martedì 26 febbraio 2013

Lo strano caso di S. Andrea dei lagni e la lega nord.

E' possibile che la lega nord, che propugna il trattenimento delle risorse tributarie in misura non inferiore al 75% con grave nocumento per le regioni e le popolazioni del sud, attecchisca proprio in una cittadina del profondo meridione, anzi in un singolo e specifico quartiere?
Sembrerebbe proprio di si,  se si  esaminano i risultati delle votazioni al comune di S. Maria C. V. con specifico riferimento alle sezioni 19,20 e 34 che raccolgono i voti del quartiere di S. Andrea dei Lagni.
Qualcuno, tempo fa, segnalava la distribuzione di derrate alimentari in quelle zone, presumibilmente in cambio di un occhio "indulgente" in occasione del voto.
Coincidenza? Voto di scambio?
Quel che è certo è che il maggior numero di voti si riscontra alla Camera, con un incremento considerevole rispetto al Senato, praticamente a voler indicare che la lega raccoglie proseliti proprio tra i giovani.
Che questi abbiano bisogno di buste di alimenti è sconsolante, ma che lo facciano in cambio di un voto è deprimente per noi e vergognoso per loro.
Vendere il voto è vendere l'anima: chi non ha l'anima è morto anche se respira!

lunedì 25 febbraio 2013

Segui QUI i risultati ufficiali delle elezioni 2013.

Segui  QUI i risultati ufficiali delle elezioni 2013.

Bersani Presidente del Consiglio 2013.

Bersani vince le elezioni e diventa premier.
E' questo il responso degli istant poll ( ancor più prematuri degli exit poll).
Ovviamente è presto, prestissimo, per sbilanciarsi, ma una nota di sano ottimismo non guasta mai.

sabato 23 febbraio 2013

GdF : ecco cosa pensa di voi Berlusconi!

Le esatte parole di Berlusconi:
" Poi si sono avverate delle altre situazioni, che voi conoscete benissimo. È successo che il governo dei professori ha dato un mandato durissimo agli uomini della Guardia di finanza e di Equitalia stabilendo dei target a cui dovevano arrivare nella lotta contro l’elusione e l’evasione. E questi sono diventati dei personaggi estremamente decisi, financo cattivi. Tra l’altro l’invidia è un sentimento umano, per cui se uno va e prende soltanto 1200 euro di stipendio al servizio dello Stato e vede uno che ne prende X volte tanti gli scocca dentro una scintilla e dice “adesso ti sistemo io”. No? Quello che spinge anche molti giudici..."
Uomini e donne della GdF:ecco, ora sapete chi NON votare!!

domenica 10 febbraio 2013

Beppe Grillo La Qualunque- Perchè non votarlo.

