rivendicare dei meriti per queste future assunzioni?
Ricordatevi di queste persone e di chi le ha scelte alle prossime elezioni!
Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro!

giovedì 23 agosto 2012

Si alla patrimoniale, subito!


Finalmente ci si comincia ad accorgere che la patrimoniale non è una parolaccia e, meno che mai, è una parola che dovrebbe incutere terrore al ceto medio. Già, perché è bene che si sappia una volta per tutte, per patrimoni si deve intendere la somma delle ricchezze possedute da un nucleo familiare superiore al MILIONE di Euro. Stiamo parlando, cioè, degli straricchi, l’8% circa della popolazione italiana che detiene oltre il 90% delle ricchezze del Bel paese. Tempo addietro, anche  Squinzi, leader della Confindustria e che non è di certo un bolscevico, in un convegno nel pistoiese, fianco a fianco con il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, ebbe a dirsi disponibile alla sua introduzione. Patrimoniale vuol dire una più equa distribuzione della ricchezza. E far contribuire anche chi, in questi anni, in questi decenni, ha assistito con un sorriso beffardo e senza versare un euro di tasse , alla macelleria sociale nei confronti dei soliti noti: dipendenti pubblici e privati, onesti seppur rari liberi professionisti che pagano le imposte fino all’ultimo euro, pensionati. Loro, i ricchi furbi, no. Con artifici degni di miglior causa hanno sempre evitato di aprire il borsellino,nascondendo ben bene i patrimoni accumulati chissà come. E già che ci siamo, sarebbe interessante metter mano anche  allo scudo fiscale, quell’ideona partorita  dall’ex Ministro dell’ Economia del Giulio Tremonti. In cambio di una sanatoria che li avrebbe messi al riparo da guai con lo Stato italiano,  per far rientrare puliti e stirati i capitali,  gli ‘scudati’ versarono poco più di un obolo del 5 per cento. Facendola franca come sempre.Certo, la lotta per introdurre  e far versare la patrimoniale, sarebbe dura: tra società di comodo e soldi dirottati nei paradisi fiscali, difficile scovare i veri ricchi. Il piatto rischierebbe  di piangere. Ma ci si può e ci si deve provare. Per ridare agli italiani quel senso di giustizia perduto. Altrimenti continueranno a pagare sempre gli stessi. E non è detto che costoro  siano più disposti a farlo, senza arrabbiarsi per davvero.

venerdì 15 giugno 2012

Confindustria, il pizzo e Berlusconi: viva la mafia!

Berlusconi pagò il pizzo alla mafia ed il fatto che Confindustria dovrebbe adottare provvedimenti contro la Fininvest ( ora Mediaset) non è diffamazione:  è stato stabilito dal gip del Tribunale di Roma Maurizio Caivano, che il 31 maggio ha accolto la richiesta di archiviazione di una querela presentata da Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, contro ilfattoquotidiano.it. In un articolo del noto sito il giornalista Lillo, nell'evidenziare la sbandierata linea della fermezza manifestata dall’associazione degli industriali nei confronti dei membri che subiscono le estorsioni in silenzio, si meravigliava della mancata adozione di punizioni nei confronti dell'azienda condotta da Confalonieri. Addirittura l'espulsione dalla Confindustria aveva preannunciato l’allora presidente Emma Marcegaglia. 
Emma Marcegaglia ha un problema”, scriveva Lillo. “Anzi due. Il padrone del gruppo più importante della sua associazione di categoria, Silvio Berlusconi, e il vicepresidente di Confindustria Fedele Confalonieri. La coppia ha pagato il pizzo per venti anni e soprattutto non racconta a chi l’ha versato e perché”. Dato che il fatto era scritto nero su bianco nelle motivazioni della sentenza d’appello contro Marcello Dell’Utri, che condannava il braccio destro di Berlusconi a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, “che cosa farà dunque Confindustria?”, si domandava il giornalista. La risposta ora è chiara : nulla!

giovedì 17 maggio 2012

Il blog: tra libertà e oscurantismo.

