domenica 11 ottobre 2015

Facebook : debutta il " non mi piace" ? No, e' l'ora dei pulsanti alternativi(reactions)!

Ricordate quante parole, ciclicamente, sono state utilizzate per annunciare l'imminente arrivo del pulsante "Non mi piace" su Facebook? La notizia era falsa o meglio errata perchè basata su un equivoco nell'interpretare le parole di Mark Zuckerberg, cofondatore e boss di Facebook.
Infatti,adesso sappiamo cosa intendeva dire realmente: sono arrivati ieri dei pulsanti alternativi al "Mi piace". Facebook li chiama Reactions (reazioni).
Si chiamano Love, Haha, Yay, Wow, Sad e Angry e sono acquattati sotto il pulsante "Mi piace" tradizionale: si rivelano tenendolo premuto brevemente. La novità, però, è per ora limitata agli utenti irlandesi e spagnoli (o a chi simula di esserlo) e verrà estesa agli altri utenti del social network dopo questa fase sperimentale iniziale.
Si può scegliere un solo pulsante per volta (non si può ridere e anche wow-are uno stesso post, per esempio), e viene visualizzato il conteggio delle singole reazioni: dieci "mi piace", un "wow", quattro "yay" e così via.
Facebook ha scelto queste specifiche reazioni basandosi sui commenti degli utenti costituiti da una singola parola e sull'uso degli sticker o adesivi nei commenti, introdotti nel 2014.

giovedì 13 giugno 2013

Stari Uniti : violare un sito è più grave che stuprare una minorenne!


Che strano paese l'America!
Questo, almeno, è quanto si evince dalla storia di Deric Lostutter, ventisettenne consulente di sicurezza informatica che qualche tempo fa ha individuato i responsabili dello stupro di una quindicenne, crimine del quale aveva poi pubblicato le foto, commentandole. Quando ha ricevuto da un'amica blogger, che si è occupata del caso, le foto e i tweet pubblicati dai giocatori ( due atleti della Steubenville High School ) si è «sentito vicino alla vittima» e ha dato loro pubblicità, contribuendo a fare del crimine un caso nazionale.
Deric Lostutter non si è però fermato qui: il giovane è infatti parte del collettivo Anonymous, nel quale è conosciuto con il nick di KYAnonymous e, pur avendo sempre affermato di non aver personalmente compiuto l'atto, è stato complice dell'iniziativa di alcuni "colleghi", volta a violare il sito della squadra di football in cui militano i due studenti per ottenere i loro dati personali.
Lostutter ha quindi cercato di obbligare, pubblicando un minaccioso video su YouTube, i due a chiedere scusa alla ragazza e a fare ammenda per quanto commesso.
Gli autori dello stupro sono stati arrestati e sono stati condannati rispettivamente a uno e due anni di carcere. Nel frattempo, però, è emersa anche l'azione di KYAnonymous, il quale alla fine si è fatto avanti e ha ammesso di essere Deric Lostutter.
È qui che per lui sono cominciati i guai. Infatti la confessione delle violazioni cui ha a un certo livello partecipato e l'ammissione di essere l'uomo dietro la maschera nel video hanno fatto scattare l'intervento dell' FBI.
«Erano una dozzina. Gli agenti dell'FBI mi hanno aggredito, dopo essere saltati fuori dal camion con tenuta antisommossa e fucili d'assalto M-16 puntati direttamente verso la mia testa» ha raccontato Lostutter al quale sono state sequestrate tutte le apparecchiature informatiche.
Ora il giovane consulente rischia sino a 10 anni di carcere, in quanto il reato informatico in questione è considerato un reato federale da punire duramente, più dello stupro di una ragazzina.

giovedì 10 giugno 2010

Google cambia la home page. Come modificarla.

Google ha deciso di seguire la strada già adottata da Bing e mostrare agli utenti un’immagine di sfondo per la home page del motore di ricerca. A partire da oggi, visitando la home di Google è possibile vedere la nuova home:

Se però non vi piace l’immagine proposta da Google, potete cambiarla facilmente. Basta cliccare sul link “Modifica l’immagine di sfondo” che è presente in basso a sinistra ed effettuare il login con il vostro account Google. Se siete già collegati con il vostro account, tale link si chiamerà “Cambia immagine di sfondo” e cliccando su di esso si aprirà una finestra come questa:

che vi permetterà di scegliere tra le immagini proposte da Google e disponibili per tutti o quelle disponibili sui vostri Picasa Web Album o ancora quelle presenti sul vostro pc.

Se invece, come me, preferite l'immagine bianca classica cliccate su “google.com in english” e dopo modificate in Italiano la lingua scelta.
Buona navigazione!

giovedì 11 marzo 2010

Premio nobel ad internet.


Nasce dalle pagine del mensile Wired Italia il progetto Internet for Peace, che candida ufficialmente la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace. Internet deve essere vista come una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet, ha rilevato qualcuno, può essere considerata per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni è solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale.
Anche il Presidente della Camera G. Fini, introducendo i lavori del convegno "Internet è libertà: perché dobbiamo difendere la rete" ha sostenuto che internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne a tutte le latitudini si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazioni che l'umanità abbia mai avuto".
"La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà - ha proseguito - che sta costruendo dialettica, confronto e solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c'è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione".
Aggiungo io che internet costituisce la base per costruire un lunguaggio universale, comune cioè a tutti i popoli della terra, a prescindere dalla loro razza, religione e finanche lingua parlata; una sua affermazione quale strumento insostituibile di pace e condivisione permetterebbe all'umanità di fare balzi prodigiosi verso l'affrancamento dall'abbruttimento e dall'odio e consentirebbe di sfuttare appieno ed al meglio le potenzialità di questo straordonario mezzo.

giovedì 25 febbraio 2010

Sentenza google : censura alla rete?


