giovedì 25 febbraio 2010

G8 a La Maddalena. Sprechi ed appalti ai soliti noti ( individuati con anticipo di 2 anni)

G8 di Berlusconi. Una lista di follie, di sprechi e di appalti ai soliti noti
di Fulvio Lo Cicero.
Ciotoline d’argento di Bulgari, penne da 400 euro per la firma dei protocolli, poltrone Frau per 373 mila e televisori al plasma per 350 mila euro. Complessivamente per tre giorni di vertice, impiegati oltre 514 milioni. E poi non ci sono i soldi per la ricostruzione
ROMA – 500 milioni di euro per tre giorni di vertice G8. E non è un errore di stampa, come l’enormità di quella cifra potrebbe far pensare. Si tratta proprio di “cinque” volte “cento milioni” e di euro, quindi quasi duemila miliardi delle vecchie lire, alcuni letteralmente buttati per acquistare ciotoline d’argento targate Bulgari (22.500 euro), o televisori al plasma (350 mila) o bolliacqua per il the (10 mila euro), di cui naturalmente gli invitati al vertice avrebbero potuto fare del tutto a meno. Complessivamente, per le strutture inutili della Maddalena sono stati spesi 327 mila e 500 euro; poi, una volta deciso di spostare il vertice all’Aquila, sono stati spesi altri 184 milioni 974 mila euro. Totale: 514.474.000 euro, per un vertice senza alcun risultato, di cui quasi nessuno oramai serba ricordo. Il settimanale “L’Espresso”, domani in edicola, riporta tutta una serie di cifre e di sprechi, che mostrano come, proprio nel momento peggiore della crisi, il Governo berlusconiano non abbia badato a spese per vendere un’immagine dell’Italia diversa da quella delle veline e delle escort.Le dimissioni di Angelo Balducci
Si capisce perché la Procura di Firenze voglia vederci chiaro. Una spesa che sembra, “ictu oculi”, del tutto folle. Nessun Paese del mondo, nel pieno di una drammatica crisi economica e con milioni di nuovi disoccupati (e con il ministro Tremonti che si affannava a ripetere che l’Esecutivo non poteva fare di più per contrastare la recessione, dato che mancavano le risorse finanziarie), avrebbe investito tanti soldi per una riunione che, per quanto importante, non giustificava in alcun modo un tale spreco.

