sabato 12 aprile 2014

Detrazioni familiari e jobs act: riflessioni e considerazioni.

Carla Ruocco, deputata grillina ,sostiene, dalle pagine del blog di Grillo, che il jobs act, con una mano, toglierebbe alle mogli a carico 65 degli 80 euro in più al mese che il governo intenderebbe dare con l’altra mano. Sotto accusa è la lettera c  dell’art. 5, che recita: “ introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico”. In questo testo la deputata sostiene di leggervi una cancellazione della detrazione a favore del coniuge a carico.A questo punto e letto quanto sopra una considerazione si impone : o si è in malafade o non si sa di cosa si parla. Per leggere “armonizzazione” come se fosse “abolizione” ci vuole una fervida fantasia, se non una vera e propria malafede. 
Ma cos'è , quando interviene e chi riguarda il tax credit, almeno sulla falsariga di quanto avviene negli Stati Uniti? E' semplicemente  un credito d’imposta cioè in una somma che viene corrisposta alla donna che decide o, meglio, può diventare lavoratrice ; attualmente la casalinga che si mette a lavorare perde il diritto alla detrazione che, nel caso della tax credit, continuerebbe a percepire.Ciò dovrebbe, a parere del legislatore, incentivare il lavoro femminile, frenato, beninteso quando si parla di redditi molto bassi, dalla prospettiva di perdere la detrazione. Questo è o, almeno si spera, dovrebbe essere, almeno stando a quello che si legge nel job act. Ovviamente, anche le donne che decidano o siano costrette   a continuare a non lavorare percepirebbero le detrazioni: sostenere il contrario è, allo stato dell'arte, dichiarare il FALSO.
Va da sè che nel deprecabile caso la deputata avesse ragione, il governo avrebbe commesso più che un'asineria una vera e propria PORCHERIA ai danni del ceto più debole : sarebbe come voler sostenere che per aiutare i miopi a veder meglio aumentassimo il prezzo degli occhiali!! 
Tornando a noi,  il tax credit non intende cancellare la detrazione, ma completarla, evitando alle donne sposate la beffa di perdere quei 65 euro al mese solo perché hanno deciso di lavorare e di guadagnarsi un proprio reddito. Pertanto, il tax credit, lungi dall’eliminare la detrazione, la vuole, al contrario, confermare; ed è per questo che si deve “armonizzare” con essa.
Come andrà a finire? Vedremo. Io sono pronto ad ammettere di essermi sbagliato e, conseguentemente, ripudiare chi abbia l'ardire di colpire i soggetti più deboli ed indifesi se l'on. Ruocco avesse ragione, Lei ed i grillini sono disposti ad ammettere di aver abbaiato alla luna? 

