mercoledì 13 febbraio 2013

Fitto condannato a 4 anni per corruzione ed altro.

Ma non s'era detto che i corrotti dovessero restare fuori dalla politica? L'ex governatore pugliese Raffaele Fitto ed attuale capolista in Puglia alla Camera per il Pdl ( sarà Partito Dei Ladri?) è colpevole dei reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d'ufficio: lo ha deciso la seconda sezione penale del tribunale che ha condannato l'ex ministro a quattro anni. Secondo i giudici, quindi, Fitto nella campagna elettorale del 2005 ricevette una tangente da 500mila euro da Angelucci in cambio fece assegnare alla Tosinvest l'appalto da 198 milioni di euro per la gestione delle residenze sanitarie assistite.
Avranno, ora, il coraggio di dirgli di fare un passo indietro? Diversamente vorrà dire che al primo posto nella lista avranno messo il loro campione dei ladri!
La notizia è passata completamente sotto silenzio. Bravi! Questa è l'informazione che vogliono?

martedì 28 agosto 2012

Pdl : no al ddl anticorruzione.

Il Pdl per bocca dell'on. Gasparri è venuto allo scoperto ed ha detto  sempre e sfacciatamente no al decreto anti-corruzione di cui si parla da anni e che non giunge mai in porto per la vergognosa ostilità al provvedimento da parte del partito di Berlusconi! C'è da meravigliarsi? Ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da un partito il cui acronimo PDL significa Partito Dei Ladri e che è retto in maniera assolutamente dittatoriale dalla corruzione fatta persona ( Berlusconi)? La classe politica italiana, anche a sinistra per carità, è tra le più corrotte del mondo  e questa è una delle ragioni per le quali viviamo una tragica crisi sociale, economico-finanziaria e politico-istituzionale. Oggi l’On. Gasparri ha tuonato contro l’ipotesi di porre la fiducia sul provvedimento che, alla vigilia delle elezioni, servirebbe a scongiurare “qualche sgradevole ricandidatura” di personaggi in odor di camorre varie. Immediato è venuto l’alt di Gasparri e del PdL ( non tutto, spero e credo) che di anti-corruzione non ne vogliono proprio sentir proprio parlare, preparandosi invece a infarcire le liste a elezione garantita con personaggi che hanno un bisogno assoluto di immunità parlamentare. Posizioni  come queste servono solo a rafforzare personaggi populisti e demagogici come l'altro comico Grillo che rappresentano il segnale certo ed inequivocabile del baratro nel quale stiamo precipitando e dal quale riusciremo a trarci in salvo fra qualche generazione. Persone come Gasparri e Cicchitto tengono in ostaggio il Paese intero, pretendendo di costruirsi Parlamento e leggi a proprio uso e consumo!

mercoledì 9 maggio 2012

Lavitola, Berlusconi e De Gregorio in: "La compravendita della vacche" ( Sottotitolo: "Corrotti e corruttori").

Per sottrarre la commissione Difesa al centrosinistra Silvio Berlusconi nel 2006 «versò un milione di euro al senatore Sergio De Gregorio» e questi passò dall'Idv a Forza Italia. È il 25 aprile scorso, nel carcere di Poggioreale a Napoli parla Valter Lavitola, assistito dall'avvocato Gaetano Balice. Il faccendiere svela i retroscena della «compravendita» dei parlamentari, coinvolge Clemente Mastella e Lamberto Dini nelle trattative con il centrodestra per la caduta del governo Prodi in quella che definisce «Operazione Libertà». Poi si sofferma sui suoi rapporti con uomini della dirigenza di Finmeccanica rivendicando il ruolo di mediatore per i contratti in Centroamerica. E racconta di aver fatto incontrare «il presidente Berlusconi al generale Spaziante», per farlo diventare «numero due della Guardia di Finanza». È l'inizio di quella che lui stesso definisce una «collaborazione» con i pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio che ne hanno chiesto e ottenuto la cattura per le false fatture emesse dal suo quotidiano l' Avanti! e per corruzione internazionale.
 
La prima parte del verbale, pubblicata dal Corsera, riguarda proprio la «migrazione» dei parlamentari:

