martedì 26 luglio 2011

Fondamentalismo cristiano in Norvegia.


Cosa può insegnarci quel che è successo in Norvegia? Cosa possiamo fare per evitare che possa ripetersi?
Anzitutto, secondo me, occorre esaminare bene i fatti senza farsi influenzare dalle proprie opinioni personali, rivederli con spirito critico, documentarsi e poi, alla fine, esprimere qualche cauto giudizio.

Il contario, in poche parole, di quello che si sono affretti a fare i giornali di area berlusconiana che maldestramente hanno tentato di attribuirlo subito al terrorismo di matrice musulmana.
Ricordo il titolo sparato da Libero in prima pagina che parlava di buonismo inutile contro l'Islam terrorista.
”E’ proprio questa la logica che va sconfitta: il terrore non si puo’ combattere con il terrore, il pregiudizio non si puo’ combattere con il pregiudizio, l’odio non si puo’ sconfiggere con l’odio": come trovare parole migliori di quelle usate da Vendola per descrivere l'atteggiamento che a tutti i costi dobbiamo evitare?
Il cammino è lungo è difficile: non tutti gli islamici sono terroristi come di cert non lo sono tutti i cristiani o gli esseri umani di qualunque religione!
Fomentare l'odio contro il diverso porta a queste conclusioni : Breivik è il prodotto di campagne d'odio, d'intolleranza, di xenofobia e di razzismo.
Certi pseudo-giornalisti come Feltri che impunemente offende le decine di vittime, incapaci, secondo la sua mente malata, di difendersi adeguatamente o come la Nierenstein,buona solo a rovesciare livore sui palestinesi, che non ha esitato a strumentalizzare anche questo episodio dovrebbero solo vergognarsi!! Vergogna a voi che non esitate a servirvi di giovani vite stroncate!
Le vittime innocenti lo sono sempre, siano che muoino nel crollo di un palazzo, che nei bombardamenti aerei che, infine, per mano di un esaltato terrorista!
Si, terrorista, e non pazzo o almeno non solo! E' possibile che la stessa azione criminale possa essere classificata terrorista o strage di un pazzo se a commetterla è un musulmano piuttosto che un cristiano? Credo proprio di no!

mercoledì 4 agosto 2010

Tangentopoli abruzzese: i soliti noti.

Ancora una volta le intercettazioni fondamentali per le indagini della magistratura: questo si voleva eliminare con la legge fortemente voluta da Alì Berluscones per difendere i suoi 40 ladroni.
"Qui c'è per tutti" avrebbe detto Angeloni ex deputato di Forza Italia ad Ezio Stati ex capo gruppo di Forza Italia e padre dell'assessore regionale Pdl Daniela, anch'essa indagata per corruzione nell'assegnazione dei lavori.
E' incredibile che mentre si indaghi su episodi di corruzione varie, questa classe politica marcia fino all'osso non disdegni di continuare a fare affari e lucrare sulle disgrazie della gente, senza preoccuparsi minimamente di essere scoperti. Stati , che per anni fu tesoriere della Dc abruzzese, fu arrestato negli anni Novanta nell’ambito di alcune inchieste sulla tangentopoli, subito dopo essere stato nominato assessore regionale. Nel Duemila fu capogruppo regionale di Fi, ma si dovette dimettere in seguito al fatto che era passata in giudicato la sentenza di condanna relativa alla precedente vicenda giudiziaria.
Questa vicenda dimostra, una volta di più, che la questione MORALE non può più essere rimandata: o si fa in modo che i corrotti ed i corruttori stiano lontani dalla politica e dalla Pubblica Amministrazione o temo che solo una soluzione cruenta e dolorosa possa riportare questo paese nell'alveo delle nazioni civili.
La difesa di questa cricca da parte dei vertici nazionali del Pdl, già vista e collaudata per le vicende Cosentino, Scajola, Verdini ecc., darà la misura della pervasione di questo sistema di corruzione e malaffare.


mercoledì 2 giugno 2010

Il Giornale : razzista e guerrafondaio.