giovedì 13 dicembre 2012

Grillo e la democrazia : il ducetto del web

Strano concetto di democrazia quello sbandierato, anzi urlato senza interlocutori, da Beppe Grillo dominus incontrastato del M5S.  Mentre in un qualunque altro partito o formazione politica, ognuno può farsi benvolere da più o meno persone che più o meno possono contare nell'adottare le decisioni che contano , nel Movimento 5 Stelle l'unico che conta è Beppe Grillo. A dispetto del cosiddetto "non statuto", dove c'è scritto che "uno vale uno", si è visto chiaramente che gli attivisti sono tutti uguali, ma ce n'è uno che è più uguale degli altri. Si chiama Beppe Grillo ed è il proprietario del marchio. Che quindi può cacciare chi vuole. Perchè in questo movimento così "democratico", si usa un linguaggio commerciale: il marchio è mio e quindi tu lo puoi usare in franchising, finchè io non decido di togliertelo. Il tutto ovviamente senza preavviso nè altro. 
E' un potere monocratico ed assoluto, oltre che discrezionale... insomma, un potere tirannico. Grillo autentico campione di esempio antitetico alla democrazia.
Basta osservare anche soltanto i commenti sul blog di Grillo:  c'è maggiore rilevanza per i commenti di sostegno su quelli, pur numerosi, di critica e condanna. Ciò fa capire come anche il web ( oltre alla Tv ed ai giornali) sia manipolabile, volendo. Un grillino, sul blog,  ha avuto l'ardire di chiedere:  "Come si fa ad espellere Grillo?".La risposta sarebbe ( perchè non è arrivata) : non si può! Se tutti i grillini fossero contro Grillo e ne volessero l'espulsione, non potrebbero comunque cacciarlo. E' questa la differenza tra democrazia e dittatura: in democrazia non esiste l'intoccabile, colui che è "legibus solutus" (sciolto, libero dalle leggi, in latino). Chiunque assume una carica, può esserne sbalzato via, a certe condizioni. Anche all'interno degli stessi partiti,con l'eccezione del Pdl e della defunta Forza Italia oltre che dei partiti personali, il segretario può essere sostituito;ma non all'interno del Movimento 5 Stelle.
 Ciò è abbastanza grave per un movimento cha fa della democrazia diretta la sua bandiera. Ma c'è di più e peggio: il populismo ed il " pecoronismo"  ( passatemi il termine) che pervadono e condizionano  gli attivisti 5 Stelle che appoggiano incondizionatamente le decisioni del loro leader mi fanno seriamente paura e mi preoccupano non poco. Insomma, come il fascismo aveva i suoi fascisti, come il berlusconismo ha avuto i suoi berluscones, Grillo ha i suoi grillini. Tutti caratterizzati dallo stesso comportamento: una difesa a spada tratta delle parole del loro capo, indipendentemente da quanto siano aderenti alla realtà; una approvazione incondizionata a qualsiasi scelta arrivi... insomma, un comportamento da servi senza catene: Il capo è il capo ed ha sempre ragione" ( Il Berlusconi di questi giorni docet). Ed allora, viene da chiedersi come ed in che modo potranno differenziarsi da coloro i quali si sono distinti per aver rovinato questo paese? Basta proclamarsi rottamatore per essere considerato migliore di quello che si vuole rottamare, specie se quel che si fa è anche peggio?
Il dna democratico di una qualsiasi formazione politica ne qualifica l’origine e ne determina, nel bene o nel male, l’avvenire.Proprio coloro che vorrebbero una classe dirigente meno corrotta dovrebbero, a maggiore ragione, porsi da subito regole certe di un funzionamento trasparente e democratico. 
A maggiore ragione quando un movimento, come quello di Grillo, raccoglie pulsioni, idee, emozioni e riflessioni politiche disomogenee proprio perché provenienti da esperienze e esistenze profondamente diverse, unite, per il momento, dal solo e comprensibile sentimento di fare pulizia di tutto.

giovedì 5 aprile 2012

Lega ladrona.