La Procura della Repubblica di Cagliari ha ordinato a "Libero" il sequestro di cinque blog di matrice islamica,ospitati sullo stesso provider, per aver rinvenuto in essi contenuti che avrebbero potuto istigare al terrorismo. Il pubblico ministero ha richiesto un sequestro preventivo d'urgenza per l'oscuramento dei seguenti Url: Islamnuri, Islamitalia, Ummusama, Islamo-il-monoteismo e Abulbarakat. Dal canto suo, il provider Libero, con un discutibile eccesso di zelo, non si è limitato a rispettare la richiesta, ma ha addirittura cancellato drasticamente, di propria iniziativa, gli interi siti.
Il gesto è sintomatico del clima che si respira nell'ambiente infotelematico: un clima di paura e, soprattutto, di sospetto ed ignoranza.
Un sito è composto da diverse pagine, come una testata di giornale. Ma, a differenza di una testata di giornale, si può cancellare in qualsiasi momento un singolo articolo, senza per questo dover mandare al macero il resto del giornale. E tuttavia, ancora, i P.M., quando devono chiedere l'oscuramento di un contenuto asseritamente illecito, si spingono fino a fare chiudere l'intero sito.
Riportando le osservazioni di Alessandro Longo sul Sole 24 Ore, in realtà tre dei cinque blog non presentavano gli elementi contestati dalla Digos, ma al contrario avrebbero contenuto semplici approfondimenti e trattazioni sulla cultura e sulla religione musulmana. L'avvocato Fulvio Sarzana ha inoltre evidenziato che i gestori dei blog non operavano celandosi dietro false generalità, nickname o pseudonimi, ma lo facevano a volto scoperto. Questo ovviamente si sarebbe mal conciliato con le presunte finalità terroristiche.
Quali le conclusioni?
La piena libertà di pensiero e di espressione spaventa non poco chi detiene i mezzi di comunicazione perché consente ai cittadini  la formazione di idee proprie e non imposte. 
Occorre resistere e combattere affinché la libertà di comunicare possa essere garantita a tutti sempre e comunque : una sua limitazione sarebbe un gravissimo ed insuperabile vulnus al concetto stesso di democrazia.



venerdì 11 maggio 2012

Equitalia, le tasse ed i suicidi : di chi la colpa?