Pubblico la lettera di Myriam Marino, ebrea come ce ne dovrebbero essere tante, che vede il vergognoso attacco alla flottiglia dei pacifisti per quello che è: un atto di terrorismo di stato!

"E' con profondo disgusto e enorme indignazione che ho letto l'articolo della Nirestein sul “Giornale” un quotidiano che non si vergogna di titolare la prima pagina così: “Israele ha fatto bene a sparare”, titolo che configura di per se apologia di reato. Ma la Nirestein rincara: ci sarebbero organizzazioni filo- Hamas coinvolte nell'assalto e l'associazione turca è amica degli jihadisti. Rovesciamento della verità, bugie, sono tutti strumenti usati dalla Nirestein in modo eccellente nella sua fervente propaganda per una causa persa. Gli argomenti sono quelli del ladro incallito che accusa gli altri di rubare. Secondo lei a Jenin non fu fatta strage, il piccolo Mohamed Al Dura si sarebbe assassinato da solo e i pacifisti turchi avrebbero provocato le teste di cuoio che hanno fatto l'arrembaggio piratesco in acque internazionali. Arriva a chiedersi “Cosa trasportavano veramente quelle navi?” Lo sanno tutti benissimo cosa trasportavano: giocattoli, cemento, viveri, e tutto ciò che Israele in spregio alla legalità internazionale vieta di far entrare a Gaza con un assedio inumano che non può più essere tollerato. I civili per lei sono “guerrieri di
prima fila” e perciò è giusto ucciderli. La serie di vomitevoli stupidaggini che elenca l'articolo è tale da richiedere un rotolo di scottex, mi soffermerò su alcune perle: siccome la striscia di Gaza è dominata da Hamas che a suo dire perseguita i cristiani, (i quali sono andati via per sfuggire alla vita impossibile sotto occupazione e non ad Hamas) e che condanna a morte tutti gli ebrei (ma pare che non abbia eseguito la condanna visto che gli ebrei ci sono ancora) che usa bambini, edifici allo scopo di combattere l'occidente intero (siamo ancora all'aberrante dottrina dello “scontro di civiltà”) e così abbiamo anche giustificato il crimine di “Piombo fuso” si sa, a Gaza case scuole, ospedali, bambini, non esistono di per se, ma per essere usati da Hamas di modo che Israele li bombardi. Il piccolo particolare che a Gaza c'è un milione e mezzo di persone, la metà bambini e minori, oltre Hamas, non sfiora la mente dell'illuminata articolista. Più avanti troviamo un'altra intuizione illuminata: poiché i pacifisti hanno rifiutato di farsi ispezionare le navi e far recapitare da Israele a destinazione i beni ciò è una prova della loro scarsa vocazione umanitaria. Sicchè secondo lei quei beni sarebbero stati recapitati a destinazione? Ci prende per scemi? Lo scopo della Flottiglia cara Nirestein effettivamente non era solo umanitario, ma anche politico. Si voleva portare solidarietà, non elemosina, visto che Gaza è alla fame per un assedio illegale e non per essere un paese del terzo mondo. Per rafforzare la sua tesi e quella israeliana che a Gaza non c'è crisi umanitaria la “nostra” elenca qualche camion di farina che è stato fatto passare, quale generosità! E per di più anche qualche malato è stato fatto uscire...siamo veramente commossi. Ma come si permette Israele di fare quello che vuole della vita e della libertà di un milione e mezzo di persone? E' questa la vera questione. Come si permette di trattare i profughi di Gaza come prigionieri a carcere duro? Secondo lei c'erano armi da fuoco sulla nave: è vero! Erano le armi dei militi israeliani che sono scesi dall'elicottero sparando come si è visto dai video che hanno fatto il giro del mondo. “I soldati che hanno toccato il ponte hanno affrontato un linciaggio come quello di Ramallah in cui membra umane furono gettate alla folla” sostiene lei e qui siamo veramente al ridicolo. Sotto il tiro delle armi quei facinorosi si sono permessi di difendersi con “foga enorme”. Le membra umane sparse, bruciate, sanguinanti le abbiamo viste a Gaza, le abbiamo viste in Libano, membra di bambini a centinaia fatte a pezzi...Per finire in bellezza, a suo
dire, i veri colpevoli della strage sarebbero gli stessi assassinati e il mondo sbaglia a sostenerli perchè così prepara la prossima guerra, probabilmente si riferisce alla guerra che Israele freme per scatenare contro l'Iran o contro il Libano.
Da tempo sono disgustata dagli articoli della Nirestein fin dagli anni della seconda Intifada, quando occupava la prima pagina di “Shalom” il giornale nazionale ebraico con articoli pieni di ipocrite e velenose menzogne. Come donna e come ebrea non posso accettare e tollerare un simile disprezzo per la verità, per ogni criterio di legalità e di giustizia. Voglio contestualmente esprimere il più profondo dolore per la morte di quegli eroi che hanno dato la vita per la libertà dei nostri fratelli palestinesi, e stringere gli altri pacifisti sequestrati da Israele in un abbraccio di enorme affetto e ammirazione."
Miriam Marino Rete Ebrei contro l'Occupazione (ECO)