Lavitola: «Era stata candidata dalla sinistra una senatrice, notoriamente pacifista (Lidia Menapace ndr ), ed era uscito anche sui giornali che gran parte, diciamo così, delle forze armate erano contrarie a questa cosa. Non ricordo se io chiamai De Gregorio o De Gregorio chiamò me, e De Gregorio nel frattempo che, però, è uno intraprendente che mica aspettava me per fare le cose, si era già messo in contatto con alcuni del gruppo di Forza Italia dell'epoca, e precisamente, non perché ora è morto, pace all'anima sua, e quindi non può dirlo, con il senatore Romano Comincioli, se non sbaglio, il quale era uno dei fedelissimi del presidente Berlusconi, e andò a negoziarsi la nomina a presidente della commissione. Io lo chiamai la mattina... e De Gregorio votò con il centrodestra e fu eletto presidente alla commissione Difesa, e in quel caso sicuramente io, ma ritengo anche il senatore Comincioli, gli creammo un link con il presidente Berlusconi, link che poi fu determinante per il suo passaggio a Forza Italia».
Pm: «Ma un link finanziario o un link...».
Lavitola: «No, un link personale, nel senso che io l'ho preso e l'ho portato da Berlusconi...».
Pm: «E quanto gli è costata a Berlusconi questa cosa?».
Lavitola: «Allora in termini economici gli è costato quel contratto che lui aveva con... allora, De Gregorio prima è passato con Forza Italia... e ricordo come se fosse ora che De Gregorio disse a Berlusconi che lui non intendeva entrare in Forza Italia, ma intendeva fare un suo movimento politico soprattutto all'estero; il presidente gli disse: non ti preoccupare, non ci sono problemi; ma non si entrò nei dettagli».
Pm: «E quanto gli è costato a Berlusconi?».
Lavitola: «In termini economici, a De Gregorio il contratto, come dico pure sui giornali, non so... un milione».
«Dini, Pallaro e Mastella»
Dichiara Lavitola: «Questo fu uno dei miei meriti... il senatore Comincioli era l'uomo principale che al Senato si occupava di tentare di avvicinare i parlamentari del centrosinistra per passare con il centrodestra, e io in quel senso svolgevo una funzione di consigliere del senatore Comincioli...». Poi cita gli altri casi: «Tenga presente che gli altri soldi li avrebbero dovuti dare a Dini, a Mastella e a Pallaro, che stiamo parlando, insomma, seppure glieli avesse dati non glieli ha dati per tramite... Sono persone che si sono trovate messe al margine dal centrosinistra nonostante si dica... Berlusconi che è uno che sa tra virgolette vendersi e gli ha garantito l'economia del movimento, ognuno di loro ha fatto un movimento, quando si è fatta la fondazione del Pdl insieme a Fini, ci stavano pure, alla pari, De Gregorio, Caldoro, Dini, insomma, là ci sta la fotografia con tutti questi qua magari con voti più degli altri...». Lavitola ammette anche di aver avuto un ruolo nella costruzione del dossier sulla casa del cognato di Gianfranco Fini a Montecarlo e spiega: «L'obiettivo più che la ricompensa era quello di riuscire a ritagliarmi uno spazio politico all'interno del partito».
L'incontro con Guarguaglini
I magistrati gli chiedono degli affari e Lavitola risponde: «Ho fatto innanzitutto il consulente di Finmeccanica a Panama... Abbiamo stipulato quei contratti noti, quello dei sei elicotteri e quello dei radar e quello del telerilevamento della mappatura del territorio di Panama, e sostanzialmente il mio ruolo si sarebbe esaurito avendo io un contratto di un anno... la mia idea era di mettere assieme cinque o sei contratti di valore intorno ai 100 mila euro...». Il suo sponsor era il dirigente Paolo Pozzessere «ma incontrai pure Guarguaglini una volta e tutti quanti dicevano sì, ma poi non si faceva niente».
Sulla mediazione per far incontrare Berlusconi con il generale Spaziante afferma invece: «Ci incontrammo per parlare della legge e io dissi al presidente Berlusconi: guardi che, a mio avviso, nel momento in cui passa la legge per la nomina interna alla Guardia di Finanza, per la nomina del comandante generale interno alla Guardia di Finanza, Spaziante potrebbe correre per fare il numero due e non il numero uno, in quanto per anzianità lui potrebbe fare il vicecomandante, punto... questo fu la cosa che io dissi a Berlusconi e Berlusconi sinceramente mi rispose e disse: chi se ne frega, tanto...».
«Latitante per Berlusconi»
I pubblici ministeri lo incalzano per sapere a che titolo voleva cinque milioni da Berlusconi e Lavitola risponde: «Io stavo latitante per aver dato dei soldi di Berlusconi a quel giovane genio di Tarantini, punto, dopo che, come si vede dalle intercettazioni, c'è stata una piccola cosa positiva in quel rapporto, credo voi sappiate di che si tratta...».
Pm: «E anche i soldini che si è portato giù».
Lavitola: «No, aspetti, i soldini che mi sono portato via anche lì, voglio dire, ci vorrebbe... Lo abbiamo già spiegato più volte a Bari».
Pm: «Dico perché lei ha ritenuto che Berlusconi potesse essere così...».
Lavitola: «Perché numero uno io lo conosco e molto bene, e quando uno sta nei guai soprattutto a causa sua se lui può lo aiuta, e io le ribadisco che io ero latitante solo per aver aiutato Tarantini e neanche per indurlo a mentire, perché nessuno ci potrà credere mai...».
Poi, riferendosi a una telefonata intercettata la scorsa estate nella quale Berlusconi lo rassicurava afferma: «Nel momento in cui Berlusconi mi dice: io al limite del possibile vi scagiono a tutti quanti... lì mi sono sentito tranquillo perché il mio dubbio era stato quello che Ghedini, per dire la verità, o Letta, si fosse inventato qualche altra cosa per farmi diventare addirittura l'estorsore di Berlusconi». Poi ammette di avere avuto cinquecentomila euro dall'allora premier e sostiene che erano per l' Avanti! «perché avevamo una situazione economica difficile, eravamo un giornale fiancheggiatore di Forza Italia e gli siamo andati a chiedere se ci stava un sostegno economico a fronte di un servizio che gli potevamo fare».
I pm stanno indagando anche sull’uccellino che avrebbe avvertito Lavitola dell’imminente arresto permettendogli di fuggire all’estero. Quando gli chiedono: “A lei chi gliel’ha detto che doveva essere arrestato?” Lavitola replica un po’ confusamente: “Me l’ha detto una ex collega di Libero mi ha telefonato a Panama, verso le undici di sera io stavo a Sofia… tutte le agenzie, io, per la verità, stavo lavorando a un’altra cosa, e prestai poca attenzione a questa cosa… dopo una sett… lei, questa qua mi richiama, non mi ricordo, l’agenzia, a me quasi mi piglia un colpo, e fu poi la sera che io telefonai al presidente Berlusconi, che fu la telefonata registrata e dissi al presidente: che devo fare? lo ero ‘incazzatissimo’ per questa cosa qua, rientro, lui mi disse: vattene in vacanza”.
Mi sa che in vacanza ci siano andati sia le televisioni che i giornali ed anche chi attacca colui che ha avuto l'ardire di contrastare da par suo il nano buffone.
Leggo, in più di qualche post e chiacchiere in libertà,  una sorta di livore nei confronti di chi ha ostacolato Berlusconi: è già iniziata l'era del rimpianto?

martedì 1 febbraio 2011

Il nemico n° 1 dell'Italia: Berlusconi Silvio.

