sabato 1 dicembre 2012

Sallusti: la diffamazione e lo sberleffo della giustizia.

Alessandro Sallusti, uno dei capofila del giornalismo berlusconiano, il peggior giornalismo italiano, quello che, per intenderci sollecita battute ironiche e barzellette sulla " libertà di stampa" in Italia è stato arrestato perché è evaso, violando immediatamente gli arresti domiciliari. Verrà processato per direttissima: per il reato di evasione si rischia una pena che va da uno a tre anni di reclusione. 
L’aver abbandonato  l'abitazione presso la quale avrebbe dovuto scontare la detenzione ai domiciliari è stato correttamente considerato tecnicamente un’evasione.Qualcuno dei suoi pochi lettori obietterà che era per solo recarsi al lavoro e, d'altra parte, la cosa l'aveva annunciata in anticipo Egli stesso.
Già, ma a parte il fatto che il pennivendolo in questione qualche giorno fa aveva annunciato di voler scontare i domiciliari a casa della compagna Santanché ( 920 metri quadri di casa su quattro piani e annessa piscina coperta e pure rivestita in madreperla), i giudici e la polizia, alla luce del suo comportamento, cosa avrebbero dovuto o potuto fare? Se non voleva che la sede del quotidiano fosse " violata" , sarebbe bastato che non vi si recasse; tra l'altro lo stesso aveva il permesso di uscire, e quindi di andare al giornale, dalle 10 alle 12.
Sallusti e quelli che lo sostengono dovrebbero sapere che cosa è il diritto di cronaca  e altra  e ben diversa cosa è la diffamazione. Sallusti, che si era anche rammaricato della “categoria che non ha avuto un sussulto" , ora gioca a fare la vittima, come se pubblicare notizie false e rifiutarsi di smentirle fosse normale lavoro giornalistico, meritevole del sostegno del sindacato e dell’Ordine. 
In questi casi non si tratta di persone che fanno del giornalismo ma solo attività di dossieraggio ( cd. metodo Boffo o Fini):  non si tratta più di reato d’opinione o di libertà di informazione, ma di vera e propria  associazione a delinquere.


lunedì 30 gennaio 2012

Il Giornale: chi i morti non rispetta, giorni corti e guai aspetta!


E' assolutamente disgustoso che nel giorno della morte di un uomo, la cui sola colpa è stata quella di esserne stato acerrimo nemico , la corte dei lecchini e dei servitori obbedienti del nano buffone non trovi altro di meglio che infangare la memoria di chi non può più difendersi.
La grave e imperdonabile colpa di questo uomo è stata quella di aver osteggiato alacremente, ma sempre lealmente, quel cialtrone del padrone di questi pennivendoli da strapazzo, bravi solo a mettere sulla gogna mediatica i personaggi scomodi ( metodo Boffo).
Ma perché tanto accanimento anche nel giorno della morte?Proviamo a spiegarlo.
Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 1994, al momento in cui Silvio Berlusconi stava predisponendo la lista dei ministri, Scalfaro ritenne sgraditi alcuni nomi, tra cui spiccava la nomina di Cesare Previti (all'epoca solo indagato, ma successivamente condannato per corruzione in atti giudiziari) . In un colloquio preliminare con il futuro Presidente del Consiglio, a Scalfaro fu attribuita la frase «Devo insistere: per motivi di opportunità quel nome non può andare.» Il comune favore riservatogli dai nuovi partiti emersi dal crollo della cosiddetta "Prima Repubblica" si spaccò quando - nel dicembre del 1994 - invece di sciogliere le Camere dopo le dimissioni del governo uscito dalle elezioni di sei mesi prima (come richiesto insistentemente dall'uscente premier Berlusconi), tentò con successo di formare un nuovo governo in base al dettame costituzionale secondo il quale, una volta eletto dal popolo sovrano, la sovranità è esercitata dal Parlamento; a sostegno della sua iniziativa fu ricordato che la Costituzione prevede che la funzione di deputati e senatori della Repubblica sia esercitata senza vincoli di mandato, onde è consentito cambiare schieramento ed appoggiare formazioni politiche diverse dalla lista in cui si è stati eletti.
Quando Scalfaro svolse le consultazioni, ascoltò anche le componenti interne ai partiti per comprendere se vi erano in Parlamento i voti per un'ipotesi di "governo tecnico": ricevutane rassicurazione - anche grazie all'opposizione dei presidenti delle Camere carlo Scognamiglio e Irene Pivetti alla fine anticipata della legislatura - in un famoso discorso di fine anno invitò Berlusconi ad un passo indietro, promettendo che il nuovo governo avrebbe avuto un incarico a termine ed un presidente di fiducia dello stesso Berlusconi. Questi scelse il suo Ministro del Tesoro Lamberto Dini, ed assistette nell'anno successivo al progressivo spostamento dell'asse del governo così nato verso il centro-sinistra, che vinse le successive elezioni.
La legge sulla "par condicio" (termine da Scalfaro impiegato in più di una pubblica esternazione, per affermare l'esigenza della parità delle armi comunicative sulle reti televisive per tutti gli attori politici) fu vista come un attacco alla potenzialità più dirompente del sistema mediatico di Berlusconi. La difesa delle istituzioni e della loto integrità morale le ragioni che sottendono al proditorio ed inglorioso attacco ad un uomo nel giorno della sua morte.
Non so se quest'uomo sarà o meno citato nei futuri libri di storia, ma di certo chi, come Feltri, uomo senza anima, non rispetta i morti non merita alcun rispetto! V E R G O G N A !!!
P. S. Previti, condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione, ha passato in carcere solo pochi giorni per effetto della legge ex Cirielli. Qualcuno si è indignato o anche questo è normale?

martedì 26 luglio 2011

Fondamentalismo cristiano in Norvegia.