Umberto Bossi ha rassegnato le dimissioni irrevocabili da segretario della Lega Nord...... salvo poi essere nominato presidente del movimento leghista! «Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti», avrebbe detto il Senatur durante il consiglio federale.
Dalla cassaforte di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega indagato per truffa, appropriazione indebita e riciclaggio, spuntano una serie di documenti, alcune fatture e soprattutto una cartella denominata «Family». «è materiale utile ai fini investigativi» sottolineano gli inquirenti napoletani che questa mattina hanno esaminato il materiale sequestrato. E ci sarebbe anche Roberto Calderoli tra i destinatari dei fondi sottratti dalle casse della Lega, utilizzati per i bisogni della famiglia Bossi. In una telefonata la responsabile amministrativa della Lega, Nadia Dagrada tranquillizza al telefono Belsito riguardo a somme di denaro consegnate a Calderoli. «Come giustifico i soldi di Calderoli?», domanda Belsito. «Quello non è un grosso problema - risponde Dagrada - nell'arco di un anno, non è un problema». Secondo gli investigatori dalle casse della Lega sono stati sottratti i soldi per pagare 3 lauree, i soldi per il diploma di Renzo Bossi, auto affittate da Riccardo Bossi tra cui una Porsche, le somme per pagare i decreti ingiuntivi di pagamento di Riccardo Bossi, le fatture per l'avvocato di Riccardo Bossi.
Tra le «elargizioni e spartizioni che avvengono all’interno del partito ed in particolar modo per la famiglia Bossi», gli investigatori riportano negli atti dell’inchiesta milanese anche «un mutuo da un milione e mezzo di euro fatto con la Pontidafin (Pontida finsrl, società finanziaria della Lega Nord con sede in via Bellerio) per la scuola Bosina» della moglie del leader. E poi si parla anche di «200-300 mila euro dati ogni anno al Sinpa (Sindacato Padano della RosyMauro) e dei bilanci truccati al Sinpa».
In particolare ci sarebbe documentazione contabile che attesterebbe la distrazione di alcune somme destinate alle spese dei familiari del leader della Lega, Umberto Bossi. Tra i documenti sequestrati ieri a Roma nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito vi è un carnet di assegni che reca la scritta «Umberto Bossi». Il carnet, che è relativo al conto corrente della banca sul quale vengono versati i contributi per il Carroccio, è ora all'esame dei pm di Napoli e di Milano. L'inchiesta napoletana è coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e affidata ai pm Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. A Milano nel frattempo viene interrogato Paolo Scala, consulente della Lega e anche lui indagato con l'accusa di appropriazione indebita. Scala era già stato sentito ieri, ma il colloquio con i pm titolari dell'inchiesta era stato interrotto per un lieve malore del consulente.
In un'altra intercettazione, dello scorso 8 febbraio, Nadia Degrada, responsabile amministrativo della sede di via Bellario dice: «Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni... altro che Cosentino, poi, ragazzo!».
Dagli atti nell'inchiesta sui conti della Lega Nord spunta un riferimento a tangenti che sarebbero state pagate da Fincantieri. Francesco Belsito, l'ex tesoriere, era anche nel consiglio di amministrazione della società. In una intercettazione telefonica, Stefano Bonet (uno degli indagati) parla di una «denuncia contro Belsito per le tangenti prese da Fincantieri»

giovedì 12 gennaio 2012

Cosentino salvato dal Parlamento: VERGOGNA!!!

La casta salva se stessa. Secondo Berlusconi, plurindagato e plurisalvato da leggi e provvedimenti ad personam, nessuno dovrebbe essere arrestato prima di essere condannato in primo grado.Nell'unico paese al mondo dove si può essere arrestati senza aver commesso alcunché ( immigrazione clandestina), la casta, guidata da Berlusconi, non ha esitato a fare carte false, finanche quella di minacciare di sfiduciare il governo Monti che il Pdl sostiene alla faccia dei suoi creduloni elettori, pur di salvare Cosentino.
La Camera formalmente, è bene ricordarlo, ha votato a favore di una presunta sussistenza del cd. " fumus persecutionis" che letteralmente significa indizio di persecuzione: in altre parole 309 parlamentari italiani hanno ritenuto che la Procura Napoletana abbia architettato tutto quanto al solo fine di perseguitare l'onorevole Cosentino!!! Vergognatevi! E si vergognino pure quegli elettori che li hanno votati!
Ma chi è l'On. Cosentino? È parente acquisito di diversi camorristi: suo fratello Mario è infatti sposato con Mirella Russo, sorella del boss dei casalesi Giuseppe Russo "Peppe O' Padrino", che sta scontando un ergastolo per omicidio e associazione mafiosa; un altro fratello è sposato con la figlia del boss Costantino Diana, poi deceduto. Nel settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici attraverso la società per lo smaltimento dei rifiuti Eco4, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, un imprenditore reo confesso di aver smaltito abusivamente rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari. A fine 2009 un pentito di Camorra Luigi Guida, detto O'ndrink, rilascia dichiarazioni ai magistrati in merito alla gestione della società Eco4. Guida rivela lo stretto rapporto e la corresponsabilità nello smaltimento abusivo di rifiuti tra Cosentino e i fratelli Sergio e Michele Orsi, collusi con la Camorra (il primo fu arrestato per associazione a delinquere, il secondo fu assassinato nel 2008 per aver denunciato dei camorristi).
Il 28 gennaio 2010 la Corte di Cassazione confermò le misure cautelari a carico di Cosentino.
Il 22 settembre 2010 la Camera dei Deputati ha negato, con scrutinio segreto, l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche di Cosentino, richiesta dai pm di Napoli (308 no contro 285 sì). Il nome di Nicola Cosentino è comparso in un'inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla camorra. Il tribunale emette una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, oggi respinta dalla Camera. Il giudice delle indagini preliminari Egle Pilla lo definisce «il referente nazionale» delle cosche casalesi.
Nicola Cosentino, detto Nick 'o merican, dunque non sarà arrestato. La Camera dei Deputati, tra i quali anche gli on. Papa e Milanese, ha votato no alla richiesta di arresto del coordinatore Pdl della Campania avanzata dalla Dda. Cosentino, ex sottosegretario all’Economia, è accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie, aggravati dal favoreggiamento nei confronti della camorra. Quando ci si illude di essersi finalmente lasciati alle spalle gli inciuci di Palazzo, la partitocrazia e gli ignobili giochetti della casta tipici del berlusconismo, ecco arrivare la dolorosa doccia fredda che ci riporta alla triste realtà dei fatti: in questa Italietta di voltagabbana, la teoria di gattopardiana memoria del ‘cambia tutto per non cambiare niente’, non passerà mai e poi mai di moda. Ed ecco che la Lega, a sorpresa, dopo aver passato gli ultimi mesi a inveire contro Roma ladrona straparlando di recessione, oggi ha salvato per la quarta volta Nicola Cosentino, accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie e, dulcis in fundo, di favoreggiamento nei confronti della camorra. Mi chiedo con che coraggio gli esponenti della Lega riusciranno a guardare in faccia i loro elettori mentre spiegano le motivazioni che li hanno spinti a salvare ancora una volta un presunto favoreggiatore della mafia.
Domattina presto correrò in edicola a comperare 2 giornali, Libero ed Il giornale. Scommettiamo che la notizia di questo voto che sancisce la fine della democrazia e la vittoria del malaffare sarà riportata in un trafiletto o, al massimo, di spalla?