Si potrà tornare a parlare di situazione di normalità nella vita istituzionale solo quando la presenza di Berlusconi e dei suoi fans sarà diventata irrilevante nella politica. Sono stati superati tutti i limiti immaginabili dell’indecenza in una situazione che richiede rispetto e decoro per le regole democratiche e per i principi e istituzioni baluardi dello stato di diritto.
Per il bene dell’Italia Berlusconi se deve andare al più presto, perché: è il peggior capo di governo di 150 anni della storia unitaria nazionale, è entrato in politica unicamente per tutelare gli interessi aziendali di famiglia e risolvere i propri problemi giudiziari.
Di nuovo Berlusconi non ha portato niente, il suo disegno politico è stato seguire la strada del suo maestro Licio Gelli, capo della P2 di cui Berlusconi era tesserato con numero di tessera 1816 e, facendo sue tante idee del piano di Rinascita Democratica, sta attentando ai principi fondanti della Costituzione come: l’autonomia e indipendenza della magistratura, la libertà di manifestazione del pensiero e di stampa, l’uguaglianza di tutti cittadini di fronte alla legge.
Berlusconi ha così trovato il favore: di Cosa Nostra, di quello che rimane della vecchia P2, dello Ior e Vaticano; ha raccolto l’eredità politica lasciata dal latitante Craxi e il sostegno degli anticomunisti, degli estremisti di destra, dei veri liberali che pensavano Berlusconi fosse un liberale.
Con Berlusconi non c’è limite al peggio perchè:
-sta attentando ai principi fondanti dello stato di diritto e della costituzione facendo leggi a proprio uso e consumo;
-è la più significativa ed evidente espressione di un modello culturale degradato e degradante che ha condannato il paese ad un inaccettabile declino culturale: questo modello sub-culturale diseducativo ci mostra che fare i furbi conviene, che conta più l’apparenza che l’essere, che il merito conta sempre di meno, che è inutile essere onesti e trasparenti tanto prima o poi arrivano scudo fiscale e condoni vari;
questo Governo fa quasi esclusivamente leggi a favore dei più potenti, ricchi e corrotti, leggi per curare gli interessi aziendali di Berlusconi, per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi, senza preoccuparsi dei lavoratori precari, dei disoccupati, delle famiglie più povere;
-si sta attuando una sorta di repressione fascista per mettere a tacere qualsiasi voce critica verso l'operato di questo Governo che, incurante del grave disagio sociale riportato da tali voci, alimenta le tensioni e il conflitto sociale;
-questo Governo sta facendo politiche razziste e xenofobe avendo approvato norme definite razziali da Famiglia Cristiana.
La strategia di comunicazione è un aspetto fondamentale per un pubblicista come Silvio Berlusconi, soprattutto nel tentativo di revisionare la storia recente, per mettere oblio sulla sua carriera costernata da tante ombre e macchie come:
l’amnistia per falsa testimonianza sull’iscrizione alla P2; i tanti procedimenti penali a suo carico che lo hanno portato a collezionare 3 prescrizioni e 2 amnistie; le tante leggi ad personam per tutelare i propri interessi aziendali di famiglia; i tanti interventi legislativi per impedire alla giustizia di fare il suo legittimo corso.
Non mancano anche in questa legislatura interventi legislativi a favore delle sue aziende, come: le norme contenute nel decreto Romani sugli spazi pubblicitari televisivi che avvantaggiano Mediaset a discapito di Sky; l’innalzamento al 20% del tetto per l’acquisto di azioni proprie da parte delle società quotate in borsa, subito messa in atto dal cda di Mediaset; l’aumento dal 10 al 20% dell'aliquota IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset; lo spostamento di pubblicità da Rai a Mediaset da parte delle aziende e delle istituzioni controllate dal governo: ministeri, Poste, Eni, Enel, ecc.
La strategia comunicativa di Berlusconi è studiata ad arte per passare da carnefice della democrazia a vittima di presunti complotti, a vittima di calunnie, anche se non hai mai fornito prove convincenti per smentire le accuse rivoltegli, a vittima di un sistema che per lui funziona male e che quindi è necessario cambiare, ma a proprio piacimento. Essa è volta quindi a convincere le persone ignare che c’è necessità di attuare riforme, che in realtà non sono riforme nell’interesse collettivo e di un miglior funzionamento delle istituzioni, ma sono nell’interesse suo personale; infatti, dietro il termine riforme si cela un disegno golpista, eversivo che ha come obiettivi:
-sottomettere la magistratura al potere esecutivo per impedire ai magistrati zelanti di continuare a occuparsi di lui e dei signori della Casta del malaffare, attraverso un disegno piduista che attenta all’autonomia e indipendenza della magistratura;
-impedire ai cittadini di conoscere atti di indagine, come quelle sulla cricca degli amici della Protezione Civile, di conoscere verità scomode a Berlusconi e ai suoi sodali;
-aggirare o rimuovere qualsiasi regola, organo di controllo e/o istituzione democratica che sia di ostacolo al raggiungimento dei suoi interessi personali, quindi occorre imbavagliare la stampa, i liberi giornalisti, ridurre il parlamento a organo di ratifica del potere esecutivo.
Berlusconi non è vittima di alcun complotto, non esistono “toghe rosse” che perseguitano Berlusconi perché se Berlusconi avesse trovato davvero le “toghe rosse” a Milano, la prescrizione per concessione delle attenuanti generiche (lodo Mondadori) e le assoluzioni per insufficienza di prove (caso Medusa, processo Sme) potevano essere condanne definitive per il signor Berlusconi.
Inoltre, è accertato, dalla sentenza definitiva della Cassazione, che Mills è stato corrotto per testimoniare il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi (il processo per corruzione alla Guardia di Finanza e il processo dei fondi neri di All Iberian) allo scopo di “tenere fuori da un mare di guai” Silvio Berlusconi.
E’ accertato che il giudice Metta è stato corrotto dai legali di Berlusconi per strappare la Mondadori a De Benedetti.
E’ accertato, dal processo All Iberian 1, il finanziamento illecito di 22 miliardi di lire al PSI, denaro partito da fondi occulti della Fininvest per finire nei conti svizzeri del PSI di Craxi.
E’ accertato che alcuni finanzieri sono stati corrotti per far chiudere loro tutti e due gli occhi sulle irregolarità riscontrate nelle verifiche fiscali presso le aziende di famiglia Berlusconi; Massimo Maria Berruti e Salvatore Sciascia, che lavoravano per il gruppo Fininvest e prima ancora erano ufficiali della Guardia di Finanza, sono stati condannati in via definitiva in tale processo relativo alle tangenti alla Guardia di Finanza e poi hanno fatto carriera politica entrando in parlamento col partito di Berlusconi.
Appare evidente che non c'è un uso politico della giustizia ma c'è chi fa politica per impedire alla giustizia di compiere il suo corso legittimo e doveroso, denigrando e minacciando la magistratura attraverso un disegno eversivo per attentare all'autonomia e indipendenza della magistratura. 
di Michele

