mercoledì 29 aprile 2009

Il poeta soldato.

"Io ho quel che ho donato"

In un epoca in cui tutti si somigliano nella loro mediocrità, voglio ricordare un personaggio unico, verso il quale nutro quasi una venerazione. Poeta, drammaturgo, scrittore, patriota ed eroe, personaggio ineguagliato dalla grande personalità, genio creativo delle lettere della cultura in genere , Gabriele D'annunzio.

"Io ho quel che ho donato"

In un epoca in cui tutti si somigliano nella loro mediocrità, voglio ricordare un personaggio unico, verso il quale nutro quasi una venerazione. Poeta, drammaturgo, scrittore, patriota ed eroe, personaggio ineguagliato dalla grande personalità, genio creativo delle lettere della cultura in genere , Gabriele D'annunzio.

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12 Comments:

Anonymous dice...

La pioggia nel pineto!
Che emozioni.

Anonymous dice...

E' come un dente cariato, o lo si toglie o lo si ricopre d'oro!
Chi lo disse?
Altro che emozioni.

Anonymous dice...

Depravato alla massima potenza!
Si narra che si fosse fatto togliere una costola per frasi le fellatio da sè!!

Anonymous dice...

certi commenti si commentano da soli.

Anonymous dice...

Navigò tutta la vita in un mare di debiti: spendeva tutto quello che aveva e poi, senza alcuna apparente preoccupazione, spendeva anche quello che avrebbe guadagnato dieci o vent'anni dopo.Per dare un'idea della enorme sproporzione tra quello che spendeva e quello che avrebbe potuto spendere, basti pensare che nel 1898 aveva 70.000 lire di debiti che avrebbe potuto riscattare a meno di tremila lire per ogni nuovo libro che avesse consegnato.Fu molto egoista nei confronti dei figli, della moglie presto abbandonata e della povera madre che stette al balcone della casa di Pescara quasi un'intera vita per vedere arrivare il figlio famoso che soltanto una volta le dedicò poche ore.Fu erotomane alla massima potenza o "depravato" come si direbbe oggi e come dicevano allora coloro che non condividevano le bizzarrie mai eguagliate finanche dai pornografi di professione.Un giorno arrivò a farsi defecare sul petto dalla propria amante: anche questo fu D'Annunzio.

mascia dice...

Mussolini affermo':"D'Annunzio e' come un dente guasto:o lo si estirpa o lo si ricopre d'oro"!!
E preferi' coprirlo d'oro.
Il D'Annunzio,sin da giovane aspira a grandi cose,sostituisce al senso morale quello estetico,e' preso dalla febbre dell'agire,di creare l'inimitabile,l'impossibile.
Ha una percezione egoistica e orgogliosa della solitudine,derivata dalla consapevolezza dell'eccezionalita' della propria persona,che lo spinge ad affermare la propria supremazia sugli altri,a conquistare il dominio sul mondo.
"O mondo,sei mio!/Ti cogliero' come un pomo,/ti spremero' alla mia sete/alla mia sete perenne...."

Confuleio Sabbione dice...

Il fatto che D’Annunzio fosse dedito a una condotta di vita mondana ed ai piaceri che essa offre in genere ivi compresi quelli del sesso è cosa nota. La nomea di erotomane (molto amplificata a dire il vero) come dice l’amico del post precedente gli fu data dopo la pubblicazione de l’opera letteraria “il piacere”.
D’Annunzio però fu anche fu il creatore di opere letterarie quali “la figlia di Iorio”, “Cabiria” ecc. sostenitore di artisiti e forme d’arte innovative quali il Futurismo, fu grande patriota, delle sue imprese ricordiamo il volo su Vienna con il celebre volantinaggio che tentava di incitare la popolazione a ribellarsi al governo degli Asburgo e la presa di Fiume.
Ridurre la figura del Vate a un comune pervertito da parte di un Sig. Nessuno ignoto moralista che vive in un contesto odierno nel quale assiste a mille immoralità ben più gravi è ben altra cosa!

Anonymous dice...

Caro sig. Confuleio, il proposito del mio commento era quello di contribuire a meglio tratteggiare la figura di D'annunzio e far conoscere anche aspetti poco noti.
Il fatto che oggi assistiamo a " mille immoralità", nulla toglie od aggiunge alla figura di depravato e pervertito di D'Annunzio, storicamente provata.
E' ovvio, e mi stupisce che Ella non l'abbia capito,che non si intendeva mettere minimamente in discussione il genio artistico del grande pescarese nè le sue molteplici " imprese" .
P.S. Non mi risulta che Ella abbia mai scritto trattati letterari.

Confuleio Sabbione dice...

Caro amico come parli adesso è tutto più chiaro. Riguardo poi al "mi stupisce che Ella non l'abbia capito" tengo a precisare che il sottoscritto è ben capace di intendere il pensiero che gli altri esprimono mediante l'uso della scrittura, per cui se il messaggio non perviene esatto non è per mio demerito ma per demerito di quello che lo espone.

Anonymous dice...

Meglio D'Annunzio con tutti i suoi vizi che tanta gentaglia di oggi con qualità umana vicino allo zero.
Procopio di cesarea

Anonymous dice...

Genio e sregolatezza.
Si dice spesso che Genio e sregolatezza vadano di pari passo. Sembra che quasi tutti i più "grandi", intesi come le menti geniali in arte, storia, cinema, letteratura, poesia...abbiano manifestato comportamenti strani.
Almeno però sono stati dei genius e hanno dimostrato di esserlo veramente.
Per molti altri invece solo sgregolatezza.
Plinio il Giovane

mascia dice...

Genio e follia,il giorno e la notte negli artisti e nei grandi, il dottor Jeckil e mister Hyde e' insito in ognuno di noi oppure atteggiamenti di sregolatezza o di pura follia sono applicabili e giustificabili solo in coloro che hanno dimostrato nel tempo e nella storia di essere dei "genius"?

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