Cosa può insegnarci quel che è successo in Norvegia? Cosa possiamo fare per evitare che possa ripetersi?
Anzitutto, secondo me, occorre esaminare bene i fatti senza farsi influenzare dalle proprie opinioni personali, rivederli con spirito critico, documentarsi e poi, alla fine, esprimere qualche cauto giudizio.

Il contario, in poche parole, di quello che si sono affretti a fare i giornali di area berlusconiana che maldestramente hanno tentato di attribuirlo subito al terrorismo di matrice musulmana.
Ricordo il titolo sparato da Libero in prima pagina che parlava di buonismo inutile contro l'Islam terrorista.
”E’ proprio questa la logica che va sconfitta: il terrore non si puo’ combattere con il terrore, il pregiudizio non si puo’ combattere con il pregiudizio, l’odio non si puo’ sconfiggere con l’odio": come trovare parole migliori di quelle usate da Vendola per descrivere l'atteggiamento che a tutti i costi dobbiamo evitare?
Il cammino è lungo è difficile: non tutti gli islamici sono terroristi come di cert non lo sono tutti i cristiani o gli esseri umani di qualunque religione!
Fomentare l'odio contro il diverso porta a queste conclusioni : Breivik è il prodotto di campagne d'odio, d'intolleranza, di xenofobia e di razzismo.
Certi pseudo-giornalisti come Feltri che impunemente offende le decine di vittime, incapaci, secondo la sua mente malata, di difendersi adeguatamente o come la Nierenstein,buona solo a rovesciare livore sui palestinesi, che non ha esitato a strumentalizzare anche questo episodio dovrebbero solo vergognarsi!! Vergogna a voi che non esitate a servirvi di giovani vite stroncate!
Le vittime innocenti lo sono sempre, siano che muoino nel crollo di un palazzo, che nei bombardamenti aerei che, infine, per mano di un esaltato terrorista!
Si, terrorista, e non pazzo o almeno non solo! E' possibile che la stessa azione criminale possa essere classificata terrorista o strage di un pazzo se a commetterla è un musulmano piuttosto che un cristiano? Credo proprio di no!

mercoledì 13 ottobre 2010

Giornalisti e servi del nano buffone.


Ieri sera in tv ho piazzato la triade dei direttori de “il Giornale” (Feltri-Sallusti-Porro) come sagome di cartone inanimate, per concedere loro una pausa dagli eccessivi impegni televisivi di questi giorni. Altrimenti come fanno a procacciarsi le notizie, da grandi giornalisti qual sono? Ospiti dappertutto (anch’io li inviterò ancora, ma con frequenza ragionevole, non trattandoli da prezzemolo del centrodestra), rischiano forse di bucarne qualcuna in redazione? In effetti prima di andare in onda avevo letto anch’io la nota d’agenzia che segnalava il prossimo interrogatorio a L’Aquila, lunedì 18 ottobre, del coordinatore Pdl Denis Verdini, insieme al suo amico costruttore Renato Fusi. Stamattina titoloni su tutte le prime pagine. I carabinieri sono convinti che Verdini abbia mentito quando sosteneva di non lavorare più con Fusi dalla fine degli anni Novanta. Sarebbe stato Verdini, con l’aiuto di Gianni Letta, a procurare quattro appalti da 21 milioni di euro a Fusi, dopo il terremoto in Abruzzo. Magari anche perchè il medesimo Fusi era indebitato per 26 milioni di euro con il suo Credito Cooperativo Fiorentino, vai a sapere, e dunque il vantaggio sarebbe stato reciproco. Notiziona, non trovate? L’ho cercata stamattina sulle prime pagine de “il Giornale” e di “Libero”. Niente, hanno preso il buco. Forse l’avranno sottovalutata, la cerco in pagina interna. Ancora niente, solo altro inchiostro sulla casa di Montecarlo che vale un ventesimo dei soldi in ballo tra Verdini e Fusi. La prossima volta che si vantano di non guardare in faccia nessuno, quando scatenano i loro segugi, fategli una risata in faccia.

di Gad Lerner

Per non dimenticarli!

Punteggio sito web istituzionale Comune di Santa Maria Capua Vetere

Scorri sotto ( senza cliccare qui!) le valutazioni del sito sammaritano a cura della Presidenza del Consiglio.

Santa Maria Capua Vetere ( Caserta)