mercoledì 15 dicembre 2010

Berlusconi salvo per tre voti



E' un film magistrale di Totò che descrive il malaffare e la compravendita dei deputati del nostro parlamento.

martedì 21 settembre 2010

Emergenza rifiuti a Napoli; ma Silvio non l'aveva risolta?


«Abbiamo risolto la tragedia dei rifiuti a Napoli e in Campania», aveva ripetuto il premier Silvio Berlusconi appena sabato scorso elencando ancora una volta con «orgoglio» i successi del «governo del fare».
Le foto che ritraggono Via Arcoleo a Napoli dimostrano inconfutabilmente che la situazione, a 2 anni di distanza, non è affatto cambiata, anzi!
Colpa del termovalorizzatore che è andato in tilt, colpa della discariche che si stanno esaurendo ( quella di Terzigno chiuderà a marzo 2011, mentre si prevede che quella di Chiaiano sarà piena a Settembre dell'anno prossimo) colpa dei dipendenti dell'Asia che si trovano sul piede di guerra, fatto sta che la situazione reale ed effettiva è quella documentata dalle foto.
A proposito: qualcuno sente parlare in Tv della crisi della raccolta dei rifiuti a Napoli? Qualcuno si è dimenticato delle aperture quotidiane dei telegiornali dedicate esclusivamente al problema dei rifiuti in Campania?
Avrà un poco di spazio quel rifiuto di carta chiamato " Il giornale" per parlare, oltre che della casa dei Tulliani, anche dei rifiuti a Napoli?
Ed il direttore del Tg1, Scodinzolini tanto caro a silvio, trasmetterà mai qualche immagine che smaschera il suo sovrano?
La faccenda è chiara: diceva Mussolini che basta non parlare di un problema affinché questo non esistesse più e viceversa.
Una cosa, però, non mi è chiara: se quando, nel 2008, la colpa dei rifiuti in strada era di Prodi e di Bassolino, perchè adesso la colpa non viene attribuita a Caldoro ed a Berlusconi?
La verità è una sola e cioè che questo governo è davvero il governo del fare, però, " solo chiacchiere" .Vedi ponte sullo stretto, riduzione bollo auto, abolizione irap, 1.000.000 di posti di lavoro, ex Alitalia, ecc.,ecc.,ecc.,ecc.,ecc.,ecc.,
Il valore aggiunto del premier che fa sì che egli effettivamente sia una spanna sopra gli amici ed i nemici è che Lui ha capito che gli Italiani sono un popolo di cog***ni e che basta detenere il monopolio dell'informazione per trattarli da quei pecoroni che sono.
In Italia il 70% della popolazione apprende tutte le notizie ESCLUSIVAMENTE attraverso la Tv: è di tutta evidenza che se non si dice in televisione che a Napoli c'è la spazzatura e non si ha la fortuna/sfortuna di passare per Napoli, non si saprà mai che il centro storico è pieno di rifiuti e la situazione, salvo correttivi, potrà solo peggiorare.
Piaccia o no, così stanno le cose: meditate, gente,meditate.
P.S. Saranno lacrime amare quanto tardive quelle che piangeranno gli elettori di Berlusconi che si ritroveranno i propri figli in un mondo più inquinato, più corrotto nel quale prevarrà solo chi avrà meno scrupoli.