Vi ricordate quel capolavoro del cinema che è il film " Qualunquemente" di e con Antonio Albanese?
Ecco,  mi sembra che il programma politico di Cetto La Qualunque, protagonista del film, assomigli, nella forma ed anche un po’ nella sostanza, a quello presentato da Grillo. Potremo chiamarlo Beppe Il Qualunque!!! “Non ci saranno più bollette del gas ed aboliremo anche quelle della luce … aboliremo l’ICI … aboliremo anche la tassa sulla spazzatura, il bollo dell’auto e l’assicurazione … daremo 1000 euro a persona, anzi 2000, e imbianchiamo le case di tutti … GRATIS!!!” .
Arthur Bloch diceva che "la maniera migliore per aver successo in politica è trovare una folla che sta andando da qualche parte e mettercisi davanti.” 
Dovendo scegliere degli aggettivi per descrivere la mia opinione sul programma del M5S, opterei per  questi: demagogico/populista, ingannevole, superficiale, utopico/surrealista. 
Hanno scritto e proposto esattamente tutto quello che avremmo voluto sentirci dire, sull’onda del comune sentimento anti-politico che si sta diffondendo negli italiani. Sono tutte argomentazioni che rispondono ad una certa logica di buon senso (come ad esempio l’eliminazione dei privilegi per i parlamentari, la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati ed il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari), ma che sembrano addirittura sfociare in un eccesso di utopia e surrealismo (come nel caso dei referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum, dell’abolizione di tutte le Authority, dell’accesso alla rete gratuito per i cittadini italiani). Molte cose sono facili da dirsi a parole, ma nè Grillo nè i suoi collaboratori hanno mai sentito il dovere di spiegarci anche in quale modo pensano di attuare concretamente tutte queste belle cose: allineamento delle tariffe di energia, connettività (ma non avevan detto che l’accesso alla rete era gratuito?), telefonia, elettricità, trasporti agli altri paesi europei; riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi; garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito; eliminazione degli inceneritori; riduzione di almeno il 10% in 5 anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempimenti, e si potrebbe continuare.... Tutto ciò (ad eccezione dei tagli che non sono così semplici e banali da fare) implica degli investimenti e necessitano di risorse economiche a disposizione. Avendo tanti bei soldini in cassa a propria disposizione, chiunque sarebbe in grado di far fronte alle spese necessarie per mettere in pratica tutte queste meravigliose proposte. Forse il caro Grillo, anziché improvvisarsi politico ed illudere tante persone, dovrebbe farsi un esame di coscienza e limitarsi a fare il suo mestiere di comico. Il programma del M5S ?  Tante belle frasi messe ben in fila, che si vendono molto bene e che sembrano scritte apposta per estorcere il voto. Ma, considerata la superficialità con cui tali proposte vengono dichiarate, sono davvero molto dubbioso sul fatto che questi “predicatori” del M5S le sappiano poi mettere davvero in pratica. Assomigliano notevolmente a quelli della Lega Nord: sempre stati bravi a predicare e ad appassionare le folle, ma, una volta andati in parlamento e al governo, non hanno fatto assolutamente nulla di quanto avevano sempre predicato ed abbiano anzi generato più danni che migliorie per questo paese. Si sono dimostrati dei veri pirati, che una volta abbordata la nave sotto ingannevoli spoglie, hanno approfittato egregiamente della situazione per farsi i propri interessi, mimetizzandosi alla perfezione con gli altri saccheggiatori che già si trovavano a bordo della nave. Quello che serve in Italia sono delle strategie economiche di medio-lungo periodo, non un’ammucchiata di proposte a breve termine che allo stesso tempo dicono tanto e non dicono niente, che servono solo a confondere le idee ed attirare consensi. Una cosa molto grave, citata nel loro programma e che rischia di passare pericolosamente inosservata, riguarda la voce della “eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche”. Credo che sia necessario  garantire la libertà  e soprattutto la diversità di parola. Se le testate giornalistiche di nicchia dovessero chiudere, sarebbe un disastro: l’omologazione del pensiero e delle idee è un grave pericolo, se scompare il pluralismo dell’informazione e si appiattisce la diversità culturale, la nostra democrazia rischia la sopravvivenza, considerando che già ora non siamo per niente messi bene .L’attuale Beppe potrebbe trasformarsi in una sorta di Benito…Come spiegare altrimenti il rifiuto di partecipare a dibattiti pubblici, impossibilità quindi di interlocuzione e di fare confronti faccia a faccia ( Berlusconi docet: l'avete mai visto in tv ad un dibattito con altri politici?). Grillo lancia il verbo dall’alto, spesso sottoforma di anatema o di insulto, senza nessuna disponibilità a dialogare e nessuna intenzione di fare dialettica. Si tratta perciò di un modello assolutamente sbagliato, che rasenta appunto il modello fascista. Infine, pensateci su un attimo, ma che figuraccia mondiale faremmo se tale Beppe Grillo, comico di professione, vincesse le elezioni politiche? Dopo aver concesso il ruolo di protagonista, sul palcoscenico della politica, allo showman Berlusconi (che ha fatto ridere il mondo di noi), chissà come parleranno bene all’estero degli italiani, se sul palcoscenico dovesse salire un comico vero! Con tutto il rispetto per il Sig. Grillo, ma ognuno dovrebbe attenersi a fare il suo mestiere: un conto è esser bravi a mettere in piazza dei problemi (Grillo ha di certo dimostrato di saperlo fare bene), ma ben altro conto è saper risolvere questi problemi…

venerdì 16 settembre 2011

Referendum elettorale.

FIRMA ANCHE TU!

Domenica 18 Settembre, dalle ore 10.00 alle 13.00-
Piazza Bovio- Santa Maria Capua Vetere

lunedì 30 maggio 2011

Biagio Maria Di Muro:nuovo sindaco a S Maria C.V.