venerdì 22 gennaio 2010

Body scanner: quale utilizzo?


L’art. 13 della Costituzione sancisce il fondamentale diritto all’inviolabilità della libertà personale.Non è ammessa nessuna forma di perquisizione personale se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.L’unica disposizione di legge che consente di procedere a perquisizione personale senza provvedimento preventivo dell’autorità giudiziaria al fine di accertare l’eventuale possesso di armi è l’art. 4, L. 152/1975 e solo in presenza di determinate condizioni: ovverosia in casi eccezionali di necessità ed urgenza e solo nei confronti di persone il cui atteggiamento o la cui presenza, in relazione a specifiche e concrete circostanze di luogo e di tempo, non appaiono giustificabili.Possono procedere a tale tipo di perquisizione ufficiale e agenti di polizia giudiziaria, la forza pubblica nel corso di operazioni di polizia e, da ultimo, ex art. 7 bis, D.L. 92/2008, il personale delle Forze armate.Questo il dato normativo. Questi i limiti (molto restrittivi) e le condizioni (molto dettagliate) poste a tutela di una delle più pregnanti libertà garantite nel nostro ordinamento.In linea con tale disposto, oggi la perquisizione in sede di controllo aeroportuale viene effettuata solo su pochi passeggeri e in particolari condizioni (in genere quando il metal detector ha più volte segnalato il rilevamento di oggetti metallici di cui non si trova l’origine).Introdurre i body scanner per sottoporre a controllo a tappeto tutti i passeggeri aeroportuali significa accettare di stravolgere l’attuale assetto legislativo e minare alla radice la salvaguardia della libertà personale dei cittadini.Se, come visto, body scan è sinonimo di perquisizione personale, l’adozione della procedura di controllo in modo indiscriminato su tutti i passeggeri esulerebbe, infatti, dai parametri stabiliti dall’art. 4, L. 152/1975.
Più nessun caso di necessità ed urgenza, o meglio, ipotesi di necessità ed urgenza di fatto prestabilite per legge (l'imbarco aereo sarebbe sempre considerata una situazione di pericolo presunto).Nessun atteggiamento sospetto da parte del soggetto da perquisire, ma mera presenza fisica in aeroporto.Il ribaltamento del principio è totale: se oggi la perquisizione è eccezionale e deve trovare giustificazione in un quadro concreto di sospetto, domani il principio sarà l’opposto, ovvero tutti perquisibili in quanto tutti aprioristicamente sospetti.Si badi, scardinare il sistema in nome e per motivi della sicurezza è evidentemente possibile e potrebbe anche essere giustificato se davvero la sicurezza pubblica fosse oltremodo minacciata, ma un’ampia ed approfondita riflessione sul punto pare imprescindibile.Quel che sconcerta e inquieta è la superficialità con cui vengono affrontati in sede politica e informativa temi così delicati.Chi ancor oggi afferma laconicamente: “Tanto non ho niente da nascondere” commette un grave errore di ingenuità e concede impunemente allo Stato poteri che non gli spettano.In vero, se non nascondo nulla perché qualcuno dovrebbe violare la mia libertà? È una sorta di inversione dell’onere della prova: il cittadino che non ha nulla da nascondere non deve dimostrarlo!Come spesso accade quando entrano in scena nuove tecnologie, il problema non è rappresentato dallo strumento ma dall’utilizzo che se ne vuole fare.Di per sé i body scanner non sono bestie nere da combattere ad ogni costo, anzi, in effetti, la c.d. perquisizione virtuale è indubbiamente meno invasiva rispetto alla perquisizione tradizionale.Sono le condizioni