venerdì 10 settembre 2010

Cos'è la vergogna?

Vergognarsi di ciò che si è fatto vuol dire staccarsi da quelle azioni che il proprio io rifugge e classifica come immorali; significa recuperare se stessi, quella parte nobile che si era alienata per comprendere ciò che nella ragione umana non trovava giustificazione. La mancanza dell'emozione della vergogna in certi uomini appare come un sortilegio magico che priva della possibilità di riconoscere la realtà, di giudicarla, di realizzare con obiettività critica propria.
Provare vergogna presuppone la libertà di agire secondo i propri desideri o ideali; anche se l'azione, nell'atto stesso di metterla in pratica, si rivelasse uno sbaglio, questa è posta e determinata dallo stesso individuo che ha deciso liberamente di attuare la capacità di rendere concreta l'occasione di ritrovare l'autenticità di sé, mutando il peccato in un espediente dove il riconoscimento della propria colpa non si esaurisce nel pentimento, ma trova la sua espiazione nella conquista di se stessi.
La vergogna sorge per la trasgressione di regole comportamentali sociali , essa è il segnale della rottura di regole di condotta personali. La vergogna può essere espressa anche come l'emozione che accompagna l’auto-valutazione di un fallimento personale in conseguenza del mancato rispetto delle regole, scopi o modelli di comportamento condivisi con altre persone di una comunità o società. Il suo esistere, nascendo da una consapevolezza di aver commesso un errore o un atteggiamento di cui vergognarsi, sospinge la persona ad evitarlo in esperienze successive.
Ma alcuni politicanti sammaritani sanno cos'è la vergogna?
Dopo l'indecoroso ed inverecondo spettacolo di sè che stanno dando, accetteranno mai di vergognarsi?
Ed allora aiutiamoli: vergogniamoci noi per loro, vergogniamoci di aver loro consentito di rappresentarci, vergogniamoci di aver loro consentito di sedere su scranni che stanno disonorando.