"Siamo aperti a tutti, per salvare il futuro dei nostri figli. Non siamo noi il vecchio. Queste sono offese che non ci toccano.La passata amministrazione a Santa Maria Capua Vetere non è riuscita a governare rimanendo per diversi anni con le mani legate alla causa dell'ex sindaco Giudicianni e dei suoi consiglieri, gli stessi che ora si sono ripresentati al voto sostenendo Simoncelli, perché solo in quella coalizione hanno trovato spazio, non voluti dalle altre liste e dagli altri candidati sindaci."
"I medesimi consiglieri che per seguire solo scopi personali non si sono fatti alcun scrupolo partecipando a due ribaltoni e gettando la città nel caos e nel malessere generale . Senza alcun pudore delle loro azioni, usando anche metodi poco ortodossi, si sono ripresentati per conseguire, ancora una volta, i loro interessi personali, non il bene comune."
"Noi con grande umiltà ,ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo chiesto il consenso di tutti gli onesti cittadini, di quelli che non si sono lasciati corrompere e di quelli che pur avendo subito pressioni hanno scelto di votarci.
Per questo non ci rimettiamo nelle loro mani, perché la nostra volontà è quella di ritornare all'antico splendore, a quando il commercio era fiorente; a quando la sicurezza pubblica era una certezza; a quando le scuole funzionavano senza disservizi ed enormi disagi per le famiglie; a quando il servizio pubblico funzionava a dovere.
Sarebbe un gravissimo ed irreparabile errore riconsegnare la nostra città nelle mani di queste persone che intendono darla in pasto agli estranei e a personaggi di dubbio reputazione. Scegliere Simoncelli sarebbe far cadere Santa Maria Capua Vetere nell'oblio.
Noi, invece, abbiamo progetti per un futuro. "queste le parole nella campagna elettorale di Biagio Maria Di Muro.
Parole schiette,toccanti che, hanno portato la maggior parte della cittadinanza sammaritana a credere in lui e nel suo progetto ,anche io ho creduto e voglio aver fiducia in lui pur sapendo che il suo non sarà un operato facile....... non sarà facile riuscire a sopperire a tutti i malesseri in cui è stata rigettata la nostra città.......
Disastri ecologici,amministrativi,economici ma soprattutto il ripristino della grande forma di servilismo e opportunismo in cui versa,dove tutti hanno cercato e pensato solo al proprio tornaconto piuttosto che ad ascoltare le grida "silenziose" di una città che in lacrime chiedeva aiuto, per non perire ..per non rimanere soffocata dall'egoismo, egocentrismo di chi si era fatto innalzare sorretto da grandi promesse elettorali ,a cui non solo non ha adempiuto ma che addirittura non ha mai preso in seria considerazione.
Come sostenitrice di Biagio M.Di Muro sono onorata di poter proclamare la sua vittoria a nuovo Primo Cittadino di S.Maria C.V............
A lui va Il mio in bocca al lupo di riuscire a far ritornare questa città ai vecchi albori,il mio auspicio di piccola elettrice di essere e di poter rimanere onorata di aver messo un piccolo granello per la sua candidatura nonchè la mia fervida e viva speranza che in qualità di "Uomo" (finora non ne ho riconosciuto alcuno!!) si faccia rispettare senza scendere mai a compromessi affinchè chi ha avuto fiducia in lui non debba mai ricredersi o pentire .
Caro Sindaco,saranno sicuramente anni difficile,i miracoli non sono di sua competenza ma di chi è al di sopra di tutto e tutti ma l'importante è provarci con onestà e fermezza ,l'interessante è cercare di iniziare a migliorare perchè... peggio di così la nostra città può solo che sprofondare negli abissi più infimi .....
un abbraccio caloroso e le dedico un aforismo di M.K.Gandhi :
"I pensieri sono perle false finchè non si trasformano in azioni.Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo!!

Mascia Agresti

giovedì 24 febbraio 2011

Quale futuro per S. Maria C. V. ?

Credo che i tempi che viviamo impongano delle scelte che, al di là ed oltre il contingibile, guardino il futuro, almeno quello più prossimo a noi, della nostra città.
E' arrivata l'ora di concorrere in prima persona  a decidere chi amministrerà il nostro territorio per i prossimi 5 anni.
E' arrivata l'ora di decidere se continuare a concedere la nostra fiducia a persone che, a più riprese, si sono dimostrate indegne di essa oppure decidere di riporla in altre che, se pur lontane dalla nostra fede politica, mostrano di avere ben più a cuore le sorti ed il benessere dei Sammaritani rispetto a coloro che li hanno preceduti.
Si tratta, in altre parole, di scegliere se votare una ideologia, nobile fin che si vuole, piuttosto che una persona fisica della quale, magari, si è certi della onestà , non solo intellettuale.
So che questo mio panegirico non interesserà che una sparuta minoranza dell'elettorato, dato che la stragande maggioranza orienta il suo voto e sceglie il suo candidato seguendo percorsi ben diversi e lontani dal mio, ma è mia intenzione rivolgermi proprio a chi, finora, aveva sopportato varie malefatte, a motivo della comune appartenenza politica, proprio quella, cioè, tradita da diversi politicanti nostrani.
Ed allora il mio invito, ancor più valido in occasione di elezioni amministrative, è : valutate le persone, valutate le storie politiche e personali delle stesse, valutate i fatti, recenti e passati.
Qualcuno ha governato recentemente, qualcun altro lo ha fatto in un passato più distante, altri ancora si apprestano a farlo: scegliamo oculatamente il nostro candidato, non offendiamo la nostra dignità concedendo il nostro favore a chi non è degno di riceverlo, non svendiamo il nostro futuro!

giovedì 27 gennaio 2011

Politica e malaffare: non censuriamo solo Berlusconi!

