martedì 9 luglio 2013

Libero, Belpietro e il finanziamento pubblico.

Chissà cosa si inventerà adesso quella gran ceffo di sterco di belpietro!
Continuerà comunque a spalare merda sugli altri? Anche sulle persone certamente assai più oneste di lui e del suo titolare “angelucci”, cioè il prestanome che ruba i nostri soldi per conto del vero padrone berlusconi?
Come mai questa notizia non ha avuto il risalto che merita?
Allora, belpietro! A te, dieci domande, non vale la pena di porle; sei troppo scemo per comprenderle! Ne basta una sola: adesso cosa cazzo hai da dire sul fatto che i tuoi stipendi sono sempre stati pagati con soldi rubati agli italiani? Avrai ancora la faccia tosta di andare in televisione?
L’editore nonchè deputato del Pdl Antonio Angelucci e’ indagato nell’ambito di un’indagine della procura di Roma sui contributi pubblici percepiti da ‘Editoriale Libero’ e ‘Edizioni Riformiste’, le societa’ che pubblicano ‘Libero’ e (fino al marzo del 2012, quando è stato chiuso) ‘il Riformista’, negli anni 2006 e 2007. I reati ipotizzati nei suoi confronti sono falso e truffa aggravata. La Gdf sta eseguendo un sequestro preventivo di 20 milioni nei confronti delle due societa’. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, le due societa’ hanno dichiarato di appartenere ad editori diversi per aggirare il divieto di richiedere contributi pubblici per piu’ di una testata da parte dello stesso editore. Al centro di questa operazione, secondo gli inquirenti e investigatori, c’e’ il deputato del Pdl Antonio Angelucci che, attraverso persone fisiche e societa’ residenti all’estero, ha nascosto il controllo reale delle aziende editoriali. I contributi pubblici sarebbero stati percepiti indebitamente nel 2006 e nel 2007, mentre dal 2008 al 2011 sono stati bloccati in seguito all’indagine. Assieme ad Angelucci, sono indagati per falso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, i rappresentanti legali delle sue societa’, Arnaldo Rossi e Roberto Crespi.
P.S. Nella foto l'articolo di Belpietro che, da direttore di Panorama , accusava Libero di aver intascato oltre 8 milioni di euro di finanziamenti pubblici nel 2008, mentre adesso sostiene che Libero non ha mai avuto 1 euro di soldi  pubblici!!!

sabato 1 dicembre 2012

Sallusti: la diffamazione e lo sberleffo della giustizia.

Alessandro Sallusti, uno dei capofila del giornalismo berlusconiano, il peggior giornalismo italiano, quello che, per intenderci sollecita battute ironiche e barzellette sulla " libertà di stampa" in Italia è stato arrestato perché è evaso, violando immediatamente gli arresti domiciliari. Verrà processato per direttissima: per il reato di evasione si rischia una pena che va da uno a tre anni di reclusione. 
L’aver abbandonato  l'abitazione presso la quale avrebbe dovuto scontare la detenzione ai domiciliari è stato correttamente considerato tecnicamente un’evasione.Qualcuno dei suoi pochi lettori obietterà che era per solo recarsi al lavoro e, d'altra parte, la cosa l'aveva annunciata in anticipo Egli stesso.
Già, ma a parte il fatto che il pennivendolo in questione qualche giorno fa aveva annunciato di voler scontare i domiciliari a casa della compagna Santanché ( 920 metri quadri di casa su quattro piani e annessa piscina coperta e pure rivestita in madreperla), i giudici e la polizia, alla luce del suo comportamento, cosa avrebbero dovuto o potuto fare? Se non voleva che la sede del quotidiano fosse " violata" , sarebbe bastato che non vi si recasse; tra l'altro lo stesso aveva il permesso di uscire, e quindi di andare al giornale, dalle 10 alle 12.
Sallusti e quelli che lo sostengono dovrebbero sapere che cosa è il diritto di cronaca  e altra  e ben diversa cosa è la diffamazione. Sallusti, che si era anche rammaricato della “categoria che non ha avuto un sussulto" , ora gioca a fare la vittima, come se pubblicare notizie false e rifiutarsi di smentirle fosse normale lavoro giornalistico, meritevole del sostegno del sindacato e dell’Ordine. 
In questi casi non si tratta di persone che fanno del giornalismo ma solo attività di dossieraggio ( cd. metodo Boffo o Fini):  non si tratta più di reato d’opinione o di libertà di informazione, ma di vera e propria  associazione a delinquere.


giovedì 17 maggio 2012

Il blog: tra libertà e oscurantismo.