Cartelle esattoriali equivalenti ad un cappio alla gola dei contribuenti, tanto da indurli al suicidio: ma stanno veramente così le cose?
Il gran parlare che si sta facendo in questi giorni a causa dei suicidi dovuti alla crisi impone delle riflessioni accurate.
Anzitutto vanno distinte le morti provocate direttamente dalla crisi nei confronti delle quali esprimo il più profondo cordoglio e rincrescimento, perché non v'è nulla di più triste  e desolante che morire per mancanza di un diritto ( quello ad un lavoro), da quelle determinatesi, stando a quel che ci raccontano stampa e tv, per effetto di cartelle esattoriali dell' equitalia.
Ma, mi sono chiesto, a cosa attengono di preciso queste maledette cartelle? A tasse evase, a tasse non pagate, a soldi, cioè,che l'evasore non ha versato, pur avendone l'obbligo,  e che ha tenuto per sé ed i suoi familiari. Bisogna, mi sono domandato a nome ci chi le tasse le paga, avere compassione di questa gente? Essi sono stati compassionevoli nel momento in cui, consapevolmente o no, hanno determinato, che so, la chiusura di un reparto ospedaliero o la mancata fruizione dell'asilo nido piuttosto che la fruizione di trasporto pubblico agevolato per cittadini meno fortunati di loro?
Si abbia il coraggio di dire, una volte per tutte, che chi non paga le tasse commette un furto ai danni della collettività , specie nei confronti di chi non è in grado di sopperire alla mancanza di servizi sociali.
 Che pagare le tasse sia un preciso dovere morale dovrebbe essere un'evidenza: come tutti hanno il diritto di beneficiare dei servizi offerti dallo Stato, per quanto più o meno efficienti essi possano essere, così ciascuno in rapporto alle proprie possibilità deve contribuire ai costi che tutto questo comporta, dall'istruzione alla tutela e cura della salute, dalle reti di comunicazione all'assistenza ai più deboli e alle garanzie dovute all'anzianità.  Il "bene comune" si realizza precisamente nell'offerta adeguata e il più possibile alta dei servizi, supportata da una partecipazione alla spesa che sia responsabile e commisurata alle possibilità di ciascuno. In questo senso, l'evasione fiscale è una forma di furto al bene di tutti, una colpa morale frutto di egoismo e di avidità, una negazione di quell'esigenza di solidarietà verso gli altri, specie i più deboli, che deve regolare la società e l'impegno dei singoli.
 Altro discorso riguarda un secondo principio non meno importante: che le tasse siano eque!  Di conseguenza, a fronte del fatto che è giusto che sacrifici siano fatti da tutti, tuttavia, essi vanno commisurati alle effettive risorse e possibilità di ciascuno: chiedere a tutti lo stesso prezzo secondo un apparente criterio di giusta ripartizione, è in realtà somma ingiustizia (è quello che avviene di fatto col rialzo dell'Iva o l'aumento del prezzo dei carburanti che finiscono col colpire diffusamente tutti e specialmente chi meno ha e può dare!). Chiedere di più a chi ha di più è invece la misura equa che è necessario mettere in atto: e l'accortezza sta qui nel domandare di più specialmente a chi dispone di grandi risorse e gode di un'ampia gamma di beni superflui o non strettamente necessari. Così, ad esempio, le tasse sui beni immobili sono necessarie: tuttavia, se a essere colpiti gravemente sono i piccoli risparmiatori che con sacrificio sono giunti al possesso della propria casa o hanno investito i risparmi di una vita su un bene modesto destinato ai loro figli, ciò può costituire una grave forma di iniquità, specialmente se al contempo non viene richiesta una maggiore contribuzione a chi più possiede (ad esempio nella forma di una patrimoniale consistente sulle grandi proprietà) o non viene dato l'esempio di rinunciare a privilegi e benefici da parte di chi ne dispone in forza del mandato politico ricevuto.
 Quando, pochi anni fa, uno dei più seri, lucidi e preparati ministri dell’economia che il nostro Paese abbia mai avuto definì «bellissimo» il fatto di pagare le tasse, venne deriso: ormai smarrita ogni etica civile collettiva, chi aveva osato ricordare la bontà di un gesto solidale come il pagare le imposte finalizzate al bene comune non poteva che essere messo alla berlina. Ma il problema oggi come allora è proprio qui, nella mancanza di coscienza collettiva: non si può chiedere un gesto di condivisione a chi non sa più di essere parte di un organismo vivente, come non si può chiedere alle braccia o alle gambe di faticare per un corpo che esse considerano estraneo.
Finisco con una citazione di un notissimo " politico" italiano che non poco ha contribuito ad accrescere l'evasione delle tasse e , conseguentemente, l'impoverimento di larga parte della popolazione costretta a pagarsi o a rinunciare a servizi pubblici di primaria importanza :  "Credo che la pressione fiscale sia eccessiva e che comporti una sorta di giustificazione morale in chi evade. Essendo il primo contribuente italiano credo di non poter essere accusato di far le lodi di chi evade".

mercoledì 9 maggio 2012

Lavitola, Berlusconi e De Gregorio in: "La compravendita della vacche" ( Sottotitolo: "Corrotti e corruttori").

Per sottrarre la commissione Difesa al centrosinistra Silvio Berlusconi nel 2006 «versò un milione di euro al senatore Sergio De Gregorio» e questi passò dall'Idv a Forza Italia. È il 25 aprile scorso, nel carcere di Poggioreale a Napoli parla Valter Lavitola, assistito dall'avvocato Gaetano Balice. Il faccendiere svela i retroscena della «compravendita» dei parlamentari, coinvolge Clemente Mastella e Lamberto Dini nelle trattative con il centrodestra per la caduta del governo Prodi in quella che definisce «Operazione Libertà». Poi si sofferma sui suoi rapporti con uomini della dirigenza di Finmeccanica rivendicando il ruolo di mediatore per i contratti in Centroamerica. E racconta di aver fatto incontrare «il presidente Berlusconi al generale Spaziante», per farlo diventare «numero due della Guardia di Finanza». È l'inizio di quella che lui stesso definisce una «collaborazione» con i pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio che ne hanno chiesto e ottenuto la cattura per le false fatture emesse dal suo quotidiano l' Avanti! e per corruzione internazionale.
 