venerdì 3 settembre 2010

S. Maria C. V. e la politica dei voltagabbana.

Voltagabbana è chi con molta leggerezza cambia facilmente opinione per il proprio interesse personale.
La caratteristica principale dei voltagabbana è quella di scegliere come direzione quella del vento. Il 99 per cento dei voltagabbana scelgono il potere. Nei momenti dei grandi cambiamenti la transumanza dei voltagabbana è visibile a occhio nudo ed è particolarmente fastidiosa: ad alcune persone particolarmente sensibili può far dare di stomaco! 
Dice il Nuovo Zingarelli che voltagabbana è "chi, per utilità personale, muta facilmente opinione e partito". Cesare Romiti una volta ebbe a dire che, se è vero che tutti hanno diritto di cambiare idea e collocazione, è anche vero che tutti dovrebbero sentire il dovere di restituire la dote, soprattutto i politici ai quali la coscienza dovrebbe suggerire di dimettersi quando passano dall'altra parte, visto che professando certe convinzioni, e non il loro contrario, sono stati eletti.  I voltagabbana esistono e io credo che sia giusto usare questa parola nei confronti di chi troppo disinvoltamente gira tra una formazione politica e l'altra, piroettando come niente fosse e pretendendo l'immunità dalle critiche. L'importante è stabilire alcune regole.
Cambiare idea vuol dire essere voltagabbana? Certamente no. Cambiare idea è sempre legittimo, talvolta giusto, raramente (ma può capitare), obbligatorio. Voltare gabbana non vuol dire cambiare idea. Anzi, un voltagabbana non cambia idea, cambia posizione. Allora chi è voltagabbana? Per poter dire che qualcuno è un voltagabbana - a mio giudizio - devono concorrere molte condizioni. Eccovi un utile strumento per tracciare l'identikit del voltagabbana:
Il voltagabbana dice con molta convinzione di non aver cambiato nulla ("ho sempre scritto queste cose"). Il cambiamento del voltagabbana è repentino ("ma è un travaglio che parte da lontano"). Il voltagabbana rifiuta di dare spiegazioni ("sono cose intime che riguardano solo me"). Il voltagabbana nega il proprio passato("altre scelte hanno rappresentato una parentesi politica di riflessione"), lo ricostruisce con un personale lifting della memoria ("mai dette queste cose") e spara ad alzo zero sui vecchi compagni colpevoli di essere rimasti coerenti ("sono loro i veri voltagabbana ").
Talvolta capita di vedere estremisti che, folgorati come Paolo sulla via di Damasco, cambiano estremismo, si adontano delle critiche, insultano chi non cambia come loro, si comportano con lo stesso fanatismo di prima cambiando solo l'oggetto delle loro ingiurie, si rifiutano di spiegare il loro percorso e, naturalmente, ottengono la conservazione delle loro postazioni privilegiate; ecco, quando si verificano tutte queste condizioni potete star certi di trovarvi di fronte ad un autentico voltagabbana di razza.
Trovate che abbondino i voltagabbana tra i politici ( lo so, ho usato una parola grossa, avrei dovuto dire politicanti) Sammaritani?