La Procura della Repubblica di Cagliari ha ordinato a "Libero" il sequestro di cinque blog di matrice islamica,ospitati sullo stesso provider, per aver rinvenuto in essi contenuti che avrebbero potuto istigare al terrorismo. Il pubblico ministero ha richiesto un sequestro preventivo d'urgenza per l'oscuramento dei seguenti Url: Islamnuri, Islamitalia, Ummusama, Islamo-il-monoteismo e Abulbarakat. Dal canto suo, il provider Libero, con un discutibile eccesso di zelo, non si è limitato a rispettare la richiesta, ma ha addirittura cancellato drasticamente, di propria iniziativa, gli interi siti.
Il gesto è sintomatico del clima che si respira nell'ambiente infotelematico: un clima di paura e, soprattutto, di sospetto ed ignoranza.
Un sito è composto da diverse pagine, come una testata di giornale. Ma, a differenza di una testata di giornale, si può cancellare in qualsiasi momento un singolo articolo, senza per questo dover mandare al macero il resto del giornale. E tuttavia, ancora, i P.M., quando devono chiedere l'oscuramento di un contenuto asseritamente illecito, si spingono fino a fare chiudere l'intero sito.
Riportando le osservazioni di Alessandro Longo sul Sole 24 Ore, in realtà tre dei cinque blog non presentavano gli elementi contestati dalla Digos, ma al contrario avrebbero contenuto semplici approfondimenti e trattazioni sulla cultura e sulla religione musulmana. L'avvocato Fulvio Sarzana ha inoltre evidenziato che i gestori dei blog non operavano celandosi dietro false generalità, nickname o pseudonimi, ma lo facevano a volto scoperto. Questo ovviamente si sarebbe mal conciliato con le presunte finalità terroristiche.
Quali le conclusioni?
La piena libertà di pensiero e di espressione spaventa non poco chi detiene i mezzi di comunicazione perché consente ai cittadini  la formazione di idee proprie e non imposte. 
Occorre resistere e combattere affinché la libertà di comunicare possa essere garantita a tutti sempre e comunque : una sua limitazione sarebbe un gravissimo ed insuperabile vulnus al concetto stesso di democrazia.



giovedì 19 aprile 2012

Blog imbavagliati? Ribelliamoci!


Il Ministro della Giustizia Paola Severino ha presentato un emendamento al ddl sulle intercettazioni che nuovamente include una norma che si pensava ormai definitivamente accantonata.
Ancora una volta si parla di obbligo di rettifica entro 48 ore per ogni sito web su semplice richiesta di chi si senta "parte lesa", senza la necessità di intervento di un giudice per valutare la fondatezza della richiesta, pena una multa pari, al massimo, a 12.000 euro.
Per i siti obbligati a rettificare, inoltre, non sarebbe previsto il diritto di replica.Non è ancora detto che la proposta del ministro Severino si trasformi in legge: c'è tempo sino al 4 maggio per proporre correzioni ed emendamenti.
Alcuni partiti - PD, FLI IDV - si sono già espressi contro la norma, annunciando la presentazione di emendamenti che la cancellino dal ddl: «È grave che nella bozza sulle intercettazioni sia rispuntata l'odiosa norma ammazza blog» ha dichiarato per esempio Antonio Di Pietro.

lunedì 30 gennaio 2012

Il Giornale: chi i morti non rispetta, giorni corti e guai aspetta!


E' assolutamente disgustoso che nel giorno della morte di un uomo, la cui sola colpa è stata quella di esserne stato acerrimo nemico , la corte dei lecchini e dei servitori obbedienti del nano buffone non trovi altro di meglio che infangare la memoria di chi non può più difendersi.
La grave e imperdonabile colpa di questo uomo è stata quella di aver osteggiato alacremente, ma sempre lealmente, quel cialtrone del padrone di questi pennivendoli da strapazzo, bravi solo a mettere sulla gogna mediatica i personaggi scomodi ( metodo Boffo).
Ma perché tanto accanimento anche nel giorno della morte?Proviamo a spiegarlo.
Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 1994, al momento in cui Silvio Berlusconi stava predisponendo la lista dei ministri, Scalfaro ritenne sgraditi alcuni nomi, tra cui spiccava la nomina di Cesare Previti (all'epoca solo indagato, ma successivamente condannato per corruzione in atti giudiziari) . In un colloquio preliminare con il futuro Presidente del Consiglio, a Scalfaro fu attribuita la frase «Devo insistere: per motivi di opportunità quel nome non può andare.» Il comune favore riservatogli dai nuovi partiti emersi dal crollo della cosiddetta "Prima Repubblica" si spaccò quando - nel dicembre del 1994 - invece di sciogliere le Camere dopo le dimissioni del governo uscito dalle elezioni di sei mesi prima (come richiesto insistentemente dall'uscente premier Berlusconi), tentò con successo di formare un nuovo governo in base al dettame costituzionale secondo il quale, una volta eletto dal popolo sovrano, la sovranità è esercitata dal Parlamento; a sostegno della sua iniziativa fu ricordato che la Costituzione prevede che la funzione di deputati e senatori della Repubblica sia esercitata senza vincoli di mandato, onde è consentito cambiare schieramento ed appoggiare formazioni politiche diverse dalla lista in cui si è stati eletti.
Quando Scalfaro svolse le consultazioni, ascoltò anche le componenti interne ai partiti per comprendere se vi erano in Parlamento i voti per un'ipotesi di "governo tecnico": ricevutane rassicurazione - anche grazie all'opposizione dei presidenti delle Camere carlo Scognamiglio e Irene Pivetti alla fine anticipata della legislatura - in un famoso discorso di fine anno invitò Berlusconi ad un passo indietro, promettendo che il nuovo governo avrebbe avuto un incarico a termine ed un presidente di fiducia dello stesso Berlusconi. Questi scelse il suo Ministro del Tesoro Lamberto Dini, ed assistette nell'anno successivo al progressivo spostamento dell'asse del governo così nato verso il centro-sinistra, che vinse le successive elezioni.
La legge sulla "par condicio" (termine da Scalfaro impiegato in più di una pubblica esternazione, per affermare l'esigenza della parità delle armi comunicative sulle reti televisive per tutti gli attori politici) fu vista come un attacco alla potenzialità più dirompente del sistema mediatico di Berlusconi. La difesa delle istituzioni e della loto integrità morale le ragioni che sottendono al proditorio ed inglorioso attacco ad un uomo nel giorno della sua morte.
Non so se quest'uomo sarà o meno citato nei futuri libri di storia, ma di certo chi, come Feltri, uomo senza anima, non rispetta i morti non merita alcun rispetto! V E R G O G N A !!!
P. S. Previti, condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione, ha passato in carcere solo pochi giorni per effetto della legge ex Cirielli. Qualcuno si è indignato o anche questo è normale?