Sta suscitando scalpore e vasta eco in tutto il mondo la sentenza,emessa dal giudice milanese Oscar Magi, di condanna a 6 mesi di reclusione di 3 dirigenti di Google per violazione della privacy,a causa del fatto che un gruppo di adolescenti ha caricato un video di un ragazzo autistico, vittima di bullismo giovanile.
La sentenza in questione è un pericoloso precedente, poiché afferma che le società che operano in internet possono essere ritenute responsabili per le azioni dei propri utenti e nessun dirigente di una società internazionale sarà più disponibile, o almeno ci penserà due volte, prima di offrire in Italia i propri servizi che siano disponibili al grande pubblico.
Ora, si badi bene, nessuno afferma, né vuole farlo, che un video, come quello in questione, non debba essere immediatamente rimosso, cosa che Google ha fatto appena sollecitata al riguardo, ma che le società che offrono questi servizi ( google, youtube, facebook, ecc.) possano e debbano essere chiamate a rispondere solo nel caso consentano di fatto la pubblicazione di video o altro della cui offensività o lesione di diritti altrui siano stati successivamente informati e non di un controllo preventivo del quale non possono e non debbono essere gravate; diversamente argomentando, mi spiace dirlo, siamo in presenza di una vera e propria richiesta di censura preventiva così come attuata in Cina, Iran e stati totalitaria, unico e pericoloso caso nel mondo occidentale. .
Concordo con chi ha detto che in questo caso a perdere la faccia NON è Google, ma il popolo Italiano.
La sentenza di Milano, in altre parole, afferma che Google si comporta come un “editore”. Questo significa negare che vi è la possibilità di una autonomia della rete e voler dire che in realtà Google agisce sulla nostra cooperazione e affermare invece che la organizza e ne dispone come vuole.
Il giudice ha tentato di driblare la questione della proprietà dei contenuti, difficilmente, per fortuna, attribuibile a chi non ha prodotto, chiesto, pagato, visionato alcunchè ( e tralaltro rimosso da youtube rispondendo alle pressioni degli utenti ), assolvendo per la “diffamazione”, ma contemporaneamente ha condannato Google per violazione della privacy.
Con questa condanna il giudice ritiene quindi che il titolare del sito sia responsabile di qualsiasi prodotto venga sullo stesso pubblicato e quindi impone implicitamente un controllo preventivo, da parte del titolare, di tutto ciò che va online.
A questo punto si aprono nuovi scenari nella rete, alterando quindi gli equilibri e gli spazi di libertà fin qui conquistati. Infatti il controllo preventivo delle pubblicazioni avrebbe dei costi altissimi. Un lettore del Guardian ha provato a fare i conti raggiungendo questi risultati: poiché ad ogni minuto circa 20 ore di nuovi filmati vengono caricati su You Tube, supponendo che un revisore dei filmati venga pagato 5 dollari all’ora, il costo annuo supererebbe gli 80 milioni di dollari.
Quanti sono i siti nel mondo che si potrebbero permettere costi aggiuntivi per il controllo preventivo?
Il portavoce di Google Italia Marco Pancini, dice che la sentenza e’ “un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali e’ stato costruito internet“. I tre dirigenti “non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poiché non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato“. Secondo Pancini, i tre dirigenti sono stati dichiarati “penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi“.
Credo, in definitiva, che questa sentenza rappresenti un formidabile attacco portato alla libertà ed alla indipendenza della rete, essenza stessa del suo sviluppo in quanto strumento sottratto al volere dei regimi e dei gruppi di potere. Siete d'accordo?

domenica 23 agosto 2009

20.000. Ad Maiora




mercoledì 12 agosto 2009

Si dice in giro...


Si dice in giro che questo blog stia poco simpatico a molti, chiediamo ai lettori vi risulta esser vero?

venerdì 13 marzo 2009

CI CENSURANO LA RETE

Il 5 febbraio 2009 il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge che potrebbe portare alla censura di molti siti web, tra cui Facebook, Youtube, MySpace e qualunque altro sito, forum o blog per i reati di istigazione a delinquere e apologie di reato.
Il provvedimento è già alla Camera dei Deputati per l'approvazione definitiva.
La natura stessa della Rete rende tecnicamente impossibile limitare la censura ad un determinato contenuto: la conseguenza sarebbe quindi l'oscuramento dell'intero sito web.
Questa misura potrebbe costituire un pericoloso attacco alla libertà di espressione e di opinione su internet.
Il rischio è un'inaccettabile censura del web che viola la Costituzione e rischia di far pervenire all'Italia provvedimenti in sede internazionale ed europea.
Chiedo quindi il tuo aiuto per far fronte a questa pericolosa eventualità : supporta la campagna contro la censura di Internet iscrivendoti su www.e-policy.it dove troverai tutte le informazioni, fra cui la lettera aperta da inviare al tuo parlamentare , per informarlo del tuo dissenso e una ns. news-letter che ti terrà aggiornato in tempo reale sugli sviluppi della vicenda.
Se condividi questo appello inoltra questa email ai tuoi amici, in modo che tutti siano informati su quello che sta avvenendo in Italia.
La libertà è come l'aria: ti accorgi della sua importanza solo quando non c'è!
Ti saluto cordialmente, speranzoso che il mio appello abbia raggiunto chi, come me, ha a cuore l'interesse del proprio Paese, e la libertà di tutti .
Questo il testo della mail a firma di Giovanbattista Frontera che ho ritenuto di veicolare attraverso il blog.

Per non dimenticarli!

Punteggio sito web istituzionale Comune di Santa Maria Capua Vetere

Scorri sotto ( senza cliccare qui!) le valutazioni del sito sammaritano a cura della Presidenza del Consiglio.

Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)