lunedì 20 settembre 2010

6 Ispettori dell'Asl Ce 2 arrestati per corruzione.

I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ispettori dell'Asl per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, rifiuto d'atti d'ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti d'ufficio. Si tratta di: Aldo Nuzzolo, Pasquale D'Amore, Donato Faraone,;ispettori del lavoro; Antimo Marcello, Luigi Marcello, Francesco D'Angiolella, consulenti del lavoro. Uno degli arrestati, Nuzzolo, tra il 2002 e il 2007 è stato consigliere comunale dello Sdi a Santa Maria Capua Vetere. Indagati anche alcuni ufficiali di polizia giudiziaria dell'Asl Caserta. L'indagine, condotta dai militari della stazione di Grazzanise, ha consentito di acclarare che un gruppo di ispettori dell'Asl di Santa Maria Capua Vetere, a seguito delle verifiche effettuate presso cantieri edili, previa minaccia di elevare sanzioni amministrative e sequestri, imponevano agli imprenditori controllati di rivolgersi a consulenti del lavoro, loro sodali, per la predisposizione della documentazione, in particolare di Dvr (Documenti di Valutazione Rischi) e delle certificazioni previste dalla normativa per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Inoltre, falsificavano e facevano uso, per apporre date false, di sigilli apparentemente provenienti da uffici pubblici, con timbri dell'ufficio postale di Capodrise. Timbri utilizzati reiteratamente su numerosi Dvr e su attestati di formazione e informazione per rendere la pratica "conforme" alla normativa e non verbalizzare violazioni accertate. Complessivamente, secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe tratto profitti per circa 600mila euro.
Nel corso delle indagini venivano effettuati riscontri su cantieri edili presenti nei comuni di Santa Maria Capua Vetere e viciniori al fine di verificare l'effettiva esistenza presso quelle imprese della falsa documentazione di cui sopra. In totale, a seguito di tali controlli, venivano sequestrati sette cantieri edili.
E' emersa anche l'esistenza di un rilevante fenomeno di assenteismo posto in essere quotidianamente dalla gran parte dei dipendenti del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl sammaritana, attraverso la fraudolenta vidimazione collettiva dei cartellini, affidati a pochi soggetti. Lo scorso 29 aprile, infatti, i carabinieri arrestarono in flagranza 4 dipendenti e denunciarono in stato di libertà di altri 9 per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Alcuni destinatari delle misure, nel recente passato, hanno svolto ispezioni anche presso l'azienda farmaceutica "Dsm" di Capua dove lo scorso 11 settembre tre operai hanno perso la vita in un incidente sul lavoro. Alcuni tentantivi di corruzione sono stati intercettati in alcune telefonate, tra cui una con dirigenti della "Dsm".
ASL: AVVIATA PROCEDURA INTERNA.
In una nota, l’Asl Caserta fa sapere che, - a seguito dei provvedimenti restrittivi della Procura di Santa Maria Capua Vetere a carico di tre dipendenti e tre consulenti appartenenti al Personale di Vigilanza ed Ispezione del Dipartimento di Prevenzione di Santa Maria Capua Vetere Asl Caserta, - già all’atto di richiesta di certificazioni da parte dell’Autorità Giudiziaria finalizzate alle indagini conseguenti al drammatico incidente avvenuto presso l’Azienda Dsm di Capua, il commissario straordinario, professor Ferdinando Romano, ha immediatamente attivato approfondita verifica interna al fine di fare chiarezza sull’intera vicenda. In quanto agli arresti, l’Asl comunica che “verranno adottati tutti i provvedimenti consequenziali previsti in questi casi nei confronti dei dipendenti interessati raggiunti dall’azione della magistratura”. Inoltre, il commissario straordinario, in ossequio al proprio mandato, “sta predisponendo tutte le procedure per l’unificazione dei due Dipartimenti di Prevenzione facenti capo alle precedenti Asl Ce1 e Asl Ce2 accorpate in un’unica Azienda Sanitaria”.
Tratto dal sito Pupia Tv 
Notizie come queste fanno cadere le braccia!!
Commenti? Mi rifiuto!

mercoledì 4 agosto 2010

Tangentopoli abruzzese: i soliti noti.

Ancora una volta le intercettazioni fondamentali per le indagini della magistratura: questo si voleva eliminare con la legge fortemente voluta da Alì Berluscones per difendere i suoi 40 ladroni.
"Qui c'è per tutti" avrebbe detto Angeloni ex deputato di Forza Italia ad Ezio Stati ex capo gruppo di Forza Italia e padre dell'assessore regionale Pdl Daniela, anch'essa indagata per corruzione nell'assegnazione dei lavori.
E' incredibile che mentre si indaghi su episodi di corruzione varie, questa classe politica marcia fino all'osso non disdegni di continuare a fare affari e lucrare sulle disgrazie della gente, senza preoccuparsi minimamente di essere scoperti. Stati , che per anni fu tesoriere della Dc abruzzese, fu arrestato negli anni Novanta nell’ambito di alcune inchieste sulla tangentopoli, subito dopo essere stato nominato assessore regionale. Nel Duemila fu capogruppo regionale di Fi, ma si dovette dimettere in seguito al fatto che era passata in giudicato la sentenza di condanna relativa alla precedente vicenda giudiziaria.
Questa vicenda dimostra, una volta di più, che la questione MORALE non può più essere rimandata: o si fa in modo che i corrotti ed i corruttori stiano lontani dalla politica e dalla Pubblica Amministrazione o temo che solo una soluzione cruenta e dolorosa possa riportare questo paese nell'alveo delle nazioni civili.
La difesa di questa cricca da parte dei vertici nazionali del Pdl, già vista e collaudata per le vicende Cosentino, Scajola, Verdini ecc., darà la misura della pervasione di questo sistema di corruzione e malaffare.


domenica 20 giugno 2010

Lunardi e il Cardinal Sepe indagati per corruzione : dove arriva la faccia tosta!