Le primarie interne al centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Napoli alle elezioni comunali di giugno 2011 hanno visto la vittoria dell'eurodeputato bassoliniano Andrea Cozzolino sull'altro rappresentante del PD Umberto Ranieri, al terzo posto più staccato è giunto Libero Mancuso, candidato indicato da SEL.
Per Cozzolino 16.358 preferenze contro le 15.137 di Ranieri, le 5297 di Oddati e le 6904 di Mancuso. Hanno votato oltre 44 mila napoletani.
Sulla vittoria di Cozzolino gravano le accuse di irregolarità durante le operazioni di voto da parte dei candidati sconfitti che hanno portato a uno scontro dai toni molto accesi all'interno del PD tra i sostenitori di Cozzolino e quelli che vogliono archiviare la stagione del bassolinismo.
Mancuso ha parlato di «persone portate di peso nei seggi, convinte a votare in maniera clientelare e infiltrazioni del centrodestra» e ha aggiunto: «sono tornati i pacchi di pasta a Scampia e Secondigliano. Cozzolino spieghi perché si è alleato con la destra, cosa c’è dietro?».
Un comunicato del comitato di Ranieri afferma che il voto «e’ stato compromesso da alcune plateali e diffuse anomalie, particolarmente clamorose nella zona a nord di Napoli».
E’ emerso, con inoppugnabile evidenza, che settori del centro destra hanno intensamente lavorato per influenzare il voto e interessati a condizionarne l’esito».
Dure anche le parole dette in questo video dal segretario provinciale del PD Nicola Tremante.
Si attende l’esito dei ricorsi che potrebbero invalidare il voto e annullare le primarie, in particolare nella zona nord di Napoli dove ha trionfato Cozzolino che, stravincendo nei seggi di Miano, Secondigliano, Scampia e Piscinola, ha conquistato il vantaggio di oltre 3000 voti che gli ha consentito di superare Ranieri nonostante quest'ultimo abbia prevalso nel resto della città.
In particolare in un seggio di Miano si è registrato: 68 elettori hanno votato Mancuso, 200 Ranieri, 230 Oddati e ben 1067 per Cozzolino. Altro risultato sospetto a Secondigliano, dove il voto è notoriamente influenzato dalla camorra: 89 voti sono andati a Oddati, 240 a Ranieri e 604 a Cozzolino.
Nel seggio di Piscinola lo scrutatore di SEL dichiara: «vi assicuro che è stata una vera è propria truffa, bande di elettori accompagnati da individui oscuri, i quali pretendevano di entrare dietro alla cabina, gente che dopo aver votato ci chiedeva: "per cosa abbiamo votato?". La maggior parte degli elettori chiedevano lo 'scontrino' per dimostrare che avevano votato e per incassare il dovuto, tutto avveniva alla luce del sole all'uscita del seggio. Ad un certo punto è arrivato il candidato Cozzolino, il branco di 'portagente' lo ha accerchiato e indicavano gli elettori dicendo: "questa è 'roba' nostra, qui nel quartiere votano tutti per te".
Comunque, come capita spesso dalle nostri parti, una cosa positiva, le primarie, si sono trasformate in una ennesima truffa per il popolo del centrosinistra. Alla fine a scrutinio terminato, i 'portagente' hanno candidamente affermato che la maggior parte dei votanti normalmente vota a destra...
di Michele.
P. S. E' ovvio e pacifico che le " primarie"  costituiscono esercizio primario di democrazia diretta, purché esse, sconosciute al popolo di destra succube del Sultano, non diventino un'arma molto sofisticata per gabbare, al solito, i cittadini.

venerdì 14 gennaio 2011

Seplasia: da mercato dai fiori a mercato dei voti?

Seplasia era il centro commerciale della Capua Antica nella quale veniva fatto il mercato. Il prodotto tipico più venduto, tra gli unguenti per i quali divenne famosissima, era il profumo a base di rose (in particolare della rosa Centifolia), tanto che Seplasium era diventato sinonimo di profumo ( unguento) e Seplasarius di profumeria.
Oggi, più prosaicamente, la piazza che nel frattempo è stata intitolata a G. Mazzini, è diventata uno spazio nel quale mercanteggiare questo o quel consenso elettorale, questa o quella alleanza politica e spartirsi questa o quella futura " poltrona" e l'oggetto del mercanteggiare è diventata la possibilità di amministrare la " cosa pubblica".
Il problema non è tanto o solo dell'opportunità e convenienza del luogo-ci sono circoli, associazioni, sedi di partito ed anche case private ben più adatti ad ospitare discussioni politiche rispetto ai tavolini di un bar- ma anche del contenuto in sé dei dialoghi, quasi mai, a quel che mi riferiscono, vertenti sui problemi seri che attanagliano la nostra città.
Spero che il tempo che manca alle prossime consultazioni elettorali serva, oltre che per la giusta verifica di future alleanze politiche, anche per meglio delineare e tratteggiare il progetto di rilancio di S. Maria C. V. che la coalizione che risulterà vincente, a prescindere dal colore politico, sarà obbligata a portare avanti, pena la definitiva decadenza della nostra città.
A quelle persone oneste e serie che per tanto, troppo, tempo sono rimaste fuori dalla politica mi sento di dire: Non delegate ad altri le scelte che condizioneranno la vita vostra e quella dei vostri figli, scendete in campo e prendete il posto di chi, se anche in buona fede, ha fallito e dovrebbe avere l'onestà intellettuale di fare un passo indietro!