lunedì 23 agosto 2010

Il partito dei voltagabbana


Che strano paese è questo nel quale un politico può, a mandato elettorale in corso, decidere di cambiare casacca senza alcun riguardo per coloro che lo avevano scelto,designandolo quale loro rappresentante.
E poco importa se questo mercato delle vacche si conclude con il passaggio ad altra formazione contigua, alleata o comunque non fiera avversaria, quanto il più delle volte questi spergiuri decidono di schierarsi tra coloro che fino a poco prima avevano inveteratamente accusato di ogni genere di nefandezze.
L'infimo livello raggiunto dai nostri politici ha fatto sì che si pensasse ad una qualche legge che vietasse esplicitamente i cd " ribaltoni" impedendo di fatto il passaggio ad altre formazioni politiche nel corso del mandato elettorale!
E' come fare apposta, che so io, una legge che obblighi i carabinieri a non diventare delinquenti!
Un caso su tutti è quello dell'Assessore regionale Sommese, presente sia nell'amministrazione Bassolino che in quella Caldoro; ed allora una domanda si impone: se ci pone come alternativi al governo al quale si subentra, come si può tollerare che un esponente di quella compagine, tanto aspramente criticata in campagna elettorale, diventi improvvisamente proficuo al punto di non poterne dare a meno?
Capisco il gioco delle alleanze, ma non c'erano tra l'Udc, nelle quali file è trasmigrato dal PD il buon Sommese, persone in grado di coprire la poltrone di Assessore regionale?
Allora, deduco, un politico viene valutato non per quello che effettivamente è e per quello che ha o non ha fatto ma in base a quale schieramento appartenga, avendo riguardo non al colore od alle ideologie politiche ma al solo fatto che si tratta di uno schieramento che governa o che sta all'opposizione.
In altre parole vi sono politici che, per loro indole, debbono necessariamente stare con i più forti ed avere il potere per poter perpetuare la loro permanenza sui seggi che contano: il potere utilizzato, cioè, solo ed esclusivamente per alimentare se stesso.
E noi cittadini? Noi stiamo a guardare, beandoci nelle soap-opere che il padrone del vapore ci propina senza risparmia, facendoci credere che tutto va bene e che i soli problemi del paese sono i suoi personali con una masnada di talebani e comunisti che non lo hanno riconosciuto quale "unto" del signore.
Noi cittadini siamo anche capaci di votare più e più volte la stessa persona, anche se questa si presenta ogni volta in un partito diverso; ed allora a cosa vale avere e credere in ideali che prescindono dalle persone, se, tanto, vincono sempre loro?
A che serve dire che l'italiano è un popolo maturo e civile quando bastano due cene o qualche moneta da 50 euro per raggranellare una montagna di voti? Ricordate l'On. Vito, mister 100.000 preferenze? Perché era cosi popolare? Per quale iniziativa si è distinto?
O tempora, o mores, avrebbe detto Cicerone!

lunedì 24 maggio 2010

AAA Cercasi candidato .

Allorchè  esplodono degli scandali e si avviano delle inchieste nei mesi precedenti al voto, di qualsiasi voto si tratti, taluni amano urlare contro la giustizia a orologeria. C’è quindi da immaginare che gli stessi malfidati esperti in dietrologia saranno molto preoccupati dal fatto che nella nostra Città, in modo direttamente proporzionale al calo di gradimento di cui soffre l'attuale Amministrazione, si stia mettendo  mano a nuovi concorsi ed altri ancora stiano in cantiere in seguito alla ridefinizione della pianta organica dei dipendenti del Comune  ed alla conseguente pianificazione delle assunzioni e dei passaggi di categoria.
Taluni, particolarmente maligni, sussurrano di impegni da onorare e di necessità di farlo in tempi rapidissimi.
Verità, illazioni o solo cattiverie? Il tempo, sempre galantuomo, ce lo dirà con esattezza.
Io, invece, credo che si tratti solo di banalissime coincidenze il cui incastro effettivamente potrebbe rendere l'idea di un precipitare di eventi che rendono talune decisioni improcastinabili.
Voi che ne dite?

venerdì 14 maggio 2010

Siamo alla frutta?

"Abbiamo sbagliato a fidarci di Giudicianni". Con queste parole il leader dell'opposizione alla Provincia di Caserta Giuseppe Stellato ha preso le distanze dall'attuale primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere da pochi giorni "indipendente ma vicino al centrosinistra". Lo stesso Giudicianni, confondendo la politica con il mercato della frutta, ha lanciato messaggi subliminali all'Udc. "Allargheremo la maggioranza fino all'Udc": queste le parole del sindaco rilasciate alla stampa locale. Sono bastate poche ore per ricevere una smentita perentoria. L'ennesima contro 'esternazioni atipiche' di Giudicianni. A formularla è stato tale Massimo Di Rienzo che, per chi non lo sapesse, "ha in affidamento la gestione politica del partito cittadino - Udc - di Santa Maria Capua Vetere" (si legge nella nota diramata in mattinata). Dopo la presentazione di routine ed un estenuante 'bla bla bla' circa le proprie capacità (?), anche Di Rienzo riesce a dire qualcosa di interessante: "Il tentativo di dare un apporto possibile alla risoluzione dei tanti disagi, che i cittadini sammaritani affrontano quotidianamente, era basato su condizioni ben precise, che, per non dare adito ad interpretazioni personali, erano state apposte su un documento, peraltro firmato dal sindaco, il quale, successivamente, ne disattendeva ogni punto". Ma soprattutto, continua Di Rienzo: "Fondamentalmente le condizioni erano che l’Amministrazione fosse considerata civica e non politica e che vi fosse l’azzeramento della giunta, oltre all’indicazione delle linee programmatiche per un rilancio della città. Apprendendo dalla stampa che il sindaco abbia indicato che l’attuale amministrazione di centro-sinistra sia allargata all’Udc, mi corre l’obbligo, per rispetto alla mia serietà, chiedere su quale base poggino queste affermazioni". Due righe, ma fondamentali. Giudicianni lascia il Partito democratico sperando di trovare consensi in quella che dovrebbe essere l'opposizione. Se però il Pdl ha già chiuso le porte in faccia al primo cittadino ma non a Giovanni Campochiaro, l'Udc si pone sulla stessa linea 'ma con estrema riserva'. Di Rienzo (Massimo sia chiaro), prova a fare il duro. Resisterà fino al prossimo compromesso?
Tratto integralmente dal giornale on-line Interno 18