Leggendo l'intervista che l'ex ministro e tuttora parlamentare Lunardi ha rilasciato a Repubblica si ha chiara la percezione di quale considerazione delle istituzioni abbiano taluni personaggi che esistono e sopravvivono solo in Italia.
D'altronde perchè mai meravigliarsi di uno che, quando nel 2001 era Ministro delle Infrastrutture, per risolvere il conflitto di interesse che lo riguardava decise di venedere le azioni della Rocksoil, sua impresa di progettazione e costruzioni, indovinate a chi? Alla moglie ed ai figli!
Ma torniamo all'intervista : rilevo che il sistema corruzione stia venendo allo scoperto e stia cercando prepotentemente una sua forma di legittimazione. Che male c'è , dice l'ex Ministro, nell'aver ricevuto favori? In ogni caso, dice convinto, i favori li ha fatti e ricevuti come persona e non come Ministro! Bel modo di ragionare di chi candidamente ammette, come se fosse lecito, di aver fatto in modo che quel sant'uomo di Balducci diventasse presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici! E come poteva farlo, allora, la persona e non il Ministro? Che aggiunge, quasi vantandosene, di aver fatto in modo di aiutare Anemone a costruirsi abusivamente il Salaria village, frequentato anche da Bertolaso, nella zona riservata alla piena del Tevere e per questo terreno inedificabile ( solo per i comuni mortali).
Cosa aggiungere ancora? Sto pensando di preparare un appello affinchè si realizzi e si mandi in onda uno spot che pubblicizzi, in uno alle innumerevoli iniziative umanitarie e di solidarietà che portano avanti gran parte del clero cattolico, anche l'uso non certo caritatevole e meritorio di certa parte delle gerarchie ecclesistiche che dovrebbero sentirsi in dovere di spiegare ai cattolici praticanti ed a quelli che devolvono l'otto per mille alla Chiesa Cattolica perchè sia consentito rimanere GRATIS per quattordici mesi in affitto in un appartamento al centro di Roma.
Lunardi ha infine solennemente dichiarato: " Io sono una persona corretta". Si, all'anice!!
Concludo, citando e correggendo il card. Sepe:  in questo mondo di ladri, speriamo che " a Maronn c'accumpagne!"

lunedì 24 maggio 2010

Come sarebbe l'Italia se non ci fosse stato Berlusconi?

Chi di noi non si è mai posto questa domanda? E che risposta vi siete dati?
Si avverte tanta sfiducia nei confronti della politica, delle istituzioni, anche alla luce del dilagare di un clima di corruzione e clientelismo, ma non lo si scopre certo oggi, almeno c’è chi sa da tanto tempo e ha fatto finta di niente.
Il risultato di questa situazione è che, oltre alla sfiducia che aumenta, al menefreghismo e/o egoismo di tanti che si adeguano ad una situazione di crisi sociale e culturale oltre che economica e finanziaria, ci troviamo al governo, ai posti di comando delle istituzioni, personaggi di integrità etica-morale molto discutibile o meglio che non meritano di occupare quelle poltrone.
Il risultato è che poco meno di un italiano su tre, e in buona parte anche non informati bene, decidono il destino di un intero paese, lasciandolo nelle mani di una cricca di affaristi senza scrupoli.
Qualcuno ha pensato che non ci fosse alternativa migliore ai rappresentanti dell’attuale maggioranza parlamentare perché, come è uso comune dire, sono tutti della stessa pasta. E’ però un giudizio sommario troppo riduttivo che tende a generalizzare, favorendo il “giochetto” di chi colpevolmente e ingiustamente vuol fare di tutta l’erba un fascio. Infatti, non è giusto mettere sullo stesso piano Berlusconi, che è il peggiore di tutti dal punto di vista etico e morale, e altri politici che, pur presentando del marcio tra le proprie fila, possono essere un esempio di moralità e rispetto delle regole democratiche in confronto a un piduista, corruttore, evasore quale è Berlusconi. Il “giochetto” consiste nel far passare il seguente messaggio: “turatevi il naso e votate Berlusconi” oppure si vuole invitare all'astensionismo.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: qual è la differenza tra Berlusconi e gli avversari?
La differenza è che con Berlusconi non c’è limite al peggio; per esempio:
1. Berlusconi sta attentando ai principi fondanti dello stato di diritto e della costituzione facendo leggi a proprio uso e consumo;
2. Berlusconi è la più significativa ed evidente espressione di un modello culturale degradato e degradante che ha condannato il paese ad un inaccettabile declino culturale; questo modello sub-culturale diseducativo ci mostra che fare i furbi conviene, che conta più l’apparenza che l’essere, che il merito conta sempre di meno, che è inutile essere onesti e trasparenti tanto prima o poi arrivano scudo fiscale e condoni vari;
3. questo governo fa quasi esclusivamente leggi a favore dei più potenti, ricchi e corrotti, leggi per curare gli interessi aziendali di Berlusconi, per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi, senza preoccuparsi dei precari, dei disoccupati, delle famiglie più povere;
4. questo governo sta facendo politiche razziste e xenofobe avendo approvato norme definite razziali da Famiglia Cristiana.