mercoledì 28 settembre 2011

Berlusconi, le puttane e le intercettazioni.

Berlusconi torna alla carica e tenta di far approvare  una legge che limiti l'uso delle intercettazioni da parte della magistratura e punisca duramente giornali,  giornalisti ed anche blogger che le dovessero pubblicare.
Lui, sotto accusa  per aver ordinato che fosse  divulgato su un proprio quotidiano il contenuto, non penalmente rilevante, di una telefonata fra il suo avversario politico Fassino e l'allora banchiere dell'Unipol Consorte, sta cercando in tutti i modi di farsi l'ennesima legge ad personam per evitare che le intercettazioni possano  rivelare il grado di squallore  raggiunto da questo individuo, stigmatizzato da ultimo anche del Cardinal Bagnasco, ormai stufo della  sua ormai innegabile immoralità.
Questa volta, però, la leggina in suo favore potrebbe causare sconquassi inimmaginabili, ove si pensi che oltre l'80% degli strumenti investigativi sono costituiti da intercettazioni, senza contare il vulnus che ne deriverebbe alla libertà di stampa ( ma poi perché si chiama popolo delle libertà ?).
A questo punto sarebbe più opportuno e meno ipocrita da parte di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra che lo sostiene, piuttosto che privare la magistratura di un importante strumento di indagine come le intercettazioni e comprimere la libertà di stampa, limitarsi a liberalizzare la prostituzione.
Oggi la prostituzione non è punita dalla legge al contrario del suo sfruttamento.
Oggi anche chi si limita ad affittare un alloggio a una prostituta, dove la stessa esercita ,o un tassista che trasporti una prostituta sul luogo di lavoro è punibile con arresto, carcere e sanzioni pecuniarie.
Invece per Berlusconi e i suoi sostenitori frequentare le prostitute è un comportamento assolutamente privato, penalmente non rilevante, politicamente ininfluente e socialmente non riprovevole e allora chi procura le prostitute e chi mette in contatto "l'utilizzatore finale" e le "professioniste del piacere" perché dovrebbe essere punito e punibile?
Abbiano il coraggio, se non di istituire un "albo dei pappa", di sancire la non punibilità dello sfruttamento, almeno quando non è accompagnato da violenza.
A quel punto Lele Mora, Emilio Fede, Tarantini e la sua signora sarebbero di nuovo innocenti, e le intercettazioni di questi "signori" illegittime e impossibili.
Potremo, così, finalmente cambiare il nome della nostra patria:  Mignottolandia o Puttanopoli, con buona pace degli elettori " cattolici" o presunti tali, che assordano con il loro silenzio quando si tratta di censurare condotte immorali e contro la famiglia.

martedì 30 agosto 2011

Alieni e giornalisti imbroglioni .