mercoledì 21 aprile 2010

Berlusconi, Fini e la democrazia interna dei partiti.

L'unto del Signore, il Messia del Terzo Millennio ha definito " metastasi" le correnti interne ad un partito politico. A parte il fatto che dovrebbe spiegarci da quale tumore ( egli stesso?) derivino, visto che ha parlato di neoplasie e cioè riformazioni del male originario, le sue affermazioni rendono chiara  la sua personale visione del concetto di democrazia, specie a quella interna ad un organismo, quale il partito politico,che, in base all'art. 49 della Costituzione che anche per questo ha definito obsoleta e sorpassata, dovrebbe concorrere "con metodo democratico" alla determinazione della politica nazionale.
Il presidente Fini ha, né più né meno,sollevato il problema dell'esistenza del diritto al dissenso- vera pietra angolare della moderna democrazia-, bandito invece dall'attuale capo del governo e descritto quale "cancro" in grado di dissolvere il suo incontrastato potere personale.
Ma, qualcuno sa o ricorda, da chi ha ricevuto il Cavaliere l'investitura? In quale congresso? Chi erano gli altri sfidanti? Certo, si potrà dire, chiunque avrebbe sfidato Berlusconi sarebbe stato sconfitto; si, ma il fatto che nessuno l'abbia mai fatto getta una luce "sinistra" od anche " comunista-bulgara" ,se preferite, sulle sue nomine fatte sempre per acclamazione, anzi non fatte affatto!
Questo, però, il Presidente Fini lo sapeva nel momento in cui, accettando una carica istituzionale nella quale, anche a detta degli avversari politici, ha brillato come pochi per la sua moderazione ed imparzialità, ha rinunciato alla carica politica che gli competeva, lasciando campo libero all'arraffatore di stato che ha finito per comprarsi gran parte dei voltagabbana e traditori dei suoi " colonnelli" tra i quali spiccano La Russa ed il già noto Gasparri.
Cosa ci si può aspettare dall'attuale situazione che vede un manipolo di parlamentari, in un sussulto di orgoglio, lottare contro un Partito-persona  del quale fanno parte altri parlamentari dominati, in funzione determinante e coagulante, dal capo in cui si riconoscono?
La formazione di gruppi autonomi, se da un lato potrebbe obbligare il lider maximo nazionale a venire a miti consigli ed a consultarsi anche con la sua maggioranza, potrebbe essere una iattura per il paese perché potrebbe determinare  una sostanziale ingovernabilità.
Ed allora? Ed allora l'unica soluzione, che tutti, opposizione compresa, aborrono, dovrebbero essere le elezioni anticipate, che sono l'unico metodo democratico per capire chi e quanto conta, sempre che Fini non decida in altro modo.
Io, per conto mio, tifo per Fini non fosse altro che per la sua rettitudine e per aver dimostrato,una volta ancora, di avere la schiena dritta a differenza di alcuni pecoroni ex compagni di partito. 
P.S. Mi aspetto una bella campagna di diffamazione e disinformazione a mezzo stampa e televisione  nei confronti di Fini nel caso di rottura tra questi ed il " linfoma" Italiano.



Per non dimenticarli!

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Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)