di utilizzo che debbono essere attentamente valutate.Se i body scanner fossero semplicemente un’alternativa alla perquisizione tradizionale, lasciando immutati gli attuali limiti di applicazione legislativa, nulla quaestio. Diverso è capovolgere diritti costituzionalmente protetti al fine di procedere perquisizioni personali generalizzate, il tutto mediante il subdolo utilizzo del termine body scanner per celare il concetto di perquisizione personale, ovvero sbandierando una minore invasività fisica per lasciare ad intendere che si tratti di cosa diversa da una vera e propria perquisizione personale.Se nei sondaggi e nelle interviste ai cittadini la domanda non fosse: “Body scanner: siete d’accordo?”, bensì: “Siete disposti a sottoporvi ad accurata perquisizione personale integrale ad ogni imbarco?”, forse i risultati sarebbero diversi…A fianco della potenziale grave lesione al diritto alla libertà personale, va poi valutato anche il rapporto di proporzionalità tra le misure di controllo che si vogliono introdurre e le ragioni di sicurezza che si intendono salvaguardare sotto il profilo della tutela della riservatezza.Non a caso, a livello europeo il Parlamento è intervenuto con decisione e compattezza a fine 2008 nei confronti di una proposta di regolamento della Commissione volta ad includere tra i metodi di controllo dei passeggeri della UE i body scanner, di fatto rimandandola al mittente.Il Parlamento europeo, infatti, rilevando che il sistema contrasta con il diritto alla riservatezza, alla protezione dei dati personali e con il rispetto della dignità personale, ha chiesto alla Commissione di effettuare una preventiva valutazione di impatto sui diritti fondamentali nonché una valutazione scientifica e medica dei possibili danni sulla salute di tale tecnologia.Ha poi chiesto al Garante europeo per la protezione dei dati, al gruppo di lavoro sui diritti fondamentali e all'Agenzia dei diritti fondamentali un parere in proposito.Sotto tale profilo, l’esame va condotto in relazione ai principi generali di cui agli artt. 3 e 11 del T.U. privacy.I punti salienti sono la garanzia di anonimato e/o possibilità di individuazione dell’interessato solo in caso di necessità, la non eccedenza della misura rispetto alla finalità del trattamento (controllo dei passeggeri)e la conservazione per un tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti (nel caso di specie, di fatto, la non conservazione in assoluto).Il tema della conservazione dei dati, a parere di chi scrive, è certamente il più delicato.Evitare, come accade attualmente negli Stati Uniti, qualsivoglia forma non solo di conservazione, ma anche di memorizzazione o di stampa delle immagini corporee scannerizzate è di fondamentale importanza.Il livello di guardia sul punto va tenuto altissimo considerati i pessimi precedenti vigenti nel nostro ordinamento.Ciò che dovrebbe pertanto essere assolutamente scongiurato è che con la solita legislazione emotiva di urgenza vengano introdotte ulteriori limitazioni alla sfera privata del cittadino (intesa sia come libertà che come dignità e riservatezza), col rischio che rimangano in vigore anche oltre la contingente situazione di eccezionale pericolo per la sicurezza pubblica o che, peggio, col rischio, ben più grave, che fungano da apripista per successive sempre più insidiose misure di controllo pubblico sulla vita dei cittadini. A cura di Monica Alessia Senor.

Per non dimenticarli!

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Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)