Intanto Angelo Balducci, in carcere a seguito dell’inchiesta dei magistrati fiorentini, ha annunciato le sue dimissioni dall’amministrazione delle Infrastrutture e dalla presidenza del consiglio superiore dei lavori pubblici.
Dalla lettura della lista degli acquisti per il G8 si rimane veramente sconvolti. Tutto probabilmente fu approntato perché il vertice fosse ricordato per la minuziosità degli sfarzi. C’era indubbiamente, nel suo allestimento, la mano del premier stesso, Silvio Berlusconi, abituato a dotare le sue principesche regge private di fantasmagorici ammennicoli e di lussi sfrenati. Così, furono spesi – oltre alle ciotoline e ai televisori citati – somme rilevanti per l’acquisto di 60 penne in edizione unica, fornite da “Museovivo” (26 mila euro, costo unitario: 433 euro), servite soltanto ai grandi per apporre la loro firma sui protocolli, per la fornitura prestigiose poltrone “Frau” (373 mila euro), per gli addobbi floreali (63 mila euro), perfino per porta-blocnotes, firmati da “Pineider” (78 mila euro). Alla lista delle follie si possono aggiungere altre spese: per il logo della manifestazione (22 mila), pennoni porta-bandiera e bandiere (155 mila), 30 distruggi documenti (13 mila),  tessuti per hostess e steward (18 mila) più altri 54 mila per tessuti non meglio specificati. Sarebbe interessante scoprire più in dettaglio a quali prezzi tutta questa merce sia stata venduta e quale ricarico i fornitori abbiano applicato.
L’inchiesta fiorentina ruota intorno a pochi nomi “eccellenti”, che avrebbero costituito la “cricca” che ha spolpato la maggior parte degli appalti della Protezione civile, diretta da Guido Bertolaso. Oggi il settimanale L’Espresso ha diffuso la notizia che, già a fine 2007, si conoscevano i nomi di quei soggetti che si sarebbero aggiudicati i lavori. La lista dei nomi fu stilata da un ufficiale dell’esercito con un contratto di consulenza con Palazzo Chigi, che la scrisse e la inviò, in una busta sigillata, anche alla redazione del settimanale romano. Molti dei nomi allora scritti, con largo anticipo, sono poi quelli effettivamente al centro dell’inchiesta della magistratura.
Ma, nelle ultime ore, sono spuntate anche curiose “coincidenze”. Una di queste, ad esempio, è che il fornitore dei pasti in catering per il G8 è il “Relais le jardin”, il lussuoso ristorante del romano Hotel Byron di proprietà di Stefano Ottaviani, marito di Marina Letta, figlia del potente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni.
Stupore e rabbia fra gli abruzzesi
Le cifre fornite dal settimanale “L’Espresso” stanno producendo rabbia e stupore, soprattutto in Abruzzo. "Leggiamo con stupore e rabbia – scrivono in una nota Michele Fina e Silvio Paolucci, rispettivamente segretario del PD della Provincia dell'Aquila e del PD Abruzzo – l'articolo de 'L'Espresso' che racconta gli sprechi del governo per il G8, prima alla Maddalena e poi, soprattutto, all'Aquila. Non ci si riesce a capacitare di come ci siano ancora persona senza una casa, che presto forse dovranno ricominciare a pagare le tasse e che nulla sapevano di un evento, importante ed utile per la città, ma che oggi scopriamo essere costato quasi duecento milioni di euro che in parte sarebbero potuti servire per la ricostruzione. L'Aquila aveva ed ha bisogno dei riflettori, ma non in sostituzione di ogni possibile risorsa dedicata alla ricostruzione".

G8 di Berlusconi. Una lista di follie, di sprechi e di appalti ai soliti noti
di Fulvio Lo Cicero.
Ciotoline d’argento di Bulgari, penne da 400 euro per la firma dei protocolli, poltrone Frau per 373 mila e televisori al plasma per 350 mila euro. Complessivamente per tre giorni di vertice, impiegati oltre 514 milioni. E poi non ci sono i soldi per la ricostruzione
ROMA – 500 milioni di euro per tre giorni di vertice G8. E non è un errore di stampa, come l’enormità di quella cifra potrebbe far pensare. Si tratta proprio di “cinque” volte “cento milioni” e di euro, quindi quasi duemila miliardi delle vecchie lire, alcuni letteralmente buttati per acquistare ciotoline d’argento targate Bulgari (22.500 euro), o televisori al plasma (350 mila) o bolliacqua per il the (10 mila euro), di cui naturalmente gli invitati al vertice avrebbero potuto fare del tutto a meno. Complessivamente, per le strutture inutili della Maddalena sono stati spesi 327 mila e 500 euro; poi, una volta deciso di spostare il vertice all’Aquila, sono stati spesi altri 184 milioni 974 mila euro. Totale: 514.474.000 euro, per un vertice senza alcun risultato, di cui quasi nessuno oramai serba ricordo. Il settimanale “L’Espresso”, domani in edicola, riporta tutta una serie di cifre e di sprechi, che mostrano come, proprio nel momento peggiore della crisi, il Governo berlusconiano non abbia badato a spese per vendere un’immagine dell’Italia diversa da quella delle veline e delle escort.Le dimissioni di Angelo Balducci
Si capisce perché la Procura di Firenze voglia vederci chiaro. Una spesa che sembra, “ictu oculi”, del tutto folle. Nessun Paese del mondo, nel pieno di una drammatica crisi economica e con milioni di nuovi disoccupati (e con il ministro Tremonti che si affannava a ripetere che l’Esecutivo non poteva fare di più per contrastare la recessione, dato che mancavano le risorse finanziarie), avrebbe investito tanti soldi per una riunione che, per quanto importante, non giustificava in alcun modo un tale spreco.