Se non c’era Berlusconi molto probabilmente cambiava che:
non sarebbero stati fatti tagli indiscriminati alla scuola, alla ricerca, agli enti locali, all’università, alle forze dell’ordine, alle fondazioni liriche;
non sarebbero state approvate norme razziali che equiparano il clandestino al delinquente;
non ci sarebbe stato il riciclaggio di stato, meglio noto col nome di scudo fiscale;
non ci sarebbe stata la legge che apre le porte alla privatizzazione delle società che gestiscono la fornitura dell’acqua;
non ci sarebbe stato il ritorno al nucleare e altre norme a danno dell’ambiente, come il piano casa;
non ci sarebbero stati tentativi di imbavagliare l’informazione libera, anche attraverso la proposta di legge per bloccare le intercettazioni e i vari decreti liberticidi sull’uso del web;
non ci sarebbe stato il ddl sul lavoro per l’istituzione dell'arbitrato che riduce le tutele dei lavoratori sempre più sottoposti al ricatto dei datori di lavoro;
non sarebbero state approvate norme ad personam, per evitare che Berlusconi sia processato, come il cosiddetto legittimo impedimento e lodo Alfano;
non avremo avuto continue minacce nei confronti dei magistrati che svolgono il loro lavoro con zelo, e minacce all’autonomia e indipendenza della magistratura;
non ci sarebbe stato il tentativo golpista di cambiare leggi a proprio uso e consumo, calpestando i principi fondamentali della costituzione, come il decreto salva liste;
non sarebbero stati sospesi i programmi di approfondimento politico in campagna elettorale, operando una grave violazione del diritto dei cittadini ad essere informati ed anche del dovere del servizio pubblico radiotelevisivo di dare un’informazione plurale e corretta;
non ci sarebbero state leggi che favoriscono i colletti bianchi della casta come la riduzione del potere di indagine e del campo di intervento della Corte dei conti;
non ci sarebbe stato il rinvio della class action che come poi è stata approvata risulta innocua e non retroattiva;
non sarebbe stata svenduta Alitalia a loschi personaggi e messi a passivo delle casse dello stato i debiti di Alitalia;
non si sarebbe creata una lobby affaristica e criminale, come il sistema protezione civile, nell’assegnazione di appalti e gestione dei fondi pubblici per la realizzazione dei grandi eventi;
non sarebbero state fatte promesse false e /o non mantenute ai terremotati abruzzesi, dato che le precedenti emergenze terremoto in Umbria e Marche sono state gestite in modo molto più vantaggioso per i terremotati dal governo di centrosinistra;
non ci sarebbe stata la norma che consente tramite aste pubbliche alle organizzazioni criminali di ricomprare i beni confiscati alla mafia avvalendosi di banali prestanome;
non sarebbero stati sottratti ben 31 miliardi di euro al mezzogiorno negli ultimi due anni, prelevandoli dal Fondo aree sottoutilizzate (Fas);
non sarebbero stati congelati gli 800 milioni di euro per la diffusione della banda larga;
non sarebbero state abrogate norme di contrasto all'evasione fiscale varate dal governo precedente;
non sarebbero stati aboliti i tetti agli stipendi dei manager pubblici varati dal precedente governo;
non sarebbero state abrogate le norme più restrittive varate dal precedente governo sull'utilizzo dei voli di stato;
non sarebbero state rinviate alcune norme sulla sicurezza del lavoro presenti nel T.U.;
non sarebbe stata cancellata la legge n.188 del 17 ottobre 2007 fatta dal governo Prodi che contrastava la sottoscrizione delle “dimissioni in bianco”;
non si sarebbe creata la società Difesa S.p.A. ovvero una società per azioni alimentata con soldi pubblici che fa affari privati;
sarebbe stato sciolto il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose, su indicazione del prefetto, ignorata dal governo Berlusconi;
non sarebbero stati regalati 5 miliardi di dollari ad un dittatore come Gheddafi, malvisto dalla maggior parte dei governanti dell’occidente;
non sarebbe stato autorizzato lo sversamento di rifiuti tal quale in discariche a cielo aperto come quella in località Ferrandelle in provincia di Caserta, e l’autorizzazione a bruciare rifiuti non trattati negli inceneritori, mettendo a rischio la salute dei cittadini;
non sarebbero state approvate norme per colpire la concorrenza televisiva della Rai e di Sky, in particolare quelle sulla gestione degli spazi pubblicitari contenute nel decreto Romani e il raddoppio dell’Iva agli abbonati Sky;
non sarebbero stati stanziati 470 milioni per il ponte sullo stretto di Messina, che appare sempre più un’opera inutile visto che mancano gli adeguati collegamenti stradali sulla terraferma. 
di Michele

mercoledì 3 marzo 2010

Di Girolamo si dimette, il pdl lo applaude.

V E R G O G N A ! ! !

giovedì 25 febbraio 2010

G8 a La Maddalena. Sprechi ed appalti ai soliti noti ( individuati con anticipo di 2 anni)

G8 di Berlusconi. Una lista di follie, di sprechi e di appalti ai soliti noti
di Fulvio Lo Cicero.
Ciotoline d’argento di Bulgari, penne da 400 euro per la firma dei protocolli, poltrone Frau per 373 mila e televisori al plasma per 350 mila euro. Complessivamente per tre giorni di vertice, impiegati oltre 514 milioni. E poi non ci sono i soldi per la ricostruzione
ROMA – 500 milioni di euro per tre giorni di vertice G8. E non è un errore di stampa, come l’enormità di quella cifra potrebbe far pensare. Si tratta proprio di “cinque” volte “cento milioni” e di euro, quindi quasi duemila miliardi delle vecchie lire, alcuni letteralmente buttati per acquistare ciotoline d’argento targate Bulgari (22.500 euro), o televisori al plasma (350 mila) o bolliacqua per il the (10 mila euro), di cui naturalmente gli invitati al vertice avrebbero potuto fare del tutto a meno. Complessivamente, per le strutture inutili della Maddalena sono stati spesi 327 mila e 500 euro; poi, una volta deciso di spostare il vertice all’Aquila, sono stati spesi altri 184 milioni 974 mila euro. Totale: 514.474.000 euro, per un vertice senza alcun risultato, di cui quasi nessuno oramai serba ricordo. Il settimanale “L’Espresso”, domani in edicola, riporta tutta una serie di cifre e di sprechi, che mostrano come, proprio nel momento peggiore della crisi, il Governo berlusconiano non abbia badato a spese per vendere un’immagine dell’Italia diversa da quella delle veline e delle escort.Le dimissioni di Angelo Balducci
Si capisce perché la Procura di Firenze voglia vederci chiaro. Una spesa che sembra, “ictu oculi”, del tutto folle. Nessun Paese del mondo, nel pieno di una drammatica crisi economica e con milioni di nuovi disoccupati (e con il ministro Tremonti che si affannava a ripetere che l’Esecutivo non poteva fare di più per contrastare la recessione, dato che mancavano le risorse finanziarie), avrebbe investito tanti soldi per una riunione che, per quanto importante, non giustificava in alcun modo un tale spreco.

sabato 23 gennaio 2010

Inchiesta Mediatrade: berlusconi indagato.