La prima parte del verbale, pubblicata dal Corsera, riguarda proprio la «migrazione» dei parlamentari:

Lavitola: «Era stata candidata dalla sinistra una senatrice, notoriamente pacifista (Lidia Menapace ndr ), ed era uscito anche sui giornali che gran parte, diciamo così, delle forze armate erano contrarie a questa cosa. Non ricordo se io chiamai De Gregorio o De Gregorio chiamò me, e De Gregorio nel frattempo che, però, è uno intraprendente che mica aspettava me per fare le cose, si era già messo in contatto con alcuni del gruppo di Forza Italia dell'epoca, e precisamente, non perché ora è morto, pace all'anima sua, e quindi non può dirlo, con il senatore Romano Comincioli, se non sbaglio, il quale era uno dei fedelissimi del presidente Berlusconi, e andò a negoziarsi la nomina a presidente della commissione. Io lo chiamai la mattina... e De Gregorio votò con il centrodestra e fu eletto presidente alla commissione Difesa, e in quel caso sicuramente io, ma ritengo anche il senatore Comincioli, gli creammo un link con il presidente Berlusconi, link che poi fu determinante per il suo passaggio a Forza Italia».
Pm: «Ma un link finanziario o un link...».
Lavitola: «No, un link personale, nel senso che io l'ho preso e l'ho portato da Berlusconi...».
Pm: «E quanto gli è costata a Berlusconi questa cosa?».
Lavitola: «Allora in termini economici gli è costato quel contratto che lui aveva con... allora, De Gregorio prima è passato con Forza Italia... e ricordo come se fosse ora che De Gregorio disse a Berlusconi che lui non intendeva entrare in Forza Italia, ma intendeva fare un suo movimento politico soprattutto all'estero; il presidente gli disse: non ti preoccupare, non ci sono problemi; ma non si entrò nei dettagli».
Pm: «E quanto gli è costato a Berlusconi?».
Lavitola: «In termini economici, a De Gregorio il contratto, come dico pure sui giornali, non so... un milione».
«Dini, Pallaro e Mastella»
Dichiara Lavitola: «Questo fu uno dei miei meriti... il senatore Comincioli era l'uomo principale che al Senato si occupava di tentare di avvicinare i parlamentari del centrosinistra per passare con il centrodestra, e io in quel senso svolgevo una funzione di consigliere del senatore Comincioli...». Poi cita gli altri casi: «Tenga presente che gli altri soldi li avrebbero dovuti dare a Dini, a Mastella e a Pallaro, che stiamo parlando, insomma, seppure glieli avesse dati non glieli ha dati per tramite... Sono persone che si sono trovate messe al margine dal centrosinistra nonostante si dica... Berlusconi che è uno che sa tra virgolette vendersi e gli ha garantito l'economia del movimento, ognuno di loro ha fatto un movimento, quando si è fatta la fondazione del Pdl insieme a Fini, ci stavano pure, alla pari, De Gregorio, Caldoro, Dini, insomma, là ci sta la fotografia con tutti questi qua magari con voti più degli altri...». Lavitola ammette anche di aver avuto un ruolo nella costruzione del dossier sulla casa del cognato di Gianfranco Fini a Montecarlo e spiega: «L'obiettivo più che la ricompensa era quello di riuscire a ritagliarmi uno spazio politico all'interno del partito».
L'incontro con Guarguaglini
I magistrati gli chiedono degli affari e Lavitola risponde: «Ho fatto innanzitutto il consulente di Finmeccanica a Panama... Abbiamo stipulato quei contratti noti, quello dei sei elicotteri e quello dei radar e quello del telerilevamento della mappatura del territorio di Panama, e sostanzialmente il mio ruolo si sarebbe esaurito avendo io un contratto di un anno... la mia idea era di mettere assieme cinque o sei contratti di valore intorno ai 100 mila euro...». Il suo sponsor era il dirigente Paolo Pozzessere «ma incontrai pure Guarguaglini una volta e tutti quanti dicevano sì, ma poi non si faceva niente».