Cosa non si fa per apparire in televisione? Apparentemente nulla!
La prova ci è data da quella donna, Giovanna Podda, che proprio in tv, alla trasmissione Mistero condotta da E. Ruggeri, ha raccontato di essere stata rapita dagli alieni e, dopo frequenti inseminazioni, di aver avuto ben 18 gravidanze!
La sua vita, adesso, sarebbe diventata un incubo,perché dopo la sua apparizione a Mistero non ne poteva più di sentirsi "sghignazzare" dietro le spalle. A parte il fatto che ciò significherebbe che, tutto sommato, prima, quando la rapivano gli extraterrestri, la inseminavano e la trattavano da cavia, non era poi così malaccio, verrebbe da chiedersi cosa si aspettasse la signora da una storia così inverosimile.
Secondo il TGCom, che ricorda che nel corso della storica trasmissione fu mostrato addirittura un "feto alieno" che risultò essere un leprotto scuoiato e tagliuzzato, Giovanna "ha perso il lavoro e ha dovuto trasferirsi, allontanandosi dalla sua famiglia".Sempre che non sia un spot promozionale, ma non poteva pensarci prima di andare in televisione ?
Ma i veri colpevoli, qui, sono quelli di Mistero, che non hanno avuto alcun pudore nell'abusare e mettere alla gogna la povera Giovanna, sapendo che sarebbe stata derisa a prescindere dall'autenticità della sua storia.
Quando qualcuno dice qualcosa di incredibile, a prescindere dalla sua autenticità, non gli si può credere sulla parola. Gli si chiedono prove, dimostrazioni. Purtroppo, invece, in nonostante il progresso che ha fatto la scienza in questi ultimi anni ci sono folte schiere di persone disposte a credere " a prescindere" ed innumerevoli trasmissioni " pseudo-giornalistiche" pronte a " foraggiarle" con notizie sensazionali, quando non inventate di sana pianta.

Il video è, ovviamente, di parodia.

mercoledì 24 agosto 2011

Libia: rapiti 4 giornalisti italiani.


Quattro giornalisti nostri connazionali sono stati rapiti dalle forze lealiste di Gheddafi, in Libia.
Si tratta di Elisabetta Rosaspina, Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera, Domenico Quirico de La Stampa e un altro inviato di Avvenire.
I quattro giornalisti rapiti si stavano recando in auto da Zawiah a Tripoli, quando un gruppo di lealisti ha fermato la macchina nella quale viaggiavano, uccidendo l’autista; lo ha comunicato all’Ansa il presidente dell’ordine dei giornalisti del Lazio, Bruno Tucci.
I 4 giornalisti sono stati deportati in un appartamento e al giornalista dell’Avvenire è stato permesso di poter chiamare il giornale per avvertire del rapimento.
Intanto sulla testa di Gheddafi pende una taglia: i ribelli promettono 1,6 milioni di dollari a colui che porterà il rais libico, “vivo o morto”.
Una scena già vista e rivista, come quella di Sadam Hussein all’epoca della sua caduta, oggi anche Gheddafi resta introvabile.
Se la circostanza non fosse tragica, anche per la contemporanea notizia del rapimento dei giornalisti, verrebbe da cantare la canzone di G. Ferri, adattata alla circostanza:" à ro stà Gheddà, uè maronna mia, iammle à truvà, pa furtuna mia"

Aggiornamento: fortunatamente, almeno questa volta, questo rapimento si è concluso bene e subito!







martedì 26 luglio 2011

Fondamentalismo cristiano in Norvegia.


Cosa può insegnarci quel che è successo in Norvegia? Cosa possiamo fare per evitare che possa ripetersi?
Anzitutto, secondo me, occorre esaminare bene i fatti senza farsi influenzare dalle proprie opinioni personali, rivederli con spirito critico, documentarsi e poi, alla fine, esprimere qualche cauto giudizio.

Il contario, in poche parole, di quello che si sono affretti a fare i giornali di area berlusconiana che maldestramente hanno tentato di attribuirlo subito al terrorismo di matrice musulmana.
Ricordo il titolo sparato da Libero in prima pagina che parlava di buonismo inutile contro l'Islam terrorista.
”E’ proprio questa la logica che va sconfitta: il terrore non si puo’ combattere con il terrore, il pregiudizio non si puo’ combattere con il pregiudizio, l’odio non si puo’ sconfiggere con l’odio": come trovare parole migliori di quelle usate da Vendola per descrivere l'atteggiamento che a tutti i costi dobbiamo evitare?
Il cammino è lungo è difficile: non tutti gli islamici sono terroristi come di cert non lo sono tutti i cristiani o gli esseri umani di qualunque religione!
Fomentare l'odio contro il diverso porta a queste conclusioni : Breivik è il prodotto di campagne d'odio, d'intolleranza, di xenofobia e di razzismo.
Certi pseudo-giornalisti come Feltri che impunemente offende le decine di vittime, incapaci, secondo la sua mente malata, di difendersi adeguatamente o come la Nierenstein,buona solo a rovesciare livore sui palestinesi, che non ha esitato a strumentalizzare anche questo episodio dovrebbero solo vergognarsi!! Vergogna a voi che non esitate a servirvi di giovani vite stroncate!
Le vittime innocenti lo sono sempre, siano che muoino nel crollo di un palazzo, che nei bombardamenti aerei che, infine, per mano di un esaltato terrorista!
Si, terrorista, e non pazzo o almeno non solo! E' possibile che la stessa azione criminale possa essere classificata terrorista o strage di un pazzo se a commetterla è un musulmano piuttosto che un cristiano? Credo proprio di no!

giovedì 10 marzo 2011

Italian corruption everywhere.