lunedì 23 agosto 2010

Il partito dei voltagabbana


Che strano paese è questo nel quale un politico può, a mandato elettorale in corso, decidere di cambiare casacca senza alcun riguardo per coloro che lo avevano scelto,designandolo quale loro rappresentante.
E poco importa se questo mercato delle vacche si conclude con il passaggio ad altra formazione contigua, alleata o comunque non fiera avversaria, quanto il più delle volte questi spergiuri decidono di schierarsi tra coloro che fino a poco prima avevano inveteratamente accusato di ogni genere di nefandezze.
L'infimo livello raggiunto dai nostri politici ha fatto sì che si pensasse ad una qualche legge che vietasse esplicitamente i cd " ribaltoni" impedendo di fatto il passaggio ad altre formazioni politiche nel corso del mandato elettorale!
E' come fare apposta, che so io, una legge che obblighi i carabinieri a non diventare delinquenti!
Un caso su tutti è quello dell'Assessore regionale Sommese, presente sia nell'amministrazione Bassolino che in quella Caldoro; ed allora una domanda si impone: se ci pone come alternativi al governo al quale si subentra, come si può tollerare che un esponente di quella compagine, tanto aspramente criticata in campagna elettorale, diventi improvvisamente proficuo al punto di non poterne dare a meno?
Capisco il gioco delle alleanze, ma non c'erano tra l'Udc, nelle quali file è trasmigrato dal PD il buon Sommese, persone in grado di coprire la poltrone di Assessore regionale?
Allora, deduco, un politico viene valutato non per quello che effettivamente è e per quello che ha o non ha fatto ma in base a quale schieramento appartenga, avendo riguardo non al colore od alle ideologie politiche ma al solo fatto che si tratta di uno schieramento che governa o che sta all'opposizione.
In altre parole vi sono politici che, per loro indole, debbono necessariamente stare con i più forti ed avere il potere per poter perpetuare la loro permanenza sui seggi che contano: il potere utilizzato, cioè, solo ed esclusivamente per alimentare se stesso.
E noi cittadini? Noi stiamo a guardare, beandoci nelle soap-opere che il padrone del vapore ci propina senza risparmia, facendoci credere che tutto va bene e che i soli problemi del paese sono i suoi personali con una masnada di talebani e comunisti che non lo hanno riconosciuto quale "unto" del signore.
Noi cittadini siamo anche capaci di votare più e più volte la stessa persona, anche se questa si presenta ogni volta in un partito diverso; ed allora a cosa vale avere e credere in ideali che prescindono dalle persone, se, tanto, vincono sempre loro?
A che serve dire che l'italiano è un popolo maturo e civile quando bastano due cene o qualche moneta da 50 euro per raggranellare una montagna di voti? Ricordate l'On. Vito, mister 100.000 preferenze? Perché era cosi popolare? Per quale iniziativa si è distinto?
O tempora, o mores, avrebbe detto Cicerone!

giovedì 1 aprile 2010

Regionali Campania 2010: eletti e trombati.

Qualcuno è rimasto senza la protezione dell'ombrello napoletano ed adesso comincia a scrutare timoroso il cielo con la paura che si formi un bel temporale.
E' vero che indossa ancora un bel impermeabile anti- pioggia, ma è pur vero che, se l'acqua è tanta , l'impermeabile, senza il riparo di un bel ombrellone, serve a poco, tanto più che il padrone dell'impermeabile potrebbe essere tentato di farselo ridare per darlo ad un altro ed evitare  così che diventi inservibile.
Che dire? Facciamoci una bella danza della pioggia ed auguriamoci che l'impermeabile si inzuppi al punto da diventare fradicio : vedremo poi se è capace di stare sotto la pioggia o dovrà rincasare.
Vedo certi nuvoloni all'orizzonte....

mercoledì 31 marzo 2010

Eletti alle Provinciali di Caserta.


Questa la composizione del parlamentino di Corso Trieste.
Maggioranza 25 consiglieri così distribuiti:
9 Pdl: Filippo Mazzarella, Nicola Garofalo, Gabriele Piatto, Giancarlo Della Cioppa, Stefano Giaquinto, Gian Paolo Dello Vicario, Francesco Zaccariello, Giovanni Schiappa, Antonio Magliulo.
5 Udc: Luigi Menditto, Emilio Nuzzo, Eugenio Di Santo, Giuseppe Rocco, Giovanni Robbio.
2 Lista Zinzi: Angelo Piccolo, Giuseppe Mariniello.
2 Udeur: Sebastiano Ferraro, Angelo Brancaccio.
2 Nuovo Psi: Pietro Riello, Nicola Marino.
1 Vento di Centro: Salvatore Falco.
1 Liberal: Raffaele De Marco.
1 Mpa: Nazzaro Pagano.
1 Adc: Giuseppe Fusco.
1 Noi Sud: Francesco Bortone.

L'opposizione sarà composta da 11 consiglieri provinciali: 6 del Pd, 2 Idv, 1 Sel-Pse, 1 Moderati per Stellato, 1 Api.
6 Pd :Giuseppe Stellato, Giuseppe Fiorillo, Angelo Sglavo, Carlo Piscitelli, Antonio Mirra, Emiddio Cimmino.
2 Idv: Salvatore Cella,Francesco Ommeniello.
1 Sel-Pse: Domenico Ragozzino.
1 Moderati per Stellato: Gabriele Cicala.
1 Api: Giuseppe Delle Curti.

Riflessioni sui candidati e le loro provenienze?

martedì 30 marzo 2010

Elezioni regionali: riflessioni sul voto.