Sulla mediazione per far incontrare Berlusconi con il generale Spaziante afferma invece: «Ci incontrammo per parlare della legge e io dissi al presidente Berlusconi: guardi che, a mio avviso, nel momento in cui passa la legge per la nomina interna alla Guardia di Finanza, per la nomina del comandante generale interno alla Guardia di Finanza, Spaziante potrebbe correre per fare il numero due e non il numero uno, in quanto per anzianità lui potrebbe fare il vicecomandante, punto... questo fu la cosa che io dissi a Berlusconi e Berlusconi sinceramente mi rispose e disse: chi se ne frega, tanto...».
«Latitante per Berlusconi»
I pubblici ministeri lo incalzano per sapere a che titolo voleva cinque milioni da Berlusconi e Lavitola risponde: «Io stavo latitante per aver dato dei soldi di Berlusconi a quel giovane genio di Tarantini, punto, dopo che, come si vede dalle intercettazioni, c'è stata una piccola cosa positiva in quel rapporto, credo voi sappiate di che si tratta...».
Pm: «E anche i soldini che si è portato giù».
Lavitola: «No, aspetti, i soldini che mi sono portato via anche lì, voglio dire, ci vorrebbe... Lo abbiamo già spiegato più volte a Bari».
Pm: «Dico perché lei ha ritenuto che Berlusconi potesse essere così...».
Lavitola: «Perché numero uno io lo conosco e molto bene, e quando uno sta nei guai soprattutto a causa sua se lui può lo aiuta, e io le ribadisco che io ero latitante solo per aver aiutato Tarantini e neanche per indurlo a mentire, perché nessuno ci potrà credere mai...».
Poi, riferendosi a una telefonata intercettata la scorsa estate nella quale Berlusconi lo rassicurava afferma: «Nel momento in cui Berlusconi mi dice: io al limite del possibile vi scagiono a tutti quanti... lì mi sono sentito tranquillo perché il mio dubbio era stato quello che Ghedini, per dire la verità, o Letta, si fosse inventato qualche altra cosa per farmi diventare addirittura l'estorsore di Berlusconi». Poi ammette di avere avuto cinquecentomila euro dall'allora premier e sostiene che erano per l' Avanti! «perché avevamo una situazione economica difficile, eravamo un giornale fiancheggiatore di Forza Italia e gli siamo andati a chiedere se ci stava un sostegno economico a fronte di un servizio che gli potevamo fare».
I pm stanno indagando anche sull’uccellino che avrebbe avvertito Lavitola dell’imminente arresto permettendogli di fuggire all’estero. Quando gli chiedono: “A lei chi gliel’ha detto che doveva essere arrestato?” Lavitola replica un po’ confusamente: “Me l’ha detto una ex collega di Libero mi ha telefonato a Panama, verso le undici di sera io stavo a Sofia… tutte le agenzie, io, per la verità, stavo lavorando a un’altra cosa, e prestai poca attenzione a questa cosa… dopo una sett… lei, questa qua mi richiama, non mi ricordo, l’agenzia, a me quasi mi piglia un colpo, e fu poi la sera che io telefonai al presidente Berlusconi, che fu la telefonata registrata e dissi al presidente: che devo fare? lo ero ‘incazzatissimo’ per questa cosa qua, rientro, lui mi disse: vattene in vacanza”.
Mi sa che in vacanza ci siano andati sia le televisioni che i giornali ed anche chi attacca colui che ha avuto l'ardire di contrastare da par suo il nano buffone.
Leggo, in più di qualche post e chiacchiere in libertà,  una sorta di livore nei confronti di chi ha ostacolato Berlusconi: è già iniziata l'era del rimpianto?