Fin dove può arrivare la corruzione imperante in Italia?
Ce lo racconta oggi il "Fatto quotidiano" .
Secondo il giornale diretto da Padellaro due misteriosi italiani si sarebbero recati a Fkih Ben Salak, la cittadina natale di Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby Rubacuori, nel tentativo di corrompere, dietro un lauto compenso, una funzionaria dell'anagrafe per retrodatare la nascita della giovane marocchina. Un'operazione che di fatto avrebbe permesso a Silvio Berlusconi di salvarsi dall'accusa di prostituzione minorile, per il quale il prossimo 6 aprile dovrà presentarsi al banco degli imputati al Tribunale di Milano. Ruby, infatti, è nata l'1 novembre del 1992, e durante le sue frequentazioni ai festini del premier aveva solo 17 anni. Il tentativo di mistificare degli atti pubblici, l'ha raccontato direttamente la protagonista, la quale sotto lo pseudonimo di Fatima ha rilasciato un'intervista al "Il fatto Quotidiano". Il 7 febbraio del 2011 - racconta la donna - due italiani e un marocchino, che faceva da interprete, mi hanno chiamata fuori dal mio ufficio."
I tre in definitiva chiedono alla donna di poter correggere il registro delle nascite, cambiando quello di Ruby, dal 1992 al 1990. Chiaramente il disturbo sarebbe stato ben ricompensato dai due italiani, uno dei quali aveva l'accento milanese, ha precisato Fatima. Ma la funzionaria, nonostante la somma appetibile, non si è lasciata corrompere. "Temevo di passare dei guai - ha detto -. E ho pensato che se avessi accettato forse avrei potuto creare problemi a quella mia concittadina".
E così questo rifiuto è riuscito a bloccare il tentativo di mistificare la cruda realtà di questa vergognosa vicenda. Proprio nello stesso periodo Il Giornale della famiglia Berlusconi aveva diffuso la notizia che Ruby all'epoca delle festine bunga-bunga non era minorenne e che lo avrebbero provato. Coincidenze? E' ancora presto per dirlo, ma per fortuna esistono ancora al mondo persone che credono nell'onestà. Questa volta i soldi non sono serviti a nulla, se non a peggiorare le cose.La campagna di diffamazione e bugie questa volta si ritorce contro questi " giornalai".
Se questi "signori" avessero un briciolo di dignità dovrebbero, visto il periodo, cospargersi la testa di cenere ,battersi il petto e chiedere scusa agli Italiani!!

lunedì 4 ottobre 2010

Belpietro: attentato patacca ad un giornalista pataccaro.

Qualche tempo fa le televisioni pubbliche e private passavano un messaggio pubblicitario che, per reclamizzare un pennello, utilizzavano questo refrain: "per dipingere una parete grande ci vuole un pennello grande"; e, di rimando, un a voce fuori campo così commentava: "non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello!"
Ecco, nella storia dell'attentato al direttore di " Libero" M. Belpietro,sono rimasto subito alquanto sorpreso per l'aspetto inverosimile ed eclatante della vicenda.
Subito, per la verità mi sono meravigliato che un provocatore come Belpietro fosse scortato da agenti di polizia pagati anche da me oltre che da tutti i cittadini che pagano le tasse ( gli evasori non hanno titolo per dolersi) per poi scoprire che anche Feltri e, udite udite, Fede sono scortati a spese dei contribuenti.
Dopo la prima riflessione, mi è balzata agli occhi l'inverosimiglianza della vicenda, almeno per come è stata raccontata, le versioni diverse fatte da Belpietro, il travestimento da finanziere che diventava  una maglia che ricordava la divisa delle fiamme gialle, il fatto che l'attentatore fosse solo e si fosse poi volatilizzato, la circostanza che l'altro agente alla guida non si fosse accorto di niente, ecc.
L'altro giorno scopro che l'agente che avrebbe sventato l'attentato, nel 95 si rese protagonista di analoga impresa quando scortava il giudice D'Ambrosio: anche in quella circostanza, però, i lati oscuri rimasero imperscrutabili,  anzi ....
Ed allora collego la mancanza di rivendicazione dell'attentato: chi compie atti come questi ha tutto l'interesse di divulgarne la paternità con la mancanza assoluta di tracce dell'evento.
Digos e polizia scientifica, intanto, anche ieri hanno continuato i sopralluoghi non solo nel palazzo di via Monte di Pietà, nei due cortili interni, nelle scale e sul pianerottolo tra il quinto e il quarto piano dove il caposcorta ha sparato tre colpi contro lo sconosciuto a cui s’era inceppata l’arma, ma anche lungo le vie di fuga che danno su via Borgonovo. È escluso infatti che l’attentatore sia fuggito dall’ingresso principale dove c’era il secondo uomo della scorta di Belpietro che non ha visto nulla. L’unica alternativa via di fuga passa da un secondo cortile interno, da un muro di cinta alto due metri, da altri cortili di un altro palazzo che affaccia su via Borgonovo sorvegliato da telecamere e portiere. Ma niente e nessuno ha visto qualcosa. «Un delitto perfetto» osserva un alto funzionario del Dipartimento delle pubblica sicurezza del Viminale, «in tre giorni di indagini non sembrano emergere indizi, evidenze o prove». Neppure un’impronta o un rametto spezzato, qualcosa che testimoni la fuga.
Ed allora? Al giornalista pataccaro quale attentato si poteva mai fare? Un attentato patacca!!
Un ultima osservazione voglio riservarla a chi decide l'uso della scorta: chi decide che  uno pesudo giornalista zerbino servo del padrone come Fede debba essere scortato, mentre invece non si pensi a proteggere una donna Teresa Buonocore che ha pagato con la vita la fiducia nelle istituzioni che non hanno saputo neanche salvarle la vita? 