E' tempo di bilanci, è tempo di valutare, anche se ancora a caldo, i risultati delle elezioni amministrative appena conclusesi.
Il primo dato che, sommariamente, si offre alla vista del lettore è l'incontrovertibile conquista, da parte della coalizione di centrodestra,di 4 regioni in aggiunta a quelle già detenute e poi confermate.
Il raffronto, per il centrosinistra, dei risultati appena conseguiti con quelli delle politiche del 2008 anziché con le regionali del 2005 mitiga appena l'amarezza della sconfitta, specie se confrontati con i dati previsionali di qualche mese addietro.
Pur tuttavia il non aver saputo gestire al meglio l'irripetibile situazione ( con l'approvazione della legge sulle intercettazioni telefoniche non sapremo più nulla) che ha consentito al popolo italiano di conoscere inconfutabilmente la vera e segreta natura del Cavaliere impone una serie di immediate riflessioni.
Vero è che il 70% degli elettori fonda la sua idea politica attingendo esclusivamente al potente mezzo televisivo, vera fabbrica di consensi, che sappiamo bene essere in mano ad una sola persona, ma è altrettanto vero che l'alternativa a Berlusconi è risultata poco credibile al punto da indurre il 35% della popolazione a disertare le urne.
La bassa statura politica dei dirigenti del PD è data, ad esempio, dal fatto che, anziché interrogarsi sulle cause della perdita di regioni come il Piemonte, dove pure la sinistra aveva ben amministrato, essi rimarcano il dato che li vuole allo stesso livello delle regionali del 2005!
Per contro si assiste ad una forte crescita della Lega che sta via via occupando il posto una volta occupato da AN: credo infatti che buona parte di questi voti possano definirsi di protesta e derivino da elettori di destra stanchi e delusi dalle chiacchiere del cavaliere.
Il danno che questo voto di protesta può portare agli Italiani, se ribadito in sede politica, è di gran lunga superiore a quello di un "allegro" malgoverno di Berlusconi; le prime avvisaglie si sono viste nelle dichiarazioni arroganti e maleducate del neo-governatore Cota.
Saluto, invece, con una qualche sofferta soddisfazione il dato relativo alla Campania: chi disamministra o, comunque, dimostra di non saper amministrare dovrebbe essere sottoposto alla severa censura degli elettori.
Churchill diceva che ogni popolo ha il governo ( e l'opposizione aggiungo io) che si merita.
E' proprio vero, diciamocelo una volta per tutte, l'Italia è la cartina al tornasole della validità della massima citata.
Questo attuale stato della nostra povera Italia, alla maggior parte degli italioti piace, forse il potersi sempre lamentare è ormai una condizione a cui siamo così tanto abituati da aver paura di doverne fare a meno.
Se solo vivessimo in un paese normale... se solo esistessero ancora termini come 'indignazione popolare', 'etica', 'legalità', 'giustizia'...
Ormai il popolo italiano non si rende nemmeno conto del livello in cui è stato costretto a vegetare... .
Come siamo arrivati così in basso?
E' facile... si porta ogni anno, l'asticella dell'etica e della dignità un millimetro più in basso, si aggiunge sempre più naftalina ai nostri cervelli attraverso il bombardamento televisivo ed il gioco è fatto.
D'altronde in un paese le cui ragazze sognano di diventare veline ( qualcuna magari anche escort) ed i giovanotti aspirano a far parte di trasmissioni quali " Uomini e donne" " Grande Fratello" piuttosto che " L'isola dei famosi" non sarà gran che difficile mantenere una videocrazia.





lunedì 29 marzo 2010

Risultati elezioni regionali 2010 Campania.

Qui troverete la pagina del Ministero dell'Interno con i risultati ufficiali delle elezioni regionali in Campania.
Buona consultazione!
Qui o Qui , invece, il quadro delle altre regioni.

martedì 23 marzo 2010

Bagnasco, l'aborto ed i valori sociali.

Dopo la “discesa in campo” preelettorale di ieri (22 marzo), quando il cardinale Angelo Bagnasco aveva invitato a votare contro l'aborto, oggi una nota dello stesso Bagnasco e dei vescovi liguri smussa i toni e rimette la barra al centro. La Chiesa è contro l'aborto, ma non considera i valori sulla bioetica più importanti dei valori sociali. E' questa la sostanza di quanto afferma Bagnasco in una lettera firmata insieme agli altri vescovi della Liguria in vista delle prossime elezioni regionali, e diffusa oggi dall'ufficio stampa della Conferenza episcopale italiana. Ma cosa c’entra l’aborto con le elezioni amministrative per il rinnovo di comuni, province e regioni? Niente, perché è materia di competenza nazionale.E', evidentemente, un semplice intervento " a gamba tesa". Ma di quali valori parla Sua Eminenza? Certamente di quelli che celebrano la sacralità del matrimonio ( l'uomo non separi ciò che Dio ha unito), quelli che vietano ed aborriscono la pedofilia, quelli, ancora, che censurano che uomini anziani ( e non) possano accompagnarsi a prostitute d'alto bordo ( escort) o che i politici possano utilizzare dimore di stato trasformandole in bordelli di lusso. Certo a questi valori alludeva l'alto prelato che si è pure dimenticato di ribadire che la corruzione è male che mina la società civile ed i corrotti ed i corruttori peccano contro Dio oltre che contro i propri simili.
P.S. Posto che il Card. Bagnasco non è persona da improvvisare discorsi e/o dichiarazioni tali da richiedere precisazioni, è lecito configurarsi un intervento volto a condizionare esclusivamente il voto, atteso che la precisazione non troverà la stessa eco delle dichiarazioni?
A voi le considerazioni e le conclusioni.

sabato 13 marzo 2010

Appello per un voto utile.