Intanto Angelo Balducci, in carcere a seguito dell’inchiesta dei magistrati fiorentini, ha annunciato le sue dimissioni dall’amministrazione delle Infrastrutture e dalla presidenza del consiglio superiore dei lavori pubblici.
Dalla lettura della lista degli acquisti per il G8 si rimane veramente sconvolti. Tutto probabilmente fu approntato perché il vertice fosse ricordato per la minuziosità degli sfarzi. C’era indubbiamente, nel suo allestimento, la mano del premier stesso, Silvio Berlusconi, abituato a dotare le sue principesche regge private di fantasmagorici ammennicoli e di lussi sfrenati. Così, furono spesi – oltre alle ciotoline e ai televisori citati – somme rilevanti per l’acquisto di 60 penne in edizione unica, fornite da “Museovivo” (26 mila euro, costo unitario: 433 euro), servite soltanto ai grandi per apporre la loro firma sui protocolli, per la fornitura prestigiose poltrone “Frau” (373 mila euro), per gli addobbi floreali (63 mila euro), perfino per porta-blocnotes, firmati da “Pineider” (78 mila euro). Alla lista delle follie si possono aggiungere altre spese: per il logo della manifestazione (22 mila), pennoni porta-bandiera e bandiere (155 mila), 30 distruggi documenti (13 mila),  tessuti per hostess e steward (18 mila) più altri 54 mila per tessuti non meglio specificati. Sarebbe interessante scoprire più in dettaglio a quali prezzi tutta questa merce sia stata venduta e quale ricarico i fornitori abbiano applicato.
L’inchiesta fiorentina ruota intorno a pochi nomi “eccellenti”, che avrebbero costituito la “cricca” che ha spolpato la maggior parte degli appalti della Protezione civile, diretta da Guido Bertolaso. Oggi il settimanale L’Espresso ha diffuso la notizia che, già a fine 2007, si conoscevano i nomi di quei soggetti che si sarebbero aggiudicati i lavori. La lista dei nomi fu stilata da un ufficiale dell’esercito con un contratto di consulenza con Palazzo Chigi, che la scrisse e la inviò, in una busta sigillata, anche alla redazione del settimanale romano. Molti dei nomi allora scritti, con largo anticipo, sono poi quelli effettivamente al centro dell’inchiesta della magistratura.
Ma, nelle ultime ore, sono spuntate anche curiose “coincidenze”. Una di queste, ad esempio, è che il fornitore dei pasti in catering per il G8 è il “Relais le jardin”, il lussuoso ristorante del romano Hotel Byron di proprietà di Stefano Ottaviani, marito di Marina Letta, figlia del potente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni.
Stupore e rabbia fra gli abruzzesi
Le cifre fornite dal settimanale “L’Espresso” stanno producendo rabbia e stupore, soprattutto in Abruzzo. "Leggiamo con stupore e rabbia – scrivono in una nota Michele Fina e Silvio Paolucci, rispettivamente segretario del PD della Provincia dell'Aquila e del PD Abruzzo – l'articolo de 'L'Espresso' che racconta gli sprechi del governo per il G8, prima alla Maddalena e poi, soprattutto, all'Aquila. Non ci si riesce a capacitare di come ci siano ancora persona senza una casa, che presto forse dovranno ricominciare a pagare le tasse e che nulla sapevano di un evento, importante ed utile per la città, ma che oggi scopriamo essere costato quasi duecento milioni di euro che in parte sarebbero potuti servire per la ricostruzione. L'Aquila aveva ed ha bisogno dei riflettori, ma non in sostituzione di ogni possibile risorsa dedicata alla ricostruzione".

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1 Comment:

il pungiglione dice...

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Le solite male lingue che ce l'hanno col premier?
Mai nessuno che sente il dovere di guardare a fondo le cose ed ammettere, se è vero, che le cose non sono state gestite al meglio, tutt'altro.
Al premier che parla di secchiate di fango, vorrei far notare che queste macchierebbero i vestiti e le facce delle persone pulite: lui e la sua cricca non corrono questo rischio!

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