giovedì 9 settembre 2010

Frequenze regalate a Mediaset?

La questione è stata portata alla luce da un articolo pubblicato su La Repubblica: com'è possibile - si chiedeva il giornale - che Mediaset già trasmetta su uno dei 5 multiplex che ancora devono essere assegnati?
Dal 27 agosto le reti Mediaset utilizzano infatti il canale 58 con frequenza 770 MHz per trasmettere in alta definizione; eppure si tratta di una delle frequenze che saranno attribuite tramite gara.
Secondo l'accusa, si tratta di un regalo a Mediaset fatto dal viceministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani, citato nelle vesti di ex socio di Berlusconi.
A tutto ciò il viceministro ha risposto con una nota, rilasciata dal Ministero, in cui si legge che si tratta di "un provvedimento assolutamente legittimo, sulla base di quanto prevede il codice delle comunicazioni elettroniche, finalizzato a consentire la sperimentazione di tecnologie avanzate e di servizi innovativi a beneficio dell'utenza, ad un uso efficiente dello spettro radioelettrico e a proteggere un patrimonio di risorse frequenziali, attualmente inutilizzato, da possibili occupazioni abusive".
Ciò significa in pratica che, essendo quella frequenza ancora libera, è possibile concederne l'utilizzo temporaneo a titolo di sperimentazione a chiunque ne faccia richiesta, e proprio questo avrebbe fatto Mediaset.
Non solo: nella nota si spiega che una simile autorizzazione è stata concessa anche alla Rai - per altre frequenze - e che chiunque abbia "i dovuti requisiti" e intenda adoperare lo "slot" "per gli stessi fini sperimentali" può ottenere lo stesso trattamento.
Secondo Paolo Gentiloni, responsabile per le Comunicazioni del PD, questa spiegazione non funziona perché la concessione alla Rai è stata fatta per adempiere agli "obblighi di copertura posti dalla legge per il servizio pubblico" e inoltre Mediaset usa la frequenza in più non per una sperimentazione, "ma per arricchire l'offerta in HD"
Gentiloni sostiene insomma che non si tratta di altro se non di "un regalo a un privato", aggravato dal fatto che "il canale donato è il migliore dei 5 che verranno assegnati con una gara del Ministero nei prossimi mesi".
Chi è pronto a scommettere che sia "Libero" che " Il Giornale" non parleranno affatto della vicenda?

venerdì 13 agosto 2010

Fini: quale futuro?


