mercoledì 24 agosto 2011

Libia: rapiti 4 giornalisti italiani.


Quattro giornalisti nostri connazionali sono stati rapiti dalle forze lealiste di Gheddafi, in Libia.
Si tratta di Elisabetta Rosaspina, Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera, Domenico Quirico de La Stampa e un altro inviato di Avvenire.
I quattro giornalisti rapiti si stavano recando in auto da Zawiah a Tripoli, quando un gruppo di lealisti ha fermato la macchina nella quale viaggiavano, uccidendo l’autista; lo ha comunicato all’Ansa il presidente dell’ordine dei giornalisti del Lazio, Bruno Tucci.
I 4 giornalisti sono stati deportati in un appartamento e al giornalista dell’Avvenire è stato permesso di poter chiamare il giornale per avvertire del rapimento.
Intanto sulla testa di Gheddafi pende una taglia: i ribelli promettono 1,6 milioni di dollari a colui che porterà il rais libico, “vivo o morto”.
Una scena già vista e rivista, come quella di Sadam Hussein all’epoca della sua caduta, oggi anche Gheddafi resta introvabile.
Se la circostanza non fosse tragica, anche per la contemporanea notizia del rapimento dei giornalisti, verrebbe da cantare la canzone di G. Ferri, adattata alla circostanza:" à ro stà Gheddà, uè maronna mia, iammle à truvà, pa furtuna mia"

Aggiornamento: fortunatamente, almeno questa volta, questo rapimento si è concluso bene e subito!







mercoledì 3 agosto 2011

Missile libico contro nave Italiana.


Oggi 3 Agosto un missile è caduto a due chilometri dalla fregata "Bersagliere" che si trova a largo della costa libica. Ne ha dato notizia il ministro della Difesa Ignazio La Russa che, nel corso di una conferenza stampa convocata a Montecitorio su altra questione, ha precisato che può trattarsi di un missile partito dalla terraferma "contro" la nave o "più probabilmente" di un missile anti-aereo che non ha raggiunto l'obiettivo "ed è ricaduto in mare". Dopo che i radar hanno registrato la traccia del missile, ad ogni modo, "la nostra fregata prudentemente si è portata più a largo, ma non ci sono motivi di preoccupazione.

sabato 9 ottobre 2010

Afghanistan: nuovo attentato!!!




Uccisi oggi, in Afghanistan, altri quattro militari italiani, alpini del 7/o reggimento di Belluno. :
il primo caporal maggiore Gianmarco Manca (nato ad Alghero il 24 settembre 1978); il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi (nato a Pisa il 27 marzo 1984); il primo caporal maggiore Sebastiano Ville (nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983) e il caporal maggiore Marco Pedone (nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987).
Un militare è rimasto gravemente ferito : il caporal maggiore scelto Luca Cornacchia (nato a Pescina, in provincia dell'Aquila, il 18 marzo 1979) ed un'altro ha riportato lievi escoriazioni il caporale,Michele Miccoli, di 28 anni, nato ad Aradeo e residente a Belluno.
Vittime di una imboscata al ritorno di una missione mentre si trovavano nella valle del Gulistan nella provincia di Farah,sono stati colpiti con colpi di arma da fuoco ed un ordigno esplosivo.
Le quattro vittime erano a bordo del Lince, in servizio di scorta a un convoglio di 70 camion civili.

Con le vittime di oggi ,sale a 34 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf, nel 2004. Dal 2001 a oggi, sono morti 2.142 soldati stranieri.
Quanti ancora ce ne dovranno essere ?

sabato 5 giugno 2010

Contrappasso....all'incontrario.


Crudele, si crudele e disumano questo video che, mi spiace, ma associa una sola parola ad Israele: VERGOGNA.
Ridicolizzare istituzionalmente in tal modo delle persone animate da solo spirito umanitario od anche degli avversari, affermare ripetutamente delle bugie fino a farle diventare realtà rendono chiara l'idea del proselitismo delle idee più becere e truci del propagandismo nazista ( ricordate Goebbels?) proprio quel popolo cha misurato sulle proprie carni fin dove può arrivare l'aberrazione della razza umana.
Nel video si vedono chiaramente gli attivisti pronti a difendersi dagli assaltatori con strumenti di fortuna, pensando ad un operazione di polizia; amaro sarà per loro dover constatare che si tratterà di un operazione militare bella e buona che lascerà sul terreno decine di vittime.
Con i morti ancora caldi accompagnati presso i propri cari dall' incomprensibilità della loro morte , c'è qualcuno che si è messo a canzonare e deridere queste povere vittime!
E le armi che, secondo Israele, questi trasportavano a Gaza, dove stanno?
L'Italia per contro, vergognosamente, ha votato contro l'istituzione di una commissione dell'ONU che avrebbe dovuto verificare l'accaduto!!
Fin quando dovremo vergognarci dei nostri rappresentanti?
In base a quale diritto Israele può decidere, da solo, l'embargo e la successiva affamazione di un intero altro popolo, colpevole solo di rivendicare i propri diritti?
Il baratro di una guerra religiosa e fondamentalista è dietro l'angolo: sembra proprio che alcuni irresponsabili facciano di tutto perchè cio si verifichi: FERMIAMOLI!!

mercoledì 2 giugno 2010

Il Giornale : razzista e guerrafondaio.