Il pm di Milano Fabio De Pasquale ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini - atto che precede di solito la richiesta di processo - a Silvio Berlusconi, al figlio Piersilvio, a Fedele Confalonieri e ad altre sette persone. Le accuse contestate, a vario titolo agli indagati, sono quelle di frode fiscale e appropriazione indebita, nell’ambito di un nuovo filone dell’indagine sui presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediatrade.In particolare il reato contestato a Silvio Berlusconi è quello di appropriazione indebita, mentre per il figlio Piersilvio è ipotizzata la frode fiscale. Gli altri indagati sono Roberto Pace, Framk Agrama, Gabriella Ballabio, Davide Lorenzano, Giorgio Del Negro, Paolo Del Bue, Fedele Confalonieri e Giovanni Stabilini. I reati vanno fino al 2009. L’inchiesta è nata nel 2005 con una perquisizione negli uffici di Rti, società controllata dal gruppo televisivo Mediatrade. Nel 2007 è stato invece notificato l’avviso di garanzia al premier. L’indagine avrebbe portato alla luce secondo il magistrato, le modalità con le quali le società televisive del gruppo Berlusconi avrebbero comprato i diritti per trasmettere i film dalle major americane. Invece che contrattare direttamente i diritti ottenendo un prezzo più vantaggioso, le società del premier, è ancora l’ipotesi accusatoria, li avrebbero acquistati a un costo maggiore dalla Wiltshire di Frank Agrama, il presunto socio d’affari di Berlusconi, che, a sua volta, li aveva acquisiti dalle case di produzione americane. La differenza tra quanto pagato dalla Wiltshire e l’esborso del gruppo Fininvest/Mediaset sarebbe, secondo l’accusa, su alcuni conti in paradisi fiscali:circa 34 milioni di dollari. Ora,credo, si scateneranno tanto gli avvocati del premier quanto i suoi tirapiedi politici quanto, infine, i suoi servitori prezzolati delle tv e della carta stampata ( Libero- Il Giornale) lamentandosi della giustizia cd. " a orologeria" per via delle prossime elezioni amministrative e delle toghe " politicizzate". Qualcuno è disposto a scommettere con me che non ci sarà nessuno ( Berlusconi incluso) che dirà che le accuse sono false e/o infondate?
Se così fosse ( e così sarà), è legittimo farsi l'idea che veramente Berlusconi si sia reso responsabile dei reati che gli vengono contestati?
Nell'ipotesi, che ritengo assurda, che le accuse che vengano mosse al Berlusconi nascano da soli fini politici e che esse, poi, si rivelino fondate e veritiere, ritenete che di esse ( le accuse poi provate e documentate) non si debba tener conto, data la loro genesi, o no?
In altre parole, gli eventuali reati di Berlusconi, una volta provati, conterebbero solo e soltanto una volta esaminata e verificata la apoliticità delle fonti di accusa? E chi dovrebbe farla questa verifica, Berlusconi o i suoi sodali?
Riflettete gente, riflettete.





giovedì 22 ottobre 2009

Sandra Lonardo Mastelladro?


Scoppia lo scandalo dell'Arpac e coinvolge anche la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. Secondo la procura di Napoli, all'Agenzia regionale per l'ambiente le assunzioni clientelari, messe nero su bianco in un file, sono state per lungo tempo la norma. Nell'inchiesta sono indagate ben 63 persone (25 le misure cautelari), ma il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell'Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel centrodestra. Durante una perquisizione, in un file trovato nel computer sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell'ex direttore generale dell'Arpac, sono saltati fuori 665 nomi di persone che sarebbero state assunte su segnalazione di uomini politici. "Si tratta - si legge nell'ordinanza emessa oggi dal gip Alfano - di raccomandati veri e propri che rispetto ad altri aspiranti privi di sponsor, disponevano della segnalazione di un referente politico che determinerà, nella maggior parte dei casi l'assunzione in violazione delle norme". Alcune segnalazioni venivano inviate via fax dal politico "di riferimento". In altri casi il curriculum sarebbe stato scritto a matita proprio dal politico.

"Noi non siamo i capi di una affiliazione mafiosa, siamo i capi di un partito politico che esige rispetto": queste le parole di Mastella nel gennaio del 2008 prima dell'uscita dal governo Prodi destinato successivamente a cadere a causa sua. Siamo proprio curiosi di sapere, di fronte all'evidenza di questi nuovi fatti, se il buon Clemente griderà al "complotto" !
In tutta questa vicenda che sta suscitando notevole clamore, spicca " l'assordante silenzio" del Giornale di Feltri, il cui editore è Paolo Berlusconi, e l'assoluto basso profilo tenuto dal TG5com che non ha ritenuto di dover mettere oggi 22 Ottobre 2009 in "prima pagina" questa notizia.
Non è curioso?

Per non dimenticarli!

Punteggio sito web istituzionale Comune di Santa Maria Capua Vetere

Scorri sotto ( senza cliccare qui!) le valutazioni del sito sammaritano a cura della Presidenza del Consiglio.

Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)