Il vergognoso ed incessante attacco di cui è fatto oggetto il Presidente Fini da parte di giornali e televisioni controllate direttamente dal cavaliere o da pseudo-giornalisti al suo soldo, che si preoccupano solo di apparire belli al suo cospetto e gareggiano per chi è più lecchino, dovrebbe seriamente preoccupare quella parte di elettorato che avendo votato per il più grande corrotto e corruttore della millenaria storia d'Italia ora si ritrova ad accorgersi di aver dato la fiducia anche ad uno che adotta metodi da dittatore, senza peraltro averne neanche la caratura.
Questa caricatura di politico che sta facendo godere i nemici dell'Italia, facendone vergognare e piangere i suoi figli, dimostra ogni giorno di più la considerazione che ha della democrazia e delle istituzioni : a questo proposito basterà rileggere qualche sua considerazione, mai smentita, sulla costituzione e o sul ruolo del Presidente della repubblica, carica alla quale ambisce e mai potrà raggiungere.
Ma qual'è lo scopo che si pone la velenosa e violenta campagna diffamatoria nei confronti di Fini e della sua famiglia? ( N. B. Solo giornalisti immorali come Feltri & co. che hanno venduto l'anima al diavolo avrebbero avuto l'ardire ed il cattivo gusto di tirare in ballo i familiari degli avversari politici).
Quello di dimostrare agli Italiani, i quali, in misura non inferiore al 70%, attingono alle notizie direttamente dalla TV senza alcun filtro critico, che loro, i politici, sono tutti uguali e che anche Fini, strenuo difensore della questione morale, ebbene si anche lui ha qualche scheletro nell'armadio e poco importerà se, come credo, la magistratura dimostrerà che alcun appunto possa essere mosso al Presidente della camera; si farà prestissimo a dire che i comunisti, nuovi amici di Fini, hanno provveduto a farlo assolvere.
Ed allora? Come si esce da una situazione come questa nella quale una persona plurindagata e pluricondannata, che si fa leggi ad personam per non dover rispondere delle sue malefatte, si consente di accusare e mettere sotto accusa e, peggio, additare al pubblico ludibrio una persona, fino a prova contraria, mai condannata né tantomeno inquisita?
Si esce in un solo modo: si sfiduci il Cavaliere e formi un governo che ci porti alle elezioni, dopo la riforma elettorale e, soprattutto, dopo la legge sul conflitto di interessi che vieti, così come avviene nei paesi civili di tutto il mondo, a chi detiene mezzi di informazione in maniera così massiccia di fare politica.
Dopo tante leggi ad personam facciamone una AD NATIONEM!
Liberiamo il paese da questo individuo che catalizza solo energie negative!
Da quando è sceso in politica l'Italia è scesa inarrestabilmente in tutti i campi, da quello economico a quello fiscale, dal campo delle libertà individuali al campo della corruzione.
Che si goda pure l'impero economico che si è costruito con l'aiuto della mafia, basta che impari che in democrazia chi gioca non può fare pure l'arbitro: è una regola facilissima ma il cavaliere sembra non averla capita.
A questo punto Fini deve decidersi: se vuol essere il punto di riferimento del centro- destra deve momentaneamente coalizzarsi con vecchi nemici ed eliminare il cancro italiano della democrazia; dopo, ognuno tornerà a battersi nel suo alveo naturale, con la stima e il rispetto che si deve comunque ad avversari, non nemici, politici. Sono ormai 16 anni che in Italia e solo in Italia i politici dei diversi schieramenti si insultano ad ogni occasione e qualche volta sono anche passati a vie di fatto.
E' ora di finirla!


sabato 21 novembre 2009

Donatella Papi: cronaca di uno sciacallaggio.


Donatella Papi sposerà Angelo Izzo per «dimostrare la sua innocenza», farà riaprire - garantisce - il processo sul delitto Ferrazzano e porterà nuove prove sulla strage del Circeo. La giornalista era stata invitata all'Italia sul due, il programma condotto da Lorenza Bianchetti e Milo Infante, per parlare del tema della puntata, "innamorarsi di un criminale'. Ma ha preferito leggere un comunicato - spiazzando tutti, conduttori e ospiti - nel quale ha difeso Izzo, condannato a suo giudizio «a una pena ingiusta». E in studio è scoppiata la bagarre. Dalle dichiarazioni della Papi hanno preso le distanze sia i conduttori, sia gli ospiti: in studio a Roma, con la Bianchetti, l'avvocato Nino Marazzita e l'avvocato di Izzo, Filomena Fusco, che ha ricordato come l'uomo si sia sempre dichiarato colpevole; in collegamento da Milano, con Infante, Silvana Giacobini, Lella Costa e la criminologa Roberta Bruzzone. In particolare Costa e Bruzzone hanno lasciato lo studio in segno di protesta. Poi è arrivata la telefonata in studio di Letizia Lopez, sorella della vittima del massacro del Circeo. Lopez ha accusato la Papi di farsi pubblicità e ha gridato allo scandalo per le affermazioni rilasciate dalla giornalista che, alle orecchie dei familiari delle vittime, risuonano come un vero e proprio insulto.
Ma chi è Donatella Papi? Non è una pinco pallina qualsiasi,ma una giornalista che scrive e collabora con " Il Giornale " di Milano! Vi rendete conto? Una giornalista professionista che si permette di avere queste trovate che definire "stomachevoli" è poco. Adesso vedremo quale sarà la condotta che adotterà Vittorio Feltri direttore del quotidiano in questione.
Volete conoscere qualche altro articolo della pseudo-giornalista? Qualche tempo fa sul sito cominicialitalia.net ( che vi sconsiglio di visitare perchè attenterebbe alla salute del vostro pc) girava questo suo commento : Saviano è uno dei quei giovanotti rampanti della nostra disinformazione che non rischiano un baffo, sono stati costruiti nei retrobottega dei giornali e di certi partiti, fanno torcere i parenti di tanti giornalisti caduti ’ oppure ’ Il caso Saviano e’ un immenso tappo alla verita’.
C'è bisogno di aggiungere altro? Non credo, se non il rammarico di vedere giornalisti e testate televisive che, in nome dell'audience, non esitano ad invitare persone così squallide che si dimostrano disposte a tutte pur di assicurarsi notorietà.
P.S. Speriamo che in Rai qualcuno chieda conto di ciò agli autori del programma incriminato.

domenica 27 settembre 2009

Aggredita Daniela Santanché.