Pubblico la lettera di Myriam Marino, ebrea come ce ne dovrebbero essere tante, che vede il vergognoso attacco alla flottiglia dei pacifisti per quello che è: un atto di terrorismo di stato!

"E' con profondo disgusto e enorme indignazione che ho letto l'articolo della Nirestein sul “Giornale” un quotidiano che non si vergogna di titolare la prima pagina così: “Israele ha fatto bene a sparare”, titolo che configura di per se apologia di reato. Ma la Nirestein rincara: ci sarebbero organizzazioni filo- Hamas coinvolte nell'assalto e l'associazione turca è amica degli jihadisti. Rovesciamento della verità, bugie, sono tutti strumenti usati dalla Nirestein in modo eccellente nella sua fervente propaganda per una causa persa. Gli argomenti sono quelli del ladro incallito che accusa gli altri di rubare. Secondo lei a Jenin non fu fatta strage, il piccolo Mohamed Al Dura si sarebbe assassinato da solo e i pacifisti turchi avrebbero provocato le teste di cuoio che hanno fatto l'arrembaggio piratesco in acque internazionali. Arriva a chiedersi “Cosa trasportavano veramente quelle navi?” Lo sanno tutti benissimo cosa trasportavano: giocattoli, cemento, viveri, e tutto ciò che Israele in spregio alla legalità internazionale vieta di far entrare a Gaza con un assedio inumano che non può più essere tollerato. I civili per lei sono “guerrieri di
prima fila” e perciò è giusto ucciderli. La serie di vomitevoli stupidaggini che elenca l'articolo è tale da richiedere un rotolo di scottex, mi soffermerò su alcune perle: siccome la striscia di Gaza è dominata da Hamas che a suo dire perseguita i cristiani, (i quali sono andati via per sfuggire alla vita impossibile sotto occupazione e non ad Hamas) e che condanna a morte tutti gli ebrei (ma pare che non abbia eseguito la condanna visto che gli ebrei ci sono ancora) che usa bambini, edifici allo scopo di combattere l'occidente intero (siamo ancora all'aberrante dottrina dello “scontro di civiltà”) e così abbiamo anche giustificato il crimine di “Piombo fuso” si sa, a Gaza case scuole, ospedali, bambini, non esistono di per se, ma per essere usati da Hamas di modo che Israele li bombardi. Il piccolo particolare che a Gaza c'è un milione e mezzo di persone, la metà bambini e minori, oltre Hamas, non sfiora la mente dell'illuminata articolista. Più avanti troviamo un'altra intuizione illuminata: poiché i pacifisti hanno rifiutato di farsi ispezionare le navi e far recapitare da Israele a destinazione i beni ciò è una prova della loro scarsa vocazione umanitaria. Sicchè secondo lei quei beni sarebbero stati recapitati a destinazione? Ci prende per scemi? Lo scopo della Flottiglia cara Nirestein effettivamente non era solo umanitario, ma anche politico. Si voleva portare solidarietà, non elemosina, visto che Gaza è alla fame per un assedio illegale e non per essere un paese del terzo mondo. Per rafforzare la sua tesi e quella israeliana che a Gaza non c'è crisi umanitaria la “nostra” elenca qualche camion di farina che è stato fatto passare, quale generosità! E per di più anche qualche malato è stato fatto uscire...siamo veramente commossi. Ma come si permette Israele di fare quello che vuole della vita e della libertà di un milione e mezzo di persone? E' questa la vera questione. Come si permette di trattare i profughi di Gaza come prigionieri a carcere duro? Secondo lei c'erano armi da fuoco sulla nave: è vero! Erano le armi dei militi israeliani che sono scesi dall'elicottero sparando come si è visto dai video che hanno fatto il giro del mondo. “I soldati che hanno toccato il ponte hanno affrontato un linciaggio come quello di Ramallah in cui membra umane furono gettate alla folla” sostiene lei e qui siamo veramente al ridicolo. Sotto il tiro delle armi quei facinorosi si sono permessi di difendersi con “foga enorme”. Le membra umane sparse, bruciate, sanguinanti le abbiamo viste a Gaza, le abbiamo viste in Libano, membra di bambini a centinaia fatte a pezzi...Per finire in bellezza, a suo
dire, i veri colpevoli della strage sarebbero gli stessi assassinati e il mondo sbaglia a sostenerli perchè così prepara la prossima guerra, probabilmente si riferisce alla guerra che Israele freme per scatenare contro l'Iran o contro il Libano.
Da tempo sono disgustata dagli articoli della Nirestein fin dagli anni della seconda Intifada, quando occupava la prima pagina di “Shalom” il giornale nazionale ebraico con articoli pieni di ipocrite e velenose menzogne. Come donna e come ebrea non posso accettare e tollerare un simile disprezzo per la verità, per ogni criterio di legalità e di giustizia. Voglio contestualmente esprimere il più profondo dolore per la morte di quegli eroi che hanno dato la vita per la libertà dei nostri fratelli palestinesi, e stringere gli altri pacifisti sequestrati da Israele in un abbraccio di enorme affetto e ammirazione."
Miriam Marino Rete Ebrei contro l'Occupazione (ECO)

Per non dimenticarli!

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Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)