Com'è ridotta oggi? Come abbiamo contribuito a ridurla in tal modo con i nostri silenzi e le nostre complicità dettate dalla paura e dal nostro scarso senso civico?E' ora di invertire la tendenza, è ora di riappropriarci della nostra terra, è ora di far sentire la nostra voce, quella voce troppo spesso rimasta in gola, perché abbiamo l'obbligo di vivere in modo dignitoso ed onorevole, perché abbiamo l'obbligo di lasciare ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo creato. Ma meglio delle mie dicono le parole del sito terra dei fuochi che vi invito a visitare e seguire.
"Per la nostra terra attraversata da fiumi avvelenati, scavata per far posto a rifiuti tossici provenienti da chi sa dove e seppelliti ovunque;per dare voce ad un territorio soffocato dai roghi che bruciano ogni cosa senza controllo;
per chi è rassegnato alla paura, paura di quello che mangia, beve, respira;
per chi, invece, non conosce la parola rassegnazione;
per noi che viviamo in questo posto difficile, ma anche per chi non ci vive;
per raccontare il sentimento di appartenenza a questo sud , non diverso da altri sud del mondo , ma non per questo meno doloroso per noi che lo abitiamo;
per amore della verità vera, che smaschera i traffici e gli stereotipi che ci condannano in questo girone infernale della presunta “emergenza rifiuti”, di cui si nutrono malavita e politica allo stesso modo;
perché restare ad aspettare indifferenti, adesso che sappiamo, non è giusto;
perché non c’è niente da aspettare;
perché è qui, in questa terra, che vogliamo rimanere e resistere, con la nostra musica, la nostra lingua, l’arte, la cultura in cui siamo cresciuti;
perché la Terra, e l’Acqua, e l’Aria sono di tutti quelli che le amano, basta lasciarle in pace, invertire la rotta, fermare lo scempio”.