Notizia tratta integralmente dal sito di informazione dell' ANSA.
SANTANCHE' PROTESTA PER BURKA, ''SONO STATA AGGREDITA''
MILANO -
"Sono stata aggredita, colpita da un uomo con un braccio ingessato, gettata a terra e dopo andrò in ospedale per vedere se ho una costola rotta". Lo ha detto all'ANSA, Daniela Santanché, leader del Movimento dell'Italia, che sta protestando contro l'uso del Burka davanti al Teatro Ciak, alla Fabbrica del Vapore di Milano, dove si sta svolgendo una festa islamica per la fine del Ramadan. L'ex parlamentare ha scelto di protestare contro il volto coperto delle donne musulmane chiedendo il rispetto della legge 152 del 1975 che vieta di nascondere la testa. "Verso le 9 mi hanno aggredita - ha spiegato - e mi hanno detto che sono una puttana, che domani sarò morta, che faccio schifo. Ma chi mi ha colpito, mi hanno spiegato le forze dell'ordine, è stato individuato. Un altro voleva usare contro di me un cartello stradale divelto". La Santanché è riuscita per ora a entrare alla festa affermando che "qui siamo in Italia e non in un califfato". La Questura ha confermato che c'é stato un parapiglia tra alcuni partecipanti alla cerimonia e l'entourage della Santanché.I medici del Pronto Soccorso dell' ospedale Fatebenefratelli hanno riscontrato una contusione all'emitorace sinistro e una contrattura alla muscolatura latero-cervicale, con prognosi di 20 giorni salvo complicazioni, a Daniela Santanché, leader del Movimento per l'Italia che ha denunciato di essere stata aggredita durante la sua protesta anti-burqa alla festa per il fine Ramadan alla Fabbrica del Vapore di Milano. "Ci sono le immagini dell'aggressione, altro che smentita da parte della comunità islamica - spiega l'ex parlamentare che ha presentato denuncia al posto di polizia, salvo che non si proceda d'ufficio - il presidente dell'Istituto islamico di viale Jenner è un signore che è stato respinto dall'Egitto perché ritenuto un integralista. Non mi aspettavo un'aggressione del genere, io ho chiesto per tre ore che fosse rispettata la legge che impedisce di coprire il volto. Mi hanno fatto parlare con alcune donne che non capivano una parola di italiano e i ragazzini mi insultavano". "Parlerò con il ministro Maroni - ha concluso Daniela Santanché - per chiedergli di far rispettare la legge. Io non c'é l'ho con le donne. Ma bisogna dire basta alla giustificazione religiosa del burqa, perché è invece una imposizione culturale, e non è previsto dal Corano".

lunedì 7 settembre 2009

Le dieci domande senza risposta

Si è fatto un gran parlare delle 10 domande fatte dal giornale " La Repubblica" al Cavaliere, domande che hanno indotto quest'ultimo a querelare il quotidiano e chiedere un risarcimento di un milione di Euro ( 100.000 Euro a domanda!). Nel frattempo alle dieci domande inevase ne sono seguite altre dieci aggiornate agli accadimenti via via succedutesi.

Ora che sia legittimo non rispondere è pacifico, ma, parimenti, non lo è affatto impedire di fare domande. In Italia si è arrivati al punto che chi scrive per mestiere possa ritrovarsi con la famiglia distrutta, la reputazione in brandelli e magari restare senza stipendio per aver esercitato il DIRITTO di fare domande a chi, più e sopra gli altri, aveva il DOVERE di rispondere.

Ma, in concreto, cosa chiedevano quelle benedette o maledette 10 domande? E le 10 domande successive? Chi le ha lette?

Con l’intento di colmare una lacuna vi posto entrambe le serie,augurandomi di non essere querelato anch'io ,anche perché potrei pagare si e no una sola parola.


Eccovi le prime 10 domande:

# 1. Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?
# 2. Nel corso di questa amicizia, che il premier dice «lunga», quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?
# 3. Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche Berlusconi – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Elio Letizia?
# 4. Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?
# 5.Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
# 6. Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?
# 7.Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi. Sostiene finanziariamente la sua famiglia?
# 8. E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo «uso strumentale del corpo femminile», per il premier, non «impoverisce la qualità democratica di un paese» come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?
# 9. Veronica Lario ha detto che il marito «frequenta minorenni». Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o «alleva», per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?
# 10. Veronica Lario ha detto: «Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile». Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di «una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità». Quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?


E le seconde dieci:


Per non dimenticarli!

Punteggio sito web istituzionale Comune di Santa Maria Capua Vetere

Scorri sotto ( senza cliccare qui!) le valutazioni del sito sammaritano a cura della Presidenza del Consiglio.

Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)