Cresce l'agone della lotta politica in vista delle prossime consultazioni amministrative regionali e provinciali.
Ma, avete fatto caso, quanto sia sceso in basso il livello, anche culturale,dei candidati?
Una volta, conditio sine qua non, era considerata il posssesso di una discreta arte oratoria od almeno la capacità di poter resistere agli attacchi verbali - e non solo- degli avversari politici, oltre che una più che buona cultura di base.
Oggi, per nostra sfortuna, non è più così: anzitutto bisogna essere molto " disinvolti" e capaci, senza arrossire nè vergognarsi, di cambiare, se del caso, repentinamente casacca; avere, anzichè un cuore generoso, uno stomaco di ferro; avere ingenti disponibilità economiche proprie o degli "amici" per i " convivi elettorali"; esser pronti, per il proprio interesse, a rinnegare anche se stessi oltre che gli amici che ti hanno sostenuto; avere la capacità di mentire spudoratamente a chi ti affida le proprie speranze ed i propri sogni.
La cultura e la dialettica? Residuati antidiluviani! L'onestà? Un impedimento e nulla più!
Credete che io abbia esagerato?
Se siete d'accordo, evitiamo, al di là delle ideologie politiche, di votare le persone con le caratteristiche di cui sopra: eviteremo che ci facciano del male e daremo spazio a chi è davvero intenzionato a provare a cambiare questo stato di cose.
Io credo che ognuno di noi sappia ricoscere quelli che nella politica vedono solo un mezzo per un arricchimento personale.
Facciamo in modo che queste persone non facciano danno!

sabato 6 marzo 2010

Decreto di interpretazione autentica.


Eccolo, è nato! Mezz'ora è bastata per cancellare 64 anni di democrazia, per sancire, una volta per tutte, che la legge NON è uguale per tutti.
Il decreto legge interpretativo, composto da 4 punti, rappresenta il culmine della battaglia volta ad affermare che la legge non è quella scritta nei testi ma quella pensata ed adattata alle esigenze del ducetto.
Lo stesso presidente del consiglio, peraltro, lo avava già candidamente ammesso: "Stiamo facendo un decreto legge interpretativo delle norme che attengono alle elezioni regionali in modo che speriamo di poter ritornare a dare il diritto di voto anche ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia"; rimarrebbe da chiarire perché solo per i “loro” elettori possano non valere le regole che valgono per tutti gli altri.
Ed ecco che l'arzigogolo è venuto fuori dalla testa dell'inventivo La Russa : "Non c'è nessuna norma che indichi dove fisicamente si debba entrare per la consegna delle liste elettorali." Bene, un decreto interpretativo potrebbe specificare che, entro quell'ora, basta trovarsi all'interno del palazzo e siccome è provato che a Roma, i presentatori della lista Pdl, erano dentro, voilà il gioco è fatto. Un lampo di genio che apre orizzonti sconosciuti. Per qualunque atto pubblico non sarà più necessario presentare i documenti all'ufficio competente entro i termini di legge, ma dimostrare di essere all'interno dell'edificio, anche al cesso!
In attesa di conoscere le decisioni del Tar che potrebbero, comunque, disattendere questa " interpretazione autentica" mi rimane il dubbio, che spero qualche lettore potrà e vorrà chiarirmi, di come possa il governo farsi autore di un interpretazione autentica di un documento ( legge ordinaria) emanato non già dallo stesso governo, ma dal Parlamento.

lunedì 1 marzo 2010

Elezioni regionali Lazio: lista Pdl esclusa?