giovedì 19 aprile 2012

Blog imbavagliati? Ribelliamoci!


Il Ministro della Giustizia Paola Severino ha presentato un emendamento al ddl sulle intercettazioni che nuovamente include una norma che si pensava ormai definitivamente accantonata.
Ancora una volta si parla di obbligo di rettifica entro 48 ore per ogni sito web su semplice richiesta di chi si senta "parte lesa", senza la necessità di intervento di un giudice per valutare la fondatezza della richiesta, pena una multa pari, al massimo, a 12.000 euro.
Per i siti obbligati a rettificare, inoltre, non sarebbe previsto il diritto di replica.Non è ancora detto che la proposta del ministro Severino si trasformi in legge: c'è tempo sino al 4 maggio per proporre correzioni ed emendamenti.
Alcuni partiti - PD, FLI IDV - si sono già espressi contro la norma, annunciando la presentazione di emendamenti che la cancellino dal ddl: «È grave che nella bozza sulle intercettazioni sia rispuntata l'odiosa norma ammazza blog» ha dichiarato per esempio Antonio Di Pietro.

lunedì 9 aprile 2012

Non c'è mai fine al peggio.

Vi sarà mai capitato di vedere un lampione della pubblica illuminazione guasto o, peggio ancora, rotto ? Certamente si!
Ma, dite la verità, ne avevate mai visto più di uno rotto o mancante prima ancora che inizi a funzionare?
E' quel che accade al prolungamento di Via Spartaco dove su tratto di strada ( già collaudato?) che servirà a raggiungere gli uffici giudiziari che ivi si allocheranno l'illuminazione pubblica, ancora spenta, è già in parte inservibile.
Di chi la colpa?
Qualcuno provvederà ad evitare questa ulteriore mortificazione della città?
Speriamo... anche se le premesse ( e le promesse) non ci incoraggiano.

giovedì 5 aprile 2012

Lega ladrona.


Umberto Bossi ha rassegnato le dimissioni irrevocabili da segretario della Lega Nord...... salvo poi essere nominato presidente del movimento leghista! «Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti», avrebbe detto il Senatur durante il consiglio federale.
Dalla cassaforte di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega indagato per truffa, appropriazione indebita e riciclaggio, spuntano una serie di documenti, alcune fatture e soprattutto una cartella denominata «Family». «è materiale utile ai fini investigativi» sottolineano gli inquirenti napoletani che questa mattina hanno esaminato il materiale sequestrato. E ci sarebbe anche Roberto Calderoli tra i destinatari dei fondi sottratti dalle casse della Lega, utilizzati per i bisogni della famiglia Bossi. In una telefonata la responsabile amministrativa della Lega, Nadia Dagrada tranquillizza al telefono Belsito riguardo a somme di denaro consegnate a Calderoli. «Come giustifico i soldi di Calderoli?», domanda Belsito. «Quello non è un grosso problema - risponde Dagrada - nell'arco di un anno, non è un problema». Secondo gli investigatori dalle casse della Lega sono stati sottratti i soldi per pagare 3 lauree, i soldi per il diploma di Renzo Bossi, auto affittate da Riccardo Bossi tra cui una Porsche, le somme per pagare i decreti ingiuntivi di pagamento di Riccardo Bossi, le fatture per l'avvocato di Riccardo Bossi.
Tra le «elargizioni e spartizioni che avvengono all’interno del partito ed in particolar modo per la famiglia Bossi», gli investigatori riportano negli atti dell’inchiesta milanese anche «un mutuo da un milione e mezzo di euro fatto con la Pontidafin (Pontida finsrl, società finanziaria della Lega Nord con sede in via Bellerio) per la scuola Bosina» della moglie del leader. E poi si parla anche di «200-300 mila euro dati ogni anno al Sinpa (Sindacato Padano della RosyMauro) e dei bilanci truccati al Sinpa».
In particolare ci sarebbe documentazione contabile che attesterebbe la distrazione di alcune somme destinate alle spese dei familiari del leader della Lega, Umberto Bossi. Tra i documenti sequestrati ieri a Roma nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito vi è un carnet di assegni che reca la scritta «Umberto Bossi». Il carnet, che è relativo al conto corrente della banca sul quale vengono versati i contributi per il Carroccio, è ora all'esame dei pm di Napoli e di Milano. L'inchiesta napoletana è coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e affidata ai pm Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. A Milano nel frattempo viene interrogato Paolo Scala, consulente della Lega e anche lui indagato con l'accusa di appropriazione indebita. Scala era già stato sentito ieri, ma il colloquio con i pm titolari dell'inchiesta era stato interrotto per un lieve malore del consulente.
In un'altra intercettazione, dello scorso 8 febbraio, Nadia Degrada, responsabile amministrativo della sede di via Bellario dice: «Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni... altro che Cosentino, poi, ragazzo!».
Dagli atti nell'inchiesta sui conti della Lega Nord spunta un riferimento a tangenti che sarebbero state pagate da Fincantieri. Francesco Belsito, l'ex tesoriere, era anche nel consiglio di amministrazione della società. In una intercettazione telefonica, Stefano Bonet (uno degli indagati) parla di una «denuncia contro Belsito per le tangenti prese da Fincantieri»

Per non dimenticarli!

Punteggio sito web istituzionale Comune di Santa Maria Capua Vetere

Scorri sotto ( senza cliccare qui!) le valutazioni del sito sammaritano a cura della Presidenza del Consiglio.

Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)