Pdl = partito dei limitati, è questo l’acronimo della sigla della maggiore formazione politica italiana che si sta diffondendo in rete in seguito alla pessima prova di sé mostrata in occasione della presentazione delle liste alla regione Lazio sabato scorso. Come non concordare con quanto affermato dal vice presidente della Regione Lazio E. Montino secondo il quale gli esponenti del pdl laziale “pare che non siano in grado nemmeno di rispettare i tempi per la presentazione della propria lista, figurarsi di governare una Regione come il Lazi;, suggerisco ai rappresentanti della lista del Pdl a Roma di allenarsi un po’, fare esperienza nella vita di tutti i giorni cercando di rispettare le regole, a partire dagli orari, e di fare, la prossima volta, una figura migliore“. Lo stesso Ministro Rotondi ha sbottato: “Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia”. Qualcuno, la stessa Polverini, ha cercato di minimizzare parlando di errore formale e di “burocrazia che rischia di uccidere la democrazia” ; sarebbe il caso, però che qualcuno ricordasse che, in materia elettorale, i termini di presentazione delle liste non sono puramente indicativi, ma perentori ed ordinativi e che le regole dell’esercizio della democrazia, a maggior ragione in materia elettiva, sono esse stesse sostanza e non forma. Ma cosa è accaduto sabato al Tribunale di Roma? La consegna delle liste elettorali del Pdl del Lazio doveva essere effettuata da Alfredo Milioni, ex forzista, attuale presidente di un Municipio romano, nonché delegato delle liste del Pdl e Giorgio Polesi, ex An, tassativamente entro le dodici. Questi, pare, siano arrivati al Tribunale prima ma siano poi usciti una prima volta perché mancavano i lucidi dei simboli per poi rientrare in Tribunale, senza presentare alcunché, e riuscirne, non si è capito bene per fare cosa ( un panino imbottito od un improvvisa esigenza corporale!). I rumors parlano di cancellazioni e riscritture di candidati all’ultimo momento e lotte fratricide tra berluscones e finiani. Cosa sia realmente accaduto è ancora incerto. Unico dato certo è che a mezzogiorno la consegna non è stata effettuata e il banco è saltato. La lista del Popolo della Libertà a Roma e in tutta la provincia non ci sarà. Il primo ricorso rivolto al tribunale di Roma non è stato accolto, il secondo è stato avanzato all’Ufficio elettorale del Tar Lazio, tra 2 giorni sapremo come andrà a finire. A prescindere da quale risvolto avrà tutta la vicenda, se, cioè, le responsabilità di quanto accaduto siano imputabili solo all'inadeguatezza di alcuni responsabili del partito che hanno lasciato in mano a due sprovveduti la consegna di tutte le scartoffie per la presentazione delle liste, rimane il fatto incontrovertibile che la lista non è stata tecnicamente presentata. Gli appelli a Napolitano, che oggi ha sapere quello che tutti già sapevano fuorché i suoi questuanti, non fanno che amplificare la brutta figura e radicare sempre più la convinzione che queste persone credono che il potere sia sempre e comunque al di sopra della legge ( Il Presidente della Repubblica che avrebbe dovuto riammettere una lista presentata in violazione di legge!!). Concludo, ricordando che, fortunatamente per la democrazia, non è in pericolo la candidatura di R. Polverini in virtù dell’appoggio di varie liste civiche: il pianto greco di queste persone è legato solo ed esclusivamente alla perdita di poltrone che, in caso di vittoria della Polverini, sarebbero appannaggio proprio dei candidati di queste liste civiche. Alla fine, anche a destra, non tutti piangono!

mercoledì 14 ottobre 2009

Se Atene piange, Sparta non ride.




Tratto dal sito www.casertace.it


Caro direttore,

se “Parlare è da stupidi, tacere è da codardi, ascoltare è da saggi”, spero che la tua saggezza sia tale da concedere un po’ di spazio alla mia stupidità.
Ho pensato molto prima di scriverti, ma poi, come vedi, non sono riuscito a farne a meno.
Negli ultimi tempi, si parla molto di libertà di stampa, troppo poco dell’utilizzo della stampa da parte di editori e giornalisti compiacenti e senza scrupoli.
Lo dico con l’amarezza di chi nutre un profondo rispetto per l’ordine professionale al quale appartiene.
Nessuno di noi è un santo, tutti abbiamo amici, un orientamento politico, idee più o meno giuste, comunque opinabili, ma quello che sta succedendo su alcuni giornalacci, soprattutto casertani, a proposito del dibattito apertosi all’interno del PdL sulla candidatura alla presidenza della Regione, ha dell’incredibile.
Ogni giorno, leggo articoli (che definisco tali solo perché sono un signore) in cui si continua a sostenere (in maniera ormai plateale) la candidatura di Nicola Cosentino. Continuare ad affermare che la base sta con Cosentino, che il ceto politico sta con Cosentino, che lui è l’uomo dei successi elettorali in Campania equivale a dire “Candidate Nicola perché lui è bello e buono”.
Ti premetto che sono un elettore del centrodestra, ma questo non mi fa dimenticare la realtà nella quale vivo.
Non so tu, ma io non ho mai, e dico mai, incontrato qualcuno che si dicesse entusiasta dell’opzione Cosentino. Per carità, devo essere onesto, io lo voterei, turandomi il naso e a anche chiudendo gli occhi, per una serie di circostanze fortuite e più o meno fortunate che mi vincolano al PdL. Ma chi non ha i miei stessi vincoli, chi è indeciso, chi vuole esprimere un voto di opinione, potrà mai votare Nicola Cosentino? Un personaggio, la cui impresa elettorale più significativa, perché di impresa si tratta, visto che nessun altro ci sarebbe riuscito, è stato quella di perdere la provincia di Caserta, dopo Ventre?
Inoltre, mi vorrei soffermare sul cosiddetto ceto politico che sostiene Cosentino: ricordo male o si tratta di deputati nominati, arrivati a Roma senza passare per il voto popolare, che molto spesso non hanno nessun legame con il territorio o che addirittura non l’hanno mai avuto?.
Certo, tutta questa agitazione attorno al coordinatore regionale mi fa sospettare due cose: la prima, è che questa candidatura è diventata, perdonami la forzatura, una questione di vita o di morte; la seconda, è che non è affatto scontata, visto il suo evidente nervosismo.
E se potrebbe anche aver ragione chi sostiene che, in Campania, il PdL vincerebbe candidando chiunque, io spero (e sono in buona e folta compagnia) che questo chiunque non si chiami Nicola Cosentino.

Con la stima di sempre
Lettera firmata


Per non dimenticarli!

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Scorri sotto ( senza cliccare qui!) le valutazioni del sito sammaritano a cura della Presidenza del